ora, cioè poco fa,
mentre guidavo nella notte ai limiti delle leggi fisiche e delle capacità tecniche del mio veicolo
ascoltando la musica da guida spericolata che sono solito mettere quando tento di annichilire il mio cervello e ridurmi ad un puro ammasso istintivo, probabilmente con lo scopo recondito di sfracellarmi contro un muro o fiondarmi in un burrone per motivi a me ignoti (ma che forse inconsciamente tanto ignoti non sono)…
mentre, dicevo, stavo guidando nella notte distruggendo ogni forma di pensiero sensato albergante nel mio misero e malconcio cervello…
quel singolo, fottuto, neurone, probabilmente complice qualche curva od una qualche imperfezione del manto stradale (seee ma se le strade italiche sono tutte così perfettamente lisce che gli ammortizzatori non servono a niente)
dicevo il neurone che vaga solitario in quell'antro sconfinato che dovrebbe essere la mia cavità cranica deve aver urtato le pareti della stessa dandomi l'orrenda visione (che temo sia più che altro un vaticinio)
non so, forse in quel momento stavo sentendo la chanson de roland (che non ha niente a che vedere con la romance della cavalleria) o qualche altra amenità del genere
visione che vado testé a raccontarvi:
trovommi tra esseri informi e cerebralmente repressi della mia stessa specie, una quantità tale che oserei dire un assembramento
tanti e quali non saprei e non oserei dire, in una orrenda cacofonia becera di versi, parole emesse da vari orifizi immonde e senza alcun senso logico od anche illogico se è per questo
con forse un paio di elementi decenti in mezzo a questo marasma
essi sembrano festeggiare un qualcosa, probabilmente la grazia ricevuta ed adorano un qualche loculo od anfratto di cui non comprendo o non voglio comprendere origine ed utilità, sempre che ve ne sia una
non so chi, non so come mi invitano, anzi no, mi esortano a prender la parola per dire qualcosa che sia un ameno conforto per tutti i presenti
ovviamente son riluttante ad accettare e schernendomi affermo qualcosa del genere:
no, per favore, non ho sì tanto ardire
son qui con voi sol per sentito dire
non v'è motivo alcuno, per me, per questo dileggio
ma, se proprio devo, farò un qualche motteggio
son qui a sentir le vostre voci
aihmé non son granché precoci
discorrer di amenità senza costrutto
alcun di voi parrebber aver il cervello strutto
rivolgendomi ad uno di loro in particolare:
a pan il caprino
mi appello per un po' di vino
poiché tu che di dioniso e bacco ti dichiari vassallo
del lor nome non puoi, giustamente, far avallo
se lor sapessero con qual penuria il rosso nettare mesci
ti manderebbero a parlar coi pesci
volgendomi nuovamente a tutta la combriccola:
messeri e madame ascoltate questa mia ultima parola
anche se so rimarrà vuota e sola
non v'è gusto né giustizia
in questa vostra gaia letizia
ohhh che il mondo sia contento
di questo non mi lamento
ma ahimé come son sgomento
di veder gaio 'sto momento
lascio scorrer il mio sguardo
e non vedo quel gran traguardo
che dia un sol motivo
che di adito a questo dono votivo
a questo punto, la visione s'interrompe e mi trovo davanti uno sciagurato che non sa che deve occupare una sola corsia mentre guida, specialmente in curva ma si diletta, come un provetto pilota di formula uno (o meno uno non saprei) ad allargare a tutto spiano l'entrata in curva…
e qui, il mio scevro neurone, si distacca dalla membrana ossea che gli ha dato la visione e mi permette di infamare il poveraccio ricordandogli le regole della strada (di usare solo la propria corsia) e le regole di guida veloce che sembra voler usare (ritardare l'uscita di tutte le curve della serie tranne l'ultima per mantenere alta la velocità)…
ahimè un incrocio separa le nostre strade ed io vado superare la barriera del suono per arrivare a casa e scrivere questa…
come chiamarla???????
…questa scemenza