Buio, probabilmente è notte, odo, in sottofondo, il clangore degli scontri lontani.
Non sento la metà inferiore del corpo.
Il tanfo mi ottunde i sensi.
Un peso mi schiaccia, cerco di muovermi, di divincolarmi, le mani e le braccia affondano in tessuti molli, le dita stringono fili appiccicosi.
Probabilmente per il mio divincolare qualcosa, sopra di me, si smuove ed appare l’occhio giallo sbarrato di un Halliga.
Anche se qui siamo alleati… il terrore mi assale.
Immobile aspetto la morte. Sembra, però, che non mi veda, pur avendo tutte e quattro le palpebre aperte.
Non c’è la luce della vita nella sua pupilla.
Ringriazio l’agile Filionide di avermi fatta salva la vita.
Dopo un’attimo un’orrenda folgorazione illumina la mia mente: sono coperto da un’ammasso di cadaveri.
La pace era solo un sogno, sul continente di sabbia la guerra continua.
A forza di muscoli riesco a farmi largo ed uscire allo scoperto, è buio, la fredda notte mi avvolge.
In lontananza le luci gialle, verdi e rosse dei combattimenti illuminano a tratti l’area: la guerra non si ferma neanche di notte. Sembra un attacco aereo degli Haviiri verso una postazione a terra, sicuramente nostra dato che gli Halliga la notte spariscono come per incanto.
Mi guardo intorno, vedo macchie scure sul terreno, cumuli di cadaveri sicuramente, eppure durante il dì non ve ne sono in giro.
Probabilmente gli Heruchi non sono ancora passati a bonificare l’area; questo deve avermi salvato la vita.
Assaporo l’aria fresca controllando eventuali movimenti sospetti.
Il vento incessante trasforma la frescura in un freddo intenso, fortunatamente, la nostra pelliccia, oltre proteggerci dalle piogge del continente dei boschi ci protegge anche dal freddo. Chissà come fanno gli Halliga a resistere di notte in questi territori, col sangue freddo che si ritrovano.
Spero di tornare presto alla mia terra. L’invocazione a Filionide mi nasce direttamente dal cuore.
Al polso sinistro ho ancora il bracciale tattico, da quando abbiamo sostituito le batterie metalliche all’ernergia cinetica, non c’è più il rischio che non funzioni.
Attivo il rilevamento e, in pochi istanti, effettua la triangolazione mostrandomi la mia posizione e quella del comando del mio reparto.
Sono, approssimativamente, a tre tempi di marcia, sempre che non si sposti durante il quadro notturno.
A questa distanza le comunicazioni non funzionano, non posso, quindi, chiedere istruzioni al comando.
Tre tempi sono lunghi, probabilmente arriverò almeno un tempo dopo il sorgere del sole e, quindi, dopo che le ostilità saranno riprese più copiose. Devo stare attento a non incontrare gli Halliga che escono dai nascondigli ed a non farmi vedere dall’alto da quegli odiosi Havirii, alcuni saranno sicuramente in attesa nei loro nidi di comando, chissà dove si sono appostati, prediligono le alture e questo continente è praticamente piatto, non ci sono molti posti adatti a loro.
Verso nort-est, la direzione che devo prendere per ricongiungermi al reparto i mucchietti scuri sono rari, potrebbero essere in circolazione anche quei mercenari degli Heruchi che potrebbero credermi in possesso d’informazioni da poter rivendere agli Halliga: devo stare attento anche a loro.
Con calma e circospezione inizio la marcia verso il reparto con un occhio al bracciale tattico ed uno che sonda tutto intorno.
Ad un tratto odo qualcosa.
Più che un rumore, una vibrazione.
Mi appiattisco all’ombra di una roccia vicina e resto in ascolto. Spengo lo schermo del bracciale ed attendo.
Il tempo scorre inesorabile. Scorrono istanti su istanti, frazioni su frazioni.
Temo un agguato.
Un’ombra appare dietro un’ammasso di corpi, lentamente, molto lentamente compare un Heruchi che sembra girare intorno l’ammasso, non capisco cosa faccia così lentamente. Gli ci vuole tutta una frazione per fare un giro completo.
So che non sono, tecnicamente, nostri nemici ma sono dei mercenari, sono qui per far pulizia ma sono anche sicuro che non ci penserebbero due volte a catturarmi e cercare di vendermi al miglior offerente, amici o nemici che siano, quindi preferisco rimanere nascosto a debita distanza.
