Una volta preso atto di tutto ciò alzo lo sguardo su Ahakoiji, avvolto nella nuvola di fumo azzurrognolo delle sue sigarette, deglutisco e chiedo: - è tutto?
- Più o meno. Domande?
- No.
Non mi dilungherò sul piano di recupero.
Ahakoiji vorrebbe arrivare in forze con un contingente armato di tutto rispetto ma lo informo che non è possibile.
- Perché mai? - mi chiede burbero ed arcigno
Guardandolo stupito - semplicemente perché devi scendere a terra perché si attivi il tunnel o quello che è ed oltretutto la mia nave era smantellata. Non riusciremmo mai a controllare la 13° dimensione senza altre informazioni, informazioni che forse ha Gauloise dato che mi ha fatto rientrare incolume.
- mmmm - grattandosi il mento
- Al massimo possiamo scendere con una squadra ma anche lì, bisogna vedere se le indicazioni di Gauloise per l'ossigeno sono corrette. Se perdiamo i sensi chissà dove e come ci ritroviamo. E una voltà lì dovremo trovare modo e mezzi per rientrare.
- mmmm - continuando a grattarsi il mento
- Cosa c'è che ti perplime?
- Ci sono troppe incognite per i miei gusti.
- Certo ma ci sono i tuoi scienziati che possono sopperire. Suppongo stiano già lavorando sulle informazioni che mi ha dato Gauloise.
- Ora vattene, ti chiamo io quando so qualcosa.
Passo il tempo cercando in lungo ed in largo informazioni su Crasintus e Clabaci forte della mia nuova classifica di sicurezza posso entrare praticamente ovunque, ho un lasciapassare rosso che mi da accesso ad ogni cosa. Figo ora sono un agente superluperduper, anche se non ho ancora capito cosa significhi, z3 e questo apre tutte le porte. Ma proprio tutte.
Sfortunatamente trovo che Crasintus e Clabaci sono misteriosamente morti qualche mueze dopo la mia sparizione e, con questo, le mie indagini s'inceppano ed il mio desiderio di vendetta resta inappagato.
Mi assale una tristezza come non avevo mai provato in vita mia, una tristezza che non riesco a smorzare od attenuare nemmeno con gli alcoolici più forti. Una tristezza che non mi concede nemmeno il lusso di inebriarmi nell'ubriachezza, i baristi che mi servono sono sconcertati da quanto alcool riesca ad ingurgitare senza che questo alteri le mie percezioni o mi lasci sbottonare più del dovuto.
In uno dei bar che frequento mi trova lei: Giusquiana. Non è crastiana è una piccola oriontana, più piccola della media in quanto alta quanto me, poco meno di 2 metros di un azzurro pallido. Ogni proboscide è fasciata da un anellino di quello che credo sia argantia. La odio a prima vista, dopo Crasintus ogni oriontano è per me fonte di disprezzo.
Mi mostra il suo tesserino rosso, del tutto uguale al mio - Ahakoiji mi ha mandato a prenderla
La guardo schifato - e non poteva mandare qualcunaltro?
- Capisco il suo astio ma non sono io che ho distrutto la sua vita. Mi segua. - E si avvia dandomi la schiena.
Scolo il bicchiere d'un fiato, mi alzo e la seguo.
Sarà l'alcool che mi circola in corpo, sarà quell'azzurro pallido che, appena uscito in strada equivale a quello del cielo, saranno gli anellini di argantia, sarà quello che vi pare ma, fuori dal locale, inizio ad apprezzare la piccola Giusquiana e mi avvicino cercando di scusarmi per il mio atteggiamento precedente.
- Non serve che si scusi, ho sangue Honsi nelle vene, sia Heruchi che Hemuri e riesco a percepire il suo disagio e la sua disperazione. La capisco benissimo Crodon. Anche i miei fratelli sono stati uccisi e non ho potuto vendicarli. La capisco bene. Ma è meglio andare dal grandammiraglio. Ha qualcosa in mente.
