Resoconti dalla Galassia dell'Occhio Nero: Pianeta H, Guerra Planetaria - Scenari di Guerra: Continente dei Boschi - L'incubo di Hemir

Il piccolo Hemir corre nel bosco, non riescie a trovare una liana per arrampicarsi e sfuggire agli inseguitori, sugli alberi non possono raggiungerlo di certo, il “libro degli antichi” è al sicuro nella borsa che porta a tracolla.
E’ braccato da un gruppo di Heruchi, quei brutti vermoni giganti con la pelle grigia tutta grinzosa e bucherellata e quegli occhi praticamente invisibili. Ansima, comincia a non avere più fiato, li sente vicini, sempre più vicini.
Inciampa in una radice affiorante, è preso.
Urla dal terrore.

“Piccolo mio tranquillo, è solo un brutto sogno?” gli sussurra teneramente la madre mentre lo culla tra le sue braccia.
Hemir piange e singhiozza, non riescie a parlare. Si stringe alla madre.


Fuori dall’accampamento un Heruchi sorride nel buio, ha trovato il bambino.
Ora potrà sondare la mente del piccolo e farsi portare il libro che cercano.\ Varrà molto sul mercato sia per gli Haviiri che lo hanno richiesto sia le altre genti. Chissà, forse anche agli Hursi potrebbe interessare.
Già pregusta la propria vittoria ed il proprio compenso.
Se ci fossero poi le informazioni per accedere all’isola degli Dei diverrebbe un eroe per la sua gente, chissà magari entrerà nel mito.


Sono giorni che sonda la mente del ragazzo, piccolo mostro peloso di un Hemure, una semplice scimmia.
Ormai non ha più paura degli Heruchi anzi, li considera amici saggi tanto quanto Corinno.
E’ pronto a farsi portare il “libro degli antichi”: una volta nelle sue mani dovrà farlo arrivare sul Continente di Fuoco, ma diamo tempo al tempo, affrontiamo un problema per volta.


Instilla nella notte, nella mente del ragazzo l’idea di leggere il libro in una radura isolata, non troppo distante dal campo ma nemmeno tanto vicina. Tanto non c’è nessuno in giro. Le battaglie si svolgono lontano.
Al mattino di buon ora, Hemir, subito dopo aver fatto colazione si avvia con il libro nella tracolla verso il bosco insensibile agli avvertimenti a star attento della madre, ahhh le madri sono tutte apprensive allo stesso modo. Lui va solo a leggere in un posto tranquillo.
Arriva alla radura, si siede a terra e si appoggia ad un tronco d’albero e comincia a leggere.
E’ assorto nella lettura. Parla di viaggi nello spazio, di una specie di nave spaziale fatta come una palla dove quelli che lui credeva dei altri non sono che comuni mortali. Anche Filionide appare come un semplicissimo meccanico e Lupurius, l’enigmatico, un tecnico qualsiasi. E’ blasfemo. Gli dei sono Dei… o no?
Fa caldo e la lettura è così interessante che non si accorge dell’arrivo di un Heruchi. Se ne accorge solo quando se lo trova davanti e gli chiede “lettura interessante?”
Hemir ha un soprassalto, la paura dell’Heruchi riappare anche se meno forte.
Fa per alzarsi e scappare ma, ahimè, è già preso, le gambe bloccate, sepolte dal corpo del verme. Non riescie ad urlare e comunque nessuno potrebbe sentirlo, qualcosa, non sa bene cosa dato che non c’è nulla di fisico gli blocca la bocca.
“Sì”, riprende l’Heruchi, “non puoi parlare e, anche se mi sposto non puoi scappare” e si sposta dalle gambe del piccolo Hemir che, però, non riescie a muoverle.
“Ora mi prendo questo bel libro e me ne vado tu… sarai libero tra… 100 istanti” così dicendo prende il libro, cioè, il libro scompare all’interno del corpo dell’Heruchi, e si inoltra nel bosco.