Soffiava un vento impetuoso, il cielo era coperto di nuvole grigie, era freddo pur essendo primavera inoltrata.
La luna, quella sera, era comparsa presto nel cielo, ed emanava una luce giallastra, sembrava malata.
Selene era preoccupata, non me lo disse chiaramente ma riuscivo a capire ogni sfaccettatura del suo animo solo guardandola da lontano.
Starle vicino mi faceva del male oltre che del bene. Mi faceva del bene perché ero compreso, almeno in parte. Mi faceva male perché sentivo ogni fibra vibrare; vibrare dolorosamente se stava male, intensamente se stava bene. Era uno sforzo immane starle accanto ma i vantaggi superavano di gran lunga gli svantaggi, d'altronde il dolore non era nulla per me.
Mi faceva molto più male la presenza di Ecate. Anche la sua di presenza mi faceva sia bene che male. Bene perché illuminava la stanza. Male perché le vibrazioni che mi procurava erano sempre dolorose e fredde, gelide oserei dire.
Stavo leggendo un libro di meteorologia ed astrometeorologia quando, alzando lo sguardo ed assaporando l'aria fresca portata dal vento, vidi nel cielo quella strana immagine. Non avevo mai visto una formazione nuvolosa del genere, sembrava un nembo ma anche un cirro, un cirro-nembo. Ne avevo solo sentito parlare anni ed anni addietro come impotesi da un vecchio amico, pace all'anima sua.
Di fretta mi alzai ed andai a controllare sui miei volumi, ricordavo di aver letto qualcosa riguardo uno strano effetto che era possibile riscontrare in una situazione del genere.
Dopo aver messo a soqquadro l'intera libreria scovai il vecchio libro che cercavo, rilegato in pelle di capra e cucito con filo prodotto dalle interiora di una pecora.
Il testo era ancora completamente leggibile, anche se i caratteri rossi erano sbiaditi quasi in un arancio. Lo sfogliai rapidamente fino in fondo, non trovai nulla. Ricominciai più lentamente, la fretta è una cattiva consigliera.
Trovai il brano che mi interessava, lo lessi con molta attenzione. Lo rilessi più volte era, per me, di vitale importanza.
Sorrisi.
Se ci fosse stato qualcuno presente avrebbe pensato che fossi impazzito. Ma non lo ero, ve lo assicuro.
Avevo bisogno di alcune cose, le cercai dappertutto in casa, in cucina, in giardino, scavai anche sotto i massi per trovare tutto ciò che mi serviva.
Una volta recuperato tutto cominciò la mia opera.
Grazie alla notte celai l'altrui sguardo, una lacrima sorse e cadde lentamente.
Nascosi il mio dolore e lo celai a tutto il mondo. Ne concessi la visione solo a Selene.
Mostrai al mondo uno schema multiedrico e colorato. Concessi solo a pochi di veder oltre tali colori.
Allo stesso modo ibernai il mio vero io e lo nascosi dietro una coltre di nebbie e fumo. Solo poche persone hanno potuto ottenere la chiave del cuore che permette di veder oltre questa cortina: Selene, Ecate, Pandia ed Ersia.
Selene e Pandia una chiave d'argento, di queste ve ne sono molte altre difficilmente raggiungibili ma accessibili.
Ecate ed Ersia una chiave d'oro, quella di Ersia è stata fusa, quella di Ecate congelata.
Ve n'è ancora una che resta celata, nascosta, adombrata.
Essa è la sola che può estirpare la cortina ma l'ho nascosta molto bene e solo una forza molto potente, forse troppo, può renderla visibile.
Da allora è passata un'eternità, molte e molte lune sono sorte, molte e molte civiltà sono cadute.
Solo quando questa chiave verrà svelata la magia verrà svelata.