Sono passati ormai 20 annai dalla ricomparsa degli Hydro.
Solo gli Hursi erano certi che il Consiglio delle Genti si potesse riformare, solo loro credettero fermamente, ciecamente ed immediatamente alle predizioni degli Hydro.
Come dare torto alle altre genti? Il loro scetticismo era fondato. Come credere che alla frattura iniziale ne sarebbero seguite altre?
Tutte le loro predizioni si sono avverate, nessuna esclusa.
Grazie ai volumi degli Dei, recuperati dalle varie genti, ci sono stati 20 annai di pace, prosperità e progresso scentifico.
Grazie al volume di Hyalfi ed alle capacità di Hemir, ormai divenuto uno scenziato molto quotato su tutto il pianeta, oggi una delegazione mista andrà sull’isola HaraHara senza rischi e pericoli. Si spera vi siano altri volumi, altre informazioni, altri lasciti degli Dei.
La spedizione è pronta: partecipano Hersy, Hyalfi, Harsi ed Hemir.
Gli Hydro non possono, per evidenti problemi fisici, mandare nessuno e gli Heruchi si sono dissociati. Però hanno preteso che venisse portata, se ne è incaricata Harsi, una sfera di registrazione. Gli Hydro l’hanno modificata per poter inviare la registrazione in diretta sullo schermo del cielo.
Gli Hemuri, su indicazione degli Haviiri, hanno preparato una “cesta di trasporto” leggera, fatta di fibre intrecciate, che verrà trasportata da Hersy con gli altri componenti della spedizione a bordo.
Solo gli Hemuri conoscono le tecniche del volo meccanico ma le tengono tuttora segrete.
La cesta contiene panche ed appigli per tutti gli occupanti, probabilmente ci sarebbe entrato anche un Heruchi, e viene sollevata grazie allo stesso tipo di gancio con il quale gli Haviiri portavano le bombe durante la guerra.
I tre si accomodano e due attendenti aiutano Hersy ad agganciare la cesta. Quando pronti decollano.
Hersy spicca il volo come se neanche portasse un peso del genere, la potenza muscolare degli Haviiri è enorme. Non esiste altra specie che possa competere.
Harsi vede che Hyalfi è nervosa: non ha mai volato, come tutti del resto, non riescie a stare ferma un attimo, i suoi occhi si muovono continuamente; le si avvicina e le poggia una mano sul dorso. Impaurita Hyalfi si volta e vede il sorriso della piccola Hursa, un sorriso che riescie, non sa come, a calmarla.
Hemir, dall’altro lato della cesta per bilanciare il peso, è tranquillo, legge qualcosa sul suo pad, probabilmente sta studiando qualcosa. Quel ragazzo è geniale, se la guerra fosse durata ancora, avrebbe fatto la differenza.
Volano ormai da una frazione. Hemir sembra presentire la vicinanza dell’isola HaraHara perché alza la testa di scatto e ripone il suo pad in fretta e furia.
“Dovremmo essere vicini. Quanto manca Hersy?”
Abbassando lo sguardo verso i suoi passeggeri e sorridendo ad Hemir “sta calmo ragazzo, l’isola è in vista, ancora un centinaio di istanti e metterai piede sull’Isola degli Dei”
“No” afferma deciso Hemir “non devi atterrare sulla piattaforma intorno alla cupola, devi insinuarti tra le colonne a pochi metri dall’acqua e salire lentamente verso il centro della piattaforma, lì ci sarà una porta con un’enigma che dovremo risolvere, solo dopo potremo entrare”
“Perché non ce l’hai detto prima?” domanda irritata Hyalfi “e se non potessimo risolverlo? E’ sempre un enigma degli Dei, per Eneru!”
“Non si preoccupi generale” interviene Harsi “se non riusciamo a risolverlo possiamo sempre andarcene, giusto?”
Hemir fa un cenno di assenso.
“Eccoci, tenetevi” dice Hersy iniziando una manovra di abbassamento ed avvicinamento.
Si incunea tra le colonne e si blocca a pelo d’acqua al centro esatto tra le colonne.
Sono enormi e bellissime, tutte di metallo grigio e vetri e specchi. Metallo che non si è corroso con gli annai, vetri che non si sono opacizzati e specchi tuttora perfettamente trasparenti.
Iniziano la salita. Hersy sbatte le ali lentamente, assaporando ogni metro.
Hyalfi osserva critica gli speroni di metallo che sporgono dalle colonne “devono essere le striscie della morte” pensa “semplici ma efficaci, bellissime”.
Harsi, dal canto suo, osserva le strane iscrizioni sulle colonne, non sapeva ci fossero delle immagini sopra, nessuno si avvicina mai alle colonne. Sono ancora attive, dice, se qualcuno le tocca rimane folgorato.
Hemir, dal canto suo, non è nella pelle, osserva tutto, guarda tutto, studia tutto. Come un bambino affamato di conoscenza.
“Eccoci arrivati, dov’è l’enigma?”
Tutti si guardano intorno, non c’è niente lì, che Hemir si sia sbagliato? Sarebbe la prima volta.
Ma Hemir, tranquillo, inizia a declamare:
“Gli Dei son tutti diversi
Lupurius il re comanda su tutti gli Dei
Giangiaus la divina degli Dei la regina
Eneru veloce e letale volante e brutale
Filionide pare un micino da vicino è aquilino
Pilino l’azzuro ovunque vede e coi tentacoli ovunque arriva
Posodoso è calmo assai se negli occhi ti guarda crederai d’esser panda"
Lo guardano stupefatti: cosa c’entra una variante del Cantico degli Dei con la porta nascosta? Ma Hemir continua:
“Giangiaus e Lupurius generano Porcryp, Lupia e Giarus
Giangiaus e Posodoso generano Posiaus
Giarius e Porcryp generano Crypiga
E con loro sono finiti gli Dei.”
