===== Lot =====
Lali: "…quel bambino che ride, gioca, scherza. Quello lì con i calzoni verdi di erba sulle ginocchia."
Kiron: "ahhh ho capito quello che prima ne ha buscate e poi le ha rese"
Lali: "sì quello"
Kiron: "sì, sembra un buon soggetto per i nostri scopi"
Lali e Kiron stanno parlando di Lot. Lot sembra un bambino come tanti: un po' scapestrato, un po' discolo, un po' monello, gioca e scherza con tutti i suoi coetanei ma i suoi coetanei ridono più che altro di lui e della sua ingenuità.
Ohhh Lot non è ingenuo, sa che gli altri bambini lo prendono in giro ma non gliene importa perché sa che i bambini sono cattivi e, quindi, non se ne preoccupa affatto.
Lali e Kiron hanno visto Lot giocare, ridere e scherzare ed hanno pensato di usarlo come cavia. Non solo Lot, ovviamente, ma lui è uno dei prescelti.
Grazie alle loro conoscenze, lo sedano e lo prelevano direttamente da scuola per portarlo nel loro laboratorio.
È un ambiente asettico, incolore, inodore, insapore, insipido, scialbo, completamente bianco. Ci sono strane macchine e strani apparati sparsi per tutta la sala, dei bambini, circa una dozzina, sono stesi addormentati su altrettanti lettini d'acciaio con una potentissima lampada ad anello che li illumina dall'alto. Di fianco ai letti due persone in camice bianco che li studiano, li sondano e controllano dei macchinari ai quali sono attaccati.
Lot è tra gli altri ma, diversamente dagli altri non è tranquillo. È sedato come tutti ma non è fermo ed immobile, si muove, si scuote, come se stesse facendo un incubo. Ma non dovrebbe. Mentre Lali e Kiron sono piegati su di lui apre gli occhi di soprassalto e li osserva.
"Il sedativo non fa effetto" urla Lali ad un tecnico poco lontano che, prontamente, manipola delle manopole per aumentare il dosaggio, ma Lot, ormai, si è seduto e si guarda intorno.
"Sta fermo" intima Kiron al tecnico "non aumentare il dosaggio" mentre osserva attentamente le reazioni di Lot. Non sembra sconvolto, preoccupato od impaurito eppure si trova tra sconosciuti in un ambiente nuovo per lui ma sembra solo curioso.
Sorride e fa "ciao, giochiamo?"
Lali e Kiron si guardano stupiti, in Lali predomina l'istinto materno, porgendogli la mano e sorridendo: "ciao Lot, io sono Lali"
"ciao"
"e questo" indicando il collega "è Kiron."
Col sorriso stampato sulla faccia "ciao"
"se ti stendi e stai fermo fermo per cinque minuti cinque poi giochiamo"
Felice e contento Lot si sdraia e cerca di stare immobile. Ma non è una cosa facile, come facciano i grandi a stare fermi per così tanto tempo è un mistero.
Ogni tanto la voce di Lali gli ricorda di stare fermo ma è più forte di lui: immobile non ci sa stare. Muovere una mano, un piede, la testa, un occhio, sbuffare è tutto un attimo, tutto un continuo.
Lali comincia ad innervosirsi e lo richiama continuamente Kiron, invece, è affascinato da quel bambino in perenne movimento, dopo un po' afferma "lui è quello adatto"
Lali, così come tutti gli altri presenti nella stanza guardano prima Kiron, poi Lot. Lot che non riescie a stare fermo più di dieci secondi. Poi osservano i dati sui monitor. Gli sbalzi sono enormi, ormoni, feromoni, estrogeni, endogeni, gli indicatori delle energie sono tutti oscillatori e mai fermi. Forse Kiron ci ha visto giusto. Forse Lot è il soggetto adatto.
Lot non riescie più a stare sdraiato, si alza di botto e fa "giochiamo?"
Lali tenta di dire "sta giù un altro po'" ma Lot è scattato come una lepre seguita da un leone e si mette a saltellare, fare capriole, ruzzolare e compagnia bella per tutta la sala.
In tanti cercano di prenderlo ma non ci riescono. Kiron sorride beato a guardare quel monello.
Un tecnico lo placca come un giocatore di rugby e lo seda. Lot, placido, gli si addormenta tra le braccia che lo riportano sul lettino sotto le amorevoli mani di Lali.
Kiron si allontana e torna, pochi istanti dopo, con una pistola da iniezioni contenente una fiala arancione. E, senza dire una parola, inietta il composto nel collo di Lot.
Lali lo guarda stupefatta "ma, senza verifiche…" "no" la interrompe Kiron "non servono".
Il bambino sembra avere una reazione allergica, il corpo comincia a scuotersi ed a gonfiarsi le ghiandole del collo, dopo una serie di convulsioni si rilassa e le ghiandole si sgonfiano. I valori sono normali, sembra reagire bene.
Lot si sveglia sotto un cespuglio nel giardino della scuola. Quando emerge e gli altri cominciano a fargli scherzi, lui non risponde, non accetta più le provocazioni ma torna in classe.
Giorno dopo giorno si discosta dagli altri bambini, giorno dopo giorno si isola sempre più finché…
…il medicinale non fa più effetto e Lot si scatena. Gli istinti repressi così a lungo prendono il sopravvento e comincia a distruggere tutto ciò che gli si para davanti, senza remore, senza vincoli e senza ritegno, non tocca nessun essere vivente ma, anche questi, li distrugge a parole.
Piano piano si calma e si tranquillizza, sembra quasi che il sedativo sia tornato in circolo ma così non è: dopo aver travolto tutto si riappacifica con se stesso e si stabilizza.
Lali e Kiron hanno osservato tutto il fenomeno, tutta la progressione a distanza ora Kiron sorride ed afferma "è stato un successo, ormai è un uomo solo e diverso da tutti"
Lali e Kiron hanno nuovamente Lot steso su un tavolo di acciaio, non è più un bambino, è un adulto.
E non è più vivo ma nemmeno morto, lo hanno vivisezionato e ne stanno analizzando i visceri con i loro occhi lenticolari. Forse lo ricuciranno e lo rimanderanno sulla terrà, chissà, intanto Lot non è più Lot.