===== I tre regni ===== La leggenda narra che il re del sottomondo avesse creato, con la magia, un'armata per distruggere gli uomini rei di non rispettare la terra e gli altri popoli. Grazie all'intervento del re dell'inframondo fu sancito un trattato di pace dando agli uomini la libertà sulla terra, ai popoli del sottomondo il dominio sull'intersfera ed a quelli sell'inframondo quello sull'infrasfera e, per garantire la pace, l'armata fu relegata in un luogo segreto dal re dell'inframondo il cui accesso è garantito dall'uso delle chiavi consegnate al re del sottomondo ed al re degli uomini.
Gli uomini, ormai, hanno dimenticato il trattato, hanno dimenticato la chiave ed hanno dimenticato anche cosa siano l'intersfera e l'infrasfera, considerando la terra un'entità unica e tutta loro.
Le tre sfere (terra, inter ed infra) sono legate da passaggi nascosti alla vista degli uomini dalla magia così che gli abitanti dell'inter e dell'infra sfera, che di qui in avanti chiameremo esseri magici, possano attraversarli mimetizzandosi tra gli uomini, questi, a volte, dimenticano di proteggersi e vengono visti come "mostri" dalle persone.
Esistono però anche umani che riescono a vedere oltre la mimetizzazione ed a vedere gli altri abitanti delle sfere per ciò che sono. Molti di questi umani non riescono a comprendere ed impazziscono, altri, pochi per la verità, riescono a non avere pregiudizi ed a trattarli esattamente come le altre persone magari inventando storie con personaggi fantastici: orchi, fate, folletti, elfi, troll, alberi parlanti, demoni, angeli, diavoli, e chi più ne ha più ne metta.
Ma non siamo qui per parlare di questi umani