Il Tanuki

In una sera di primavera quando l'aria frizzante rinfresca, quando le cicale smettono di cantare e le lucciole cominciano ad illuminare i cigli, quando le giovani coppie si incontrano promettendosi un futuro di gioia e felicità in un sussurro di eterno amore, incontrai uno strano animale, non ve lo sto a descrivere nel dettaglio, vi basti sapere che, in un certo senso, sembrava un cane, in un altro tutto sembrava tranne che un animale.
Vi lascio immaginare il mio stupore quando, ergendosi sulle zampe posteriori, che a questo punto oserei chiamare gambe, mi guardò dritto negli occhi e mi parlò in tono compassato come segue:
"oh tu, uomo; tu che vaghi nel buio senz'apparente timore alcuno fermati un attimo ad ascoltar le mie vecchie parole"
Stupito, perplesso e probabilmente con lo sguardo smarrito mi fermai a guardare questo strano essere e le sue ancor più strane parole.
Dopo un attimo di sorpresa risposi: "chi sei tu che parli in questa maniera? che genere di essere sei dato che umano non sembri?"
Si sedette su un tronco abbattuto e m'indicò, con la zampa destra, di prender posto di fianco a lui.
"Ti vedo stupito ma per niente adombrato, uomo; com'è che non ti desta sconforto veder un inumano essere ignoto parlarti tranquillamente?"
Sedendomi al suo fianco, lo guardo dall'alto in basso, essendo lui più basso di me di tutta la testa: "non so chi o cosa tu sia ma essere umani non significa, ahimè, aver della parola il dono e della mente il controllo, quindi se un essere di forma a me ignota mi parla così chiaramente ovviamente ho dello stupore ma non vedo motivo per adombrare il mio sguardo e temerne la voce, certo ne temo l'inganno ma da tempo ho scoperto che più vile e spietata è la mia specie di quanto può esserlo una qualsiasi altra. Ma, orsù, rispondi al mio quesito: chi sei e perché m'hai fermato?"
Dopo un sospiro ed uno spostamento di membra prese a parlare con meno ritegno "la mia specie vive nel mondo, tra voi, senza che ve ne rendiate conto", così dicendo vidi tramutare il suo aspetto prima in quello d'un uomo di veneranda età poi di una bella e procace fanciulla per poi tornare all'aspetto primevo.
"ohhh un mutaforma, interessante" fu l'unico mio commento.
Sorridendo riprese a parlare "vedi? ci nascondiamo e viviamo tra voi da sempre senza farci scoprire perché, come dianzi dicevi, voi siete vili e spietati e chissà di quali sevizie ed orrori ci fareste bersaglio. Ma t'ho mostrato il mio aspetto perché sapevo senz'ombra di dubbio che timore dell'incognito non hai. Mi chiamo Tanai nome comune nella lingua della mia specie e senza un significato speciale. Nel tempo passato ad altre persone ci siamo mostrati e non sempre il risultato è stato quello sperato: alcuni ci han fatto la guerra, altri ci han venerato alla fine siamo, per quelle genti, diventati miti e leggenda. Ho atteso un tempo infinito prima di mostrar nuovamente ad un uomo il vero mio aspetto."
"ohhh" l'interrompo "non devi preoccuparti per me, di farti guerra non m'interessa ed a venerarti non ci penso neanche dato che, neanche se tu avessi poteri infiniti, potresti donarmi ciò ch'io vado cercando tanto alla luce del sole quanto a quella della luna e delle stelle, quindi parla pure tranquillo e non farti patemi che, da me, non hai da temere alcunché".
Sorridendo riprese a parlare: "mio caro, so bene chi sei, che cerchi e che brami, hai visto pocanzi ch'io posso aver molti volti e molte facce quindi non ti stupirai se ti dico che già ci siamo incontrati e parlati più volte nel tempo passato. Ma non son qui per questo."
"Orsù allora, muovi la lingua e dimmi che vuoi; questi discorsi son belli e sensati e a me pure molto grati, ma non credo che m'hai mostrato il tuo aspetto, solo per questo."
"E infatti son qui per darti un consiglio: spegni ogni tanto la mente, attenua le barriere che monti a proteggerti dai molti… ohhh so da che mondo son nate ma oltre protegger te stesso dal mondo ti nascondono quello che di bello ancora c'è. Guardati intorno ed apri lo sguardo al futuro, non tutti quelli che incontri son quelli che sembrano, vi è anche qualcuno che, come te, nasconde se stesso e forse è un amico per te."
Dette queste parole quello strano essere nel buio svanì.