Un incontro inaspettato

La vista della città dall'alto del colle era stupenda. Era un turista, l'unico turista della città, almeno era l'impressione che aveva.
Si era seduto su un masso a rimirare la città e si era perso nei suoi pensieri fin quasi al tramonto.
La città, ai suoi piedi, brulicava di vita: tutte le persone erano indaffarate e correvano da qualche parte. Tutti erano impegnati in qualcosa.
Gli sembrava di essere l'unico che non avesse niente da fare, nessun impegno e con tutto il tempo possibile per se stesso. L'unica persona sola nella sera nella grande città.
Cominciava a sentirsi il fresco della sera quindi cominciò a scendere la collina per tornare in città. Magari un aperitivo prima di cena. Prima che cominciasse la vita della notte.
Girava senza meta tra le vie cittadine, trafficate, caotiche, rumorose, vive. Svoltò in un vicolo ed entrò in un quartiere che sembrava appartenere ad un altro posto, ad un'altra epoca.
Pensava di uscire in una qualche antica piazza, magari con una fontana raramente visitata dai turisti. Ce ne sono molte in città, perle rare che pochi riescono a trovare.
Nessuno lungo la strada tranne, in lontananza, un donna che camminava in senso inverso al suo. Si oltrepassarono senza degnarsi di un secondo sguardo. Lei era avvenente ma a lui non importava, non era in cerca di avventure, a casa l'aspettava la donna della sua vita che non era lì con lui solo per un caso fortuito.
Continuò la sua passeggiata. Ad un tratto la vide di nuovo venirgli incontro. Nello stesso posto, sotto lo stesso lampione, dietro la stessa curva. Che si fosse perso? Probabile ma lei non pareva essersi persa. Passò oltre.
Di nuovo lo stesso posto, lo stesso lampione, la stessa curva, la stessa donna.
Anche se restio a chiedere informazioni quando la incrociò si fermò e le chiese - sa dirmi dove mi trovo?
Si fermò anch'ella e sorridendo - certo che lo so, tesoro. Ti sei perso nel mio stomaco.