Ahakoiji ci accoglie, come al solito, impaziente - ci sono grandi novità, non dovremo scendere su Rubinia.
- Come come? - chiediamo in coro io e Giusquiana
- State a sentire: gli scienziati hanno ripreso in mano il lavoro di Gauloise, ci hanno aggiunto i dati che ti ha dato prima di partire, hanno fatto due più due ed hanno capito come ha fatto a controllare il tunnel per riportarti a casa.
Il mio sguardo deve essere molto perplesso perché continua - sì, sì, non ci ho capito nulla in quello che mi hanno detto, se vuoi lì c'è tutto il materiale scientifico - indica un faldone sulla sua scrivania, un tomo alto 20 centimetros.
- Mi fido sulla parola - affermo recisamente
Giusquiana, invece, inizia a sfogliare il faldone. Dandoci le spalle si vede, ogni tanto, una vibrazione nelle sue proboscidi, come se ricevesse delle rivelazioni durante la lettura. Devo ammettere che è molto carina, per essere un'oriontana.
Mentre legge io e Ahakoiji ci rilassiamo prendendo un caffè.
Si volta sorridente - bene, quando si parte?
- Partirete non appena avremo recuperato la materia rossa necessaria ed avremo approntato una nave, tempo un paio di dì.
Li guardo perplesso - che significa "partirete"? Chi? Non vorrai che torni su Rustigia!
Ahakoiji mi guarda - sì, tornerai su Rustigia, sei l'unico che Gauloise conosce e di cui si fida, Giusquiana verrà con te al comando di un contingente di sicurezza ma sarai tu al comando. La tua missione è riportare a casa Gauloise possibilmente senza interferire con il pianeta. Insieme a voi verrà un Equulus: come custode del buio e ambasciatore di Crastis, sempre se fosse necessario stabilire dei rapporti diplomatici. Se si può, meglio la diplomazia.
- Custode del buio? Ma ma, i custodi del buio… il buio… il rischio stesso, non era stato debellato dagli Honsi? Anzi per la precisione dagli Hydro? Cos'è questa storia?
Ahakoiji e Giusquiana si guardano in faccia indecisi su quanto rispondere, alla fine Giusquiana afferma - il buio non è mai stato debellato, il rischio esiste sempre ed i custodi fanno ancora il loro lavoro in silenzio. Oltretutto passando attraverso la 13° dimensione è quanto mai probabile che qualcuno vi cada e dobbiamo essere certi di non esportarlo od importarlo, eventualmente, da Rustigia stessa. Ti ricordo che non sappiamo nulla di quell'universo, di quel pianeta e di quell'impero, quello che hai chiamato Garidar. Nulla oltre le informazioni che hai riportato tu. Quindi dobbiamo proteggerci.
Per me è una rivelazione che il buio esista ancora, pensavo fosse un mito esattamente come Lupurius il leggendario dominatore del buio fosse una storia per bambini, una favola o poco più ma, a quanto sembra le favole con cui sono cresciuto, le favole che ci hanno raccontato gli Honsi non sono solo leggende ma molto di più.
Ahakoiji mi guarda e - siccome sarai tu al comando dovrai leggere anche tu quel faldone - preme un tasto sull'intervideo - manda dentro De Sicus.
La porta si apre ed entra un gigantesco Equulus, non ne avevo mai visti di così grandi è alto quasi tre metros e le sue zanne sporgenti sembrano dei coltelli affilati - questo è Lu De Sicus, il custode del buio, uno dei migliori sulla piazza e viene direttamente dal Equalis il pianeta d'origine della sua specie - dice diretto a me - lui - indicandomi all'Equulus - è il tuo capitano, e l'unico che è passato nella 13° dimensione.
Lo guardo a bocca aperta mentre lui mi scruta indagatore. Mi porge la mano e quasi stritola la mia salutandomi. Mi sento in soggezione, capisco perché gli Honsi li veneravano come divinità.
Mi ritiro a leggere il faldone.