radius, radiosus

Raramente si può definire qualcuno così: è, ovviamente, un'iperbole della realtà.
Certo, magari in alcuni, rari, istanti una persona può apparire dominato da una luce interna, da una qualche forma di… pazzia trascendente che la domina per un po' e ne fa vibrare quella parte che oserei definire aura che viene percepita da alcuni, ma…
Il vocabolario dice che una persona radiosa esprime la propria felicità all'esterno. Ora sapendo che la felicità è una pura illusione irraggiungibile sono propenso a supporre che, anche qui, si tratti di un'iperbole ed in realtà altro non esprime che una certa gioia o pace interiore che può essere recepita… recepirla poi è, per me, un concetto inesprimibile.
Stante così le cose è evidente la sorpresa quando ho sentito attribuire una tale aggettivazione ad un demone del buio.
Per un demone del genere è mortalmente pericoloso manifestare la propria luce interiore: andrebbe a mostrare la propria anima e la propria debolezza e, così com'è stato creato, svanirebbe e cadrebbe nell'oblio. Ergo è una eventualità se non impossibile quantomeno altamente improbabile. Se, effettivamente, ha manifestato la propria anima deve averlo fatto dinanzi ad esseri tanto fidati quanto speciali e probabilmente…

Ma cerchiamo di capire chi o cosa sono questi esseri.
Esseri che si sono addentrati nel buio non devono essere molto normali, probabilmente non sono umani neanche loro ma, per definirli dobbiamo studiarli.
Non ero presente e non li conosco quindi posso solo riferire quanto mi descrisse il demone del buio stesso:
questi due esseri sono piuttosto singolari, sembrano non percepire proprio l'oscurità
l'uno emana una luce brillante ed accecante e, per molto tempo, l'ho scambiato per un fuoco da bivacco che ha ottenuto la vita grazie ad una sua qualche qualità che, ho supposto, fosse l'intemperanza
in realtà dopo un attento esame ho ipotizzato che fosse un folletto o, più precisamente, un ifrit ma, in realtà ho poi scoperto essere un puro essere di fuoco tale e quale ad helios e, probabilmente, una sua emanazione più recente.
l'altro, invece, non emana una luce tanto forte, emana una luce soffusa e cangiante che nasconde la sua vera forma
non è certamente un essere di fuoco tanto quanto non è un essere di luce
supposi, inizialmente, essere una discendente di selene ma, col tempo ho compreso che non le è accomunata nè, tantomeno discende da sirius quindi mi recai nell'Ade e consultai un vecchio sciamano kigo ed una saggia kireji sulle varie specie non umane
mi ci è voluto molto tempo per definirne il genere ma, credo, di essere addivenuto alla conclusione che discende da cocomama, odino e apu ed il suo aspetto varia dal sibilante serpente all'agile felino.

Queste descrizioni, ovviamente, dicono molto su questi esseri e sul come siano riusciti ad arrivare ad oltrepassare le coltri buie del demone. Dicono molto meno sul come siano state capaci di fasi accettare dal demone.
Su questo non ha voluto far menzione ha solo detto: è stata Botta che l'ha mandati a me e anche se Jella ci ha messo lo zampino tentando di interferire non se ne sono andati
Il demone del buio non ha voluto dire altro su di loro.

Veniamo ora alla situazione da cui deriva l'aggettivazione.
Ancora non ero presente e quindi posso solo riferire le parole del buio:
avevo trovato una certa pace e questo mi rendeva euforico e sentivo il bisogno di confidarmi con qualcuno.
Se tu, silenzio, fossi stato presente ne avrei parlato con te ma ti stavi beando in un mare di effimeri cicalecci e, quindi, non potevi udire il mio richiamo.
Dell'ifrit di helios e della tigre squamosa mi fido tanto quanto mi fido di te, fors'anche di più, e mi mostrai loro.
L'ifrit e la tigre m'agguantarono e tempestarono di subdole domande ingannatrici perché, dissero, apparsi loro sott'una luce nuova.
L'interrogatorio fu lesto, conciso e pressante e, ammetto, cedetti facilmente e volontariamente alle loro richieste tant'ero giubilante e fieramente compiaciuto. Mostrai loro ciò che nemmeno tutto l'oro degli Inca avrebbe potuto indurmi a mostrare: uno strappo. Uno strappo nel manto oscuro che mi nasconde, uno squarcio prodotto da un arcano essere di cui supponevo estinta la specie.
Compresero e forse ingigantirono la portata dell'evento: una specie estinta tornata dall'oblio non è cosa di tutti i giorni e parteciparono della mia gioia.
Sì mi definirono radiosus ma, allo stesso tempo, abbatterono una parte delle mie speranze ed aspettative; forse, alla fin fine, non era proprio estinta la specie ma solo sepolta e nascosta da un manto di rumoroso fumo.

Essend'io il silenzio ho il dovere di tacer una parte delle storie ma le figlie di mnemosyne che controllano il verbo m'impongono d'esporne alcune parti.
Non posso quindi esporvi molto altro di più su questa faccenda ma recisamente poss'affermare che anche nel buio si può trovare la luce.