Ad un tratto l’ammasso di corpi scompare nel nulla, come inghiottito dalla sabbia sotto di loro, probabilmente è così che ripuliscono tutto ingurgitano la sabbia che poi, grazie agli acidi del loro intestino, digeriscono rapidamente e sotterrano i cadaveri. Probabilmente sarà pieno di gallerie là sotto e, una volta lì possono depredare i corpi e “distruggerli” come vogliono.
Inizia ad albeggiare.
Da solo, sotto il sole, senza coperture: sono così facilmente individuabile che, probabilmente, non farei dieci passi senza essere catturato.
Il territorio sabbioso non è adatto a procedere furtivamente, molto meglio i nostri boschi.
Credo che la cosa più conveniente sia usare i tunnel degli Heruchi; fortunatamente le funzioni di localizzazione del bracciale funzionano anche nei sotterranei; anche se me lo hanno spiegato non ho mai capito come funzioni la triangolazione magnetica… a me basta che mi indichi la direzione da seguire, spero solo di non farmi beccare dagli Heruchi o di avere abbastanza faccia tosta da passare “inosservato”.
Che Filionide abbia pietà di me.
Sto vagando almeno da 6 parti in queste gallerie che sembrano un labirinto.
Ormai sono piuttosto vicino al mio reparto, stando al bracciale tattico non più di una frazione di marcia; dovrei uscire in superficie, sempre se trovo un’uscita, e procedere verso l’accampamento dov’è acquartierato il mio comando per presentarmi a rapporto…
Pensandoci sono già passati parecchi istanti di silenzio in superficie, sembra ci sia una tregua o che sia in un’area non colpita.
Sono indeciso. Devo arrischiarmi ad attivare l’ecoscandaglio?
Gli Heruchi sono molto sensibili e riescono a percepire l’esile sibilo emesso dal bracciale per mappare l’area, non vorrei attirarli verso di me. Dice che anche gli Halliga riescano a percepirlo, anche se è solo una voce non vorrei rischiare inutilmente…
Ahhh, se fossi stato più attento al briefing.
Quando ci hanno dato i bracciali, mi pare avessero detto che c’era anche una funzione di rilevamento termico, ma come diavolo si attiva?
Attivo il menu di sistema che mostra tutti i simboli dei comandi del mio bracciale e cerco di ricordare quale sia il simbolo adatto… no, questo è per l’umidità, questo il sonar, questo il radar, questo non ricordo ma serve in volo… accidenti, forse questo?… provo sì, ho indovinato: il bracciale mi mostra le fonti di calore in un raggio di 5/600 metri, probabilmente il fatto di essere sottoterra limita le sue capacità… non sembrano esserci forme di vita in zona, mi sposto sempre verso l’area del mio reparto cercando un’uscita.
All’improvviso il bracciale evidenzia una gigantesca fonte di calore, viste le dimensioni penso proprio sia un’uscita. Devo rischiare il tutto per tutto.
Richiamo nuovamente la mappa, prendo nota mentale sulla direzione da seguire per raggiungere il mio reparto e disattivo il bracciale, all’esterno potrebbe essere rilevato.
Abbandono ogni indugio e mi dirigo velocemente verso l’uscita, una volta fuori corro a perdifiato verso il mio comando.
Nessun Halliga è in grado di competere con gli Hemuri in velocità a terra, l’unico rischio che corro è che un Haviiri in volo mi scopra e mi bombardi, ma, come ci insegnano da bambini: se non rischi non ottieni.
Le sentinelle mi bloccano e mi identificano grazie al bracciale mentre io ansimo senza fiato.
Vengo accompagnato alla tenda di comando per presentare rapporto, il comandante resta in attesa del mio rapporto mentre un attendente mi porta dell’acqua per riprendere fiato.
Racconto tutto dalla notte scorsa: il mio risveglio sotto un cumulo di cadaveri, gli Hemuri incontrati, le gallerie, l’uso del bracciale.
Il mio bracciale viene preso in carica da un tecnico per scaricare le informazioni ed i dati rilevati in quest’ultimo dì, dopo alcuni istanti mi viene restituito.
Il comandante è in giubilo, la presenza delle gallerie, dice, è un’ottima notizia tattica ed incarica subito un gruppo di tecnici di trovare il modo di attivare l’ecoscandaglio senza che possa essere percepito sia dagli Heruchi sia, eventualmente, dagli Halliga.
Vengo congedato e rifocillato.
Grazie a Filionide sono in salvo.