La Pioggia di Lune

Era un inverno come un altro non troppo freddo, non troppo caldo, giusto nella media.
Joe vagava, come suo solito, nella notte senza una meta precisa. Una buia notte senza luna e senza stelle, ma sarebbe stata buia anche se ci fosse stata dato che vagava in un bosco.
Vi si era addentrato per godere del silenzio e dei rumori del bosco. Gli erano sempre piaciuti quei rumori: il fruscio delle foglie scosse dal vento, un qualche animale che zampettava cacciando, il verso cupo di un gufo, il richiamo acuto di una civetta lontana, l'ululato di un lupo.
Joe si beava di tutti questi suoni nella sua scarpinata. Certo quando si avvicinava i rumori vivi cessavano, gli animali non sono piuttosto timidi e non ci tengono a farsi scorgere, anche nel buio. Ma a Joe non importava gli bastava anche lo stormire delle fronde.
Arrivò in una radura. Forse chiamarla radura è un po' esagerato, un semplice slargo irregolare di due, due metri e mezzo di diametro senza alberi come se ne trova ogni tanto. Anche se il terreno era umido si sedette appoggiandosi ad un albero.
Il muschio circostante e la terra umida emanavano un aroma dolciastro ed acre al tempo stesso, qualche foglia secca stava marcendo e la fermentazione aumentava la fragranza che si riusciva a percepire. Dopo un po' gli animali si tranquillizzarono e ricominciarono la loro vita notturna. Joe chiuse gli occhi per godere la pace che emanava dal luogo.
Stava quasi per addormentarsi quando una luce intensa arrivò ai suoi occhi attraverso le palpebre chiuse. Una luce molto forte che dava fastidio. Si riparò col braccio ed aprì gli occhi per scoprire cosa fosse. Pensava a qualche intruso con una torcia dato che gli animali si erano zittiti qualche istante prima.
Così come era comparsa la luce svanì. Non era riuscito a capire da dove provenisse ma, all'intorno, non c'era nessuno. Guardò in cielo.
Percepiva una luce, un bagliore lontano attraverso il bosco ma non sapeva da dove veniva.
Una nuova luce lo investì dal cielo.
Cercava di capire cosa fosse parandosi gli occhi con le mani e con le braccia ma non ci riusciva.
S'inoltrò nel fitto del bosco per riparare la vista. Dopo qualche decina di metri era in grado di vedere meglio. E guardò in cielo.
Non era possibile: la luna era apparsa gigantesca nel cielo.
Ma quella notte non c'era luna, era la notte di luna nuova, non poteva vedersi la luna coperta dal cono d'ombra della terra. Eppure era lì: piena, visibile, luminosa.
Mentre camminava sbucò in una radura, una vera radura questa volta, larga almeno una ventina di metri con, al centro, una pietra tagliata a mo di altare. Tutto intorno delle persone vestite di una lunga tunica bianca che guardavano il cielo.
Non gli piaceva quella folla, quell'assembramento, ma non poteva farci nulla. Anche Joe si mise a guardare il cielo.
La luna svanì tanto repentinamente quanto era comparsa.
Stava per allontanarsi quando qualcuno gli posò una mano sulla spalla ed una voce leggermente nasale gli sussurrò aspetta, non è finito.
Joe attese. Stette in quella radura, con quelle persone vestite di bianco, tutta la notte. A guardare il cielo.
Lo strano fenomeno si ripeteva ad intervalli irregolari: la luna compariva luminosa come non mai e svaniva, compariva e svaniva.
Joe cercava una spiegazione al fenomeno ma non la trovava. Non c'erano nuvole che potessero coprirla e, comunque, la copertura non sarebbe stata così totale e repentina.
La notte sembrava non finire mai.
Ad un certo punto la stessa voce nasale che gli aveva impedito di andarsene gli sussurrò hai assistito alla Pioggia di Lune, dopo una pausa continuò:
la leggenda vuole che la Pioggia di Lune sia il pianto di Feveris La Mite, una sacerdotessa che molti e molti di anni fa perse il suo unico vero grande amore.
Il pianto di Feveris può essere visto solo dai credenti della Mite, come noi, che ci riuniamo qui appositamente.
La leggenda narra ancora che un giorno sarebbe apparso colui che ha la mitezza nel cuore e, sacrificandosi, donerà a Feveris la pace.

Tutti lo stavano guardando. Tutte quelle persone sembrava si aspettassero qualcosa da Joe.
Senza dire una parola Joe andò via. Quando uscì dal bosco stava sorgendo il sole.
La sera tornò nel bosco e cercò la radura in cui si era seduto senza trovarla. Cercò anche quella quella col l'altare senza trovarla.
Vi tornò altre notti ed altri giorni, senza mai trovarle. Voleva sapere di più di Feveris ma, ormai si era rassegnato.
Alcuni anni dopo, in un altro posto, in un altro tempo sognò la Pioggia di Lune. Volando, nel sogno, oltre la luna trovò Feveris che piangeva.
Non ci fu bisogno di presentazioni, sapeva che era lei e sapeva che lo stava aspettando.
Joe, quel mattino, non si svegliò. Non si svegliò più, ma il suo volto era sorridente, così sorridente come non era mai stato prima.