Lo guardano ancor più esterrefatti: una parte del cantico della progenie divina? Mancano solo i Semi-Dei e la violenza di Crypus.
Ma restano ancor più stupefatti quando Hersy afferma “lassù, sulla mia testa, riuscite a vederlo? È comparso un messaggio.”
Hyalfi, sporgendosi dalla cesta, legge:
“Se il canto tu conosci
Questo testo tu capisci
Se nell’antro vuoi entrare
Il tuo pegno dovrai dare
Ma se non ne sei degno
Non osare, che di pena sarai segno”
“Che significa? Hemir, ci capisci qualcosa?” chiede Hersy.
Hemir resta silenzioso guardando il testo, guardando alternativamente Hersy, Hyalfi e Harsi.
Su di lei indugia il suo sguardo. La piccola Hursa ha lo sguardo perso nel vuoto, sembra completamente assente, non sentire e non vedere alcunché.
Hemir le si avvicina e le sussurra nell’orecchio tutta la trafila che ha declamato:
“Gli Dei son tutti diversi
Lupurius il re comanda su tutti gli Dei…”
Hyalfi si volta a guardare Hemir e Harsi perplessa ma ascolta in silenzio.
“…Giarius e Porcryp generano Crypiga
E con loro sono finiti gli Dei…”
Gli occhi di Harsi sembrano accendersi, le pupille si sono dilatate, le narici spalancate, ogni suo pelo si è eretto sul corpo, è, immediatamente, raddoppiata di dimensioni.
Hemir prende un coltello, taglia alcuni peli di Harsi e li pasa ad Hersy.
“Vedi quei simboli? I simboli degli Dei?”
Ed indica gli stemmi rappresentanti gli Dei:
- un lupo con corpo di cavallo per Lupurius
- una volpe su corpo di capra per Giangiaus
- un leone su corpo d’aquila per Eneru
- una civetta su corpo felino per Filionide
- un grande occhio con mille tentacoli per Pilino
- un elfo verde dalle orecchie a punta con un gorgo al posto del corpo per Posodoso
“Appoggiali sul simbolo del dio Posodoso, stai attento a non toccarlo con la tua pelle, potrebbe essere pericoloso.”
Hersy è perplesso ma Hemir sembra così sicuro.
Hyalfi ha un sorriso soddisfatto, era certa che Hemir avesse qualche asso nella manica. Avrebbe sempre voluto un figlio come lui, certo non della sua gente, ma con quel suo cervello. Dal momento in cui ha insistito perché tra gli Hursi venisse scelta proprio Harsi sapeva che sarebbe stata determinante ma non s’immaginava questo. Che quella piccola Hursa sia discendente diretta di un Dio non poteva crederlo di certo e poi di Posodoso, il dio prediletto dagli Heruchi, gli infidi Heruchi.
Un’apertura circolare si apre facendo sparire l’indovinello.
Sopra, prima che Hersy ricominci la salita Hyalfi nota un vetro con un’incisione “aspetta, mi sembra ci sia un’altra iscrizione. Non riesco a leggerla, Hersy tu ci riesci?”
Hersy legge:
“Col tuo pegno puoi passare
Ma se non è saggio il tuo parlare
Tu potrai peritare”
Si sono bloccati, anche Hemir, in questo caso sembra perplesso, non si aspettava proprio un’altro enigma.
Questo non è un enigma di Lupurius, non è nello stesso stile, anche le rime sono forzate, chi potrebbe averlo imposto?
Non di certo i Custodi, a loro non fu mai dato un accesso all’isola, la conoscenza gli fu trasmessa solo tramite i volumi degli Dei.
Quindi chi? Chi, per tutti gli Dei, può aver imposto questo quesito, questo enigma? Ed a quale scopo?
Harsi sembra ancora in trance.
Hyalfi già teme di dover abbandonare la missione, teme che sia stato tutto tempo sprecato.\
“Ragazzi, dobbiamo darci una mossa, intorno all’apertura vedo una luce circolare, sembra un conto alla rovescia.”
Hyalfi emette una sorta di grugnito di disapprovazione.
Hemir fissa ancora Harsi e, quasi in un sussurro, nomina il dio “Posodoso”.
Come preso da una rivelazione afferra e scuote Harsi “sveglia, sveglia” cerca di richiamarla tra loro.
Harsi si riprende ed osserva sorpresa Hemir che la strattona.
“Su” riprende Hemir “rispondi a questo: Col tuo pegno puoi passare, ma se non è saggio il tuo parlare, tu potrai peritare”
Harsi lo guarda esterrefatta e completa “qui non puoi giocare” poi dopo una pausa “Ma perché questa conta da bambini?”
Uno stridio sulle loro teste distoglie la loro attenzione.
Hemir ha un sorriso soddisfatto sulla faccia: la chiusura in vetro svanisce, niente più li ostacola.
Hersy, con due soli colpi d’ala l’attraversa.
Sono i primi ad entrare nell’isola degli Dei da quasi 10.000 annai.
Sono i primi non Dei ad entrare.
Hanno violato l’isola inviolabile. E sono vivi.