- non voglio essere il tuo sogno - disse Ted - ma la tua realtà
non voglio essere una tua fantasia lontana ed irraggiungibile, ma essere il tuo punto di appoggio, la tua spalla, il tuo sosteggno
voglio che in ogni momento tu sappia di avere un posto dove tornare: qui da me
Jean lo guardò e, con le lacrime agli occhi, rispose - ohh Teddy, sai che non può essere così
sai che la vita è differente e la realtà non può essere cambiata
- sì - rispose Ted - so che un drago ed una stella non possono raggiungersi mai
so che se solo ti raggiungessi le mie ali brucerebbero ma…
- no, non dirlo
- …ma se anche fosse solo per un istante, brucerei felice abbracciandoti
Jean voltò le spalle e gli oppose il suo silenzio, sapeva che, altrimenti sarebbe volato fino a lei morendo solo per consolarla. E non poteva permetterlo.
I loro sguardi non si incontrarono più per oltre un secolo quando, in un momento di debolezza, Jean si voltò. Sapeva che Ted, ormai vecchio, non avrebbe più avuto le forze di volare in cielo fino a lei.
Ted non aveva mai sorriso per la tristezza di non poter far felice Jean.
In quel momento, quando lei si voltò, un sorriso sbocciò sulle labbra di Ted e la luce dei suoi occhi si spense.
Jean vide la Morte arrivare a reclamare Ted come un avvoltoio e, in un baleno, più veloce del pensiero corse a frapporsi tra loro e lo abbracciò.
La disperazione di Jean fu immensa, mentre Ted bruciava il suo fuoco si spegneva nel pianto che sgorgava dai suoi occhi.
Anche se Morte non ha cuore s'intenerì a quella vista e concesse a Ted e Jean un ballo, da allora non hanno smesso di rincorrersi nell'infinita notte dell'universo.