"Io sono un figlio del Lavoro" questo è quanto disse, ma non intendeva quello che sembra.
Molto e molto tempo fa, prima che l'uomo facesse la sua comparsa sulla terra, essa era abitata da Intelligenza, Lavoro, Speranza, Perseveranza e Costanza.
Questi non erano esseri in carne ed ossa. In effetti non avevano né carne né ossa, erano esseri incorporei e, in quanto tali, non potevano unirsi e procreare.
Sembrava che essi dovessero vivere da soli, in eterno ed in effetti, dopo alcuni vani tentativi Intelligenza, pur mettendocisi d'impegno con Costanza e Perseveranza, non riuscì a venire a capo di nulla e perse ogni Speranza.
Lavoro non era capace come Intelligenza, non aveva fiducia come Speranza né, tantomeno, riusciva ad impegnarsi come Perseveranza e Costanza, quindi non ci provò nemmeno. Almeno inizialmente.
Un giorno, od una notte, non saprei dire, il Tempo non era ancora comparso tra loro arrivò, non si sa bene da dove, Tempo accompagnato da Presente, Passato e Futuro. I quattro nuovi arrivati erano una combriccola a se stante e, per quanti sforzi ci mettessero gli altri per cercare di comprenderli essi rimanevano un enigma.
Lavoro, dal canto suo, pareva instancabile. Non si dedicava ad altro che alla fatica fisica, senza, almeno in apparenza, stancarsi mai di ciò che faceva.
E faticava, faticava, faticava. Fintanto che, un giorno, senza alcun preavviso, si fermò.
Andò nell'ultimo campo che aveva dissodato, arato, zappato, rastremato e, non pago di tanto lavoro, cominciò a scavare un pozzo.
Scava, scava, scava, scese molto in profondità. Tanto che trovò… acqua? No, non era acqua. Certo, era limpida, trasparente, sembrava acqua ma non era acqua. A berla era salata, se la mettevi in un contenitore evaporava subito. Era, praticamente, inutile.
Ma Lavoro continuò a scavare.
Scava, scava scava, scese ancora più in basso. Ormai dalla cima non si vedeva il fondo.
E qui, in questo cantuccio profondo profondo, prese un sacco di quella terra grassa e piena di nutrimenti e tornò in superficie.
Mise il sacco da una parte, all'ombra di un'albero e si spostò qualche centinaio di metri più in là.
Qui, prese a scavare un altro pozzo.
Scava, scava, scava, scese molto in profondità. Tanto che, anche quì, trovò acqua. Questa era vera e pura acqua. L'assaggiò, l'assaporò, ne bevve fino a riempirsi tutto.
Voi direte… che si riempie se è incorporeo? Se non ha corpo non ha nulla da riempire, ed in effetti non avreste torto.
Lavoro, però, rispetto agli altri suoi "colleghi" incorporei non si era mai fermato e, stancandosi, aveva reso la sua incorporeità transcorporea.
Che significa? Bhè, in parole povere, il corpo altri non è che una manifestazione, un effetto ottico, se mi consentite il termine, un gioco di luce ed ombre che fa apparire come fisica una cosa che, in realtà non esiste. Un essere incorporeo non manifesta alcun effetto ottico e non potrebbe mai manifestarlo, così come un essere corporeo non potrebbe mai smettere di manifestare lo stesso effetto. Un essere transcorporeo, invece, riesce sia a manifestare che a non manifestare, contemporaneamente questo effetto. Ammetto che è un po' complicato e non è un granché come spiegazione ma prendetela per buona.
Quindi Lavoro era diventato transcorporeo ed in questo stato, avendo un parziale corpo, poteva interagire fisicamente con altri esseri.
Prese l'acqua e ne riempì un otre che, una volta risalito in superficie, andò a versare sul sacco pieno di terra.
Mise il suo transcorpo stanco a sedere vicino al sacco e si riposò. Era la prima volta che non lavorava e questo lo trasformò e generò Riposo.
Lavoro, una volta separatosi da Riposo, formò dal sacco di terra bagnata una strana forma, essa somigliava vagamente ad un qualche animale ma nessuno sapeva a cosa somigliasse.
Riposo conscio d'esser parte di Lavoro diede una mano ad ammorbidire la forma e ne crearono due.
I due, entrambi transcorporei, penetrarono nelle due forme di terra e divennero corporei.
Nacquero, così, gli esseri umani.
Da allora, sempre, Lavoro e Riposo vanno a braccetto, l'uno non può vivere senza l'altro e, con l'aiuto di un po' di Intelligenza, Speranza, Costanza e Perseveranza hanno imparato anche a gestire il Tempo, sia ricordando il Passato, sia vivendo il Presente che scrivendo un nuovo Futuro.