Come faranno gli Hemuri a vederci a quest’altezza non si capisce.
Certo sono dei geniacci, in questi cento annai di guerra non c’è stato un solo dì senza una novità da parte loro. L’ultimo, questo visore speciale è un grosso problema per noi. Se riescono a vederci a quest’altezza siamo spacciati.
La mia missione è di primaria importanza: recuperare uno visore e portarlo al quartier generale, lì, qualcuno lo studierà e troverà una contromossa.
Ma come trovarlo e recuperarlo, se mi vedono a quest’altezza?
Forse è meglio salire ancora un po’ la nostra vista non ha i limiti delle altre specie, possiamo vedere dalle nostre montagne di 20.000 metri una formica al suolo che combatte con un’altra.
Meglio alzarmi ancora un po’, 50.000 metri è meglio, forse di lassù non vedrò le formiche (sempre che ve ne siano in questo deserto) ma, di certo, gli Hemuri non passano inosservati.
Infatti, eccoli laggiù.
All’esterno ci sono le vedette ma, vedo che c’è una torre al centro del campo. Cosa ci sarà lì?
Spero che la copertura arrivi presto a tenerli impegnati, meglio fare un’altro giro di perlustrazione.
Prima della fine della frazione comincia a vedere movimento a terra, devono essere gli Halliga che iniziano l’azione, i miei commilitoni devono essere vicini.
La battaglia comincia ad infuriare, arrivano anche gli Haviiri a bombardare. La loro azione è fulminea: si lanciano in picchiata sul bersaglio e grazie alla velocità non possono essere colpiti, arrivano quasi sul bersaglio, a poche centinaia di metri dal suolo spiegano le ali e quasi si fermano al volo, contemporaneamente le bombe che sono agganciate al corpetto si sganciano automaticamente grazie alla decelerazione e possono ripartire a zig zag per evitare la contraerea.
Le bombe arrivano sempre precise sul bersaglio: di solito le prime due vengono bloccate dagli scudi, le altre penetrano e portano distruzione.
La strana torre al centro deve avere uno scudo più potente. Tutte le otto bombe di un assaltatore sono state bloccate dagli scudi, promette bene.
Chiamo i ragazzi dall’auricolare “hei andateci piano con quella torre, datemi una cortina all’intorno, dev’essere lì il nostro bersaglio”.
Non c’è bisogno di risposta, vedo immediatamente i ragazzi bombardare all’intorno.
Gli scudi non possono fermare un Haviiri in picchiata.
Bene, la copertura mi sembra buona.
Parto in picchiata. La discesa è lunga, mi ero portato molto in alto per non essere visto.
Quando mi notano parte la contraerea subito bloccata dagli assaltatori.
Continuo dritto per la mia strada.
Ancora 1000 metri, 500 metri, 300, 200… ora!
Dispiego le ali.
La frenata è brusca. Sono a non più di 5 metri dal tetto della torre. Scendo e la sventro con i miei artigli.
Sotto quel tetto di paglia abbozzato un Hemure terrorizzato.
Certo deve essere impressionante per quei piccoletti vedersi piombare addosso un’Haviiri ad ali spiegate.
Gli atterro di fronte, lo sovrasto di quasi un metro.
Protendo la mano che ho a metà ala destra, mi guarda spaurito.
Sbuffando gli strappo dalla faccia il visore, è sicuramente questo, ce ne sono altri lì vicino, li prendo e spicco il volo.
Oggi mi sento generoso e lo lascio vivere.
La grande Dea Giangiaus deve essere fiera di me.