===== Ciancia =====
C'era una volta… ma che barba quest'inizio: c'era una volta qui, c'era una volta la, questo, quello… niente c'era una volta, ovvia.
Siamo nella terra dei ladri e dei furbi.
Tutti rubano, chi più chi meno, qualcuno lo fa in grande, altri in piccolo ma tutti rubano.
Tutti fanno furbizie o furbate e si credono astuti come volpi, chi più chi meno, e qualcuno lo è davvero.
A parte gli abitanti era un bel paese: sole 300 giorni l'anno, qualche burrasca ogni tanto, con una buona camminata passavi dalla spiaggia alla montagna, un'arrampicata e arrivavi su su fino in cielo, paesaggio stupendo, aria magnifica, vista mozzafiato. È anche una, ma che dico una: la, patria dell'arte e delle scienze, tutte indistintamente avevano e trovano tuttora terreno fertile in questa terra, è la patria della fantasia e dell'ingegno. Un posto fantastico per viverci, a parte gli abitanti appunto.
Ovviamente non si può fare di tutta l'erba un fascio, una fascina e dargli fuoco, non sarebbe giusto anche perché l'erba verde farebbe più che altro fumo. Ed infatti non tutti sono ladri e furbi, c'è, ogni tanto, qualche persona onesta che non si impegna a cavillar su tutto. Per la verità ce n'è parecchi, probabilmente sono la maggior parte, però i furbi fanno legge, come si suol dire. E non tanto per dire qui, davvero, loro scrivono, interpretano ed amministrano le leggi, ma che ci vogliamo fare, son furbi loro.
In una campagna sperduta, in una valle interna, in una piccola casetta isolata, in realtà neanche tanto, vive, solo soletto, il signor Ciancia.
Ciancia è un tipo tutto particolare è il contrario di ciò che appare. Strano ma vero. Appare furbo ma non lo è, appare ammanicato ma non conosce nessuno, appare forte ma è un debole, appare sicuro quando ha un'infinità di dubbi, appare distante quando, invece, vorrebbe esser vicino. È, appunto, il contrario di ciò che appare.
In questa terra di furbi e di ladri ha dovuto trovare un espediente per garantirsi la propria sicurezza, per esser certo di sopravvivere in ogni caso. E questo è il modo che ha trovato.
Davanti la sua casa passa, quasi ogni giorno, una ragazzetta a passeggiare. Ovviamente Ciancia non la vede neanche, o almeno questo sembra a Jeanne, questo è il nome della ragazza. In realtà Ciancia, tutte le volte che passa, pur facendo altro osserva minuziosamente qualsiasi cosa faccia ma non se ne interessa minimamente.
Jeanna è intrigata. Non sa nulla di Ciancia, non c'è mai nessuno da lui, non lo ha mai visto parlare con i vicini, non lo ha mai visto parlare al telefono lo ha visto solo lavorare e leggere. Sembra non faccia altro.
Jeanne, ogni tanto, passando passando, quando lo vede nei pressi lo saluta con la mano oppure si arrischia a rivolgergli la parola. Lui, cortesemente ma freddamente, risponde ma mai che la salutasse per primo.
Jeanne è curiosa. Curiosa e furba. Si informa: si informa coi vicini, si informa col postino, si informa coi negozianti della zona ma non scopre niente. Sembra quasi che Ciancia non sia reale eppure è lì, lo vede, lo vede parlare, lo vede lavorare. Allora, si informa in comune, lì lo conosceranno. Certo che lo conoscono, come possono non conoscerlo? Sanno come si chiama, dove vive, che paga regolarmente le tasse che… bhò, non è che sappiano molto di più, in realtà non sanno altro. Che fare? I vigili sanno ancora meno che in comune, i carabinieri, l'unica cosa che possono fare ufficialmente è confermarle che esiste ma perché tanta curiosità? le chiedono. Jeanne non sa cosa rispondere risponde con un sorriso malizioso che dice tutto e niente e se ne va.
Ciancia, ovviamente, non sa nulla di tutto ciò, non gli interessa minimamente se qualcuno indaga su di lui ed infatti, quando viene informato, fa spallucce come se niente fosse. Pensa "non ho nulla in casa che valga la pena di rubare, quindi, problema suo" ed infatti non è che abbia chissà che cosa in casa: non ha neanche un vero tavolo su cui desinare.
Le indagini di Jeanne vanno avanti a lungo, però, ora che lo sa, Ciancia la osserva apertamente quando passa anche se continua a non dire niente.
Presa da una strana smania Jeanne, un giorno d'estate, quando passa si ferma e suona al suo campanello. Ciancia che si trova dentro casa la osserva ben bene dalla finestra, preme il comando di apertura del cancello pedonale e le va incontro in giardino.
Jeanne resta fuori dal cancello, sembra indecisa su quello che deve fare, impaurita sull'esito di quanto sta facendo, non saprei di preciso cosa pensi. Quando Ciancia arriva al cancelletto e lo apre Jeanna rimane impietrita a guardarsi le mani mentre si rigira i pollici. Ciancia attende senza dire una parola. Ad un tratto Jeanna, sembra aver preso una decisione, alza la testa lo guarda negli occhi, fa un salto che lo spinge all'indietro, gli mette le braccia attorno al collo e lo bacia.
Ciancia è così sorpreso da rimanere impietrito.
Quando si riprende, Jeanna ha nascosto il volto sul suo petto. Ciancia chiude il cancelletto, la prende per mano e la porta dentro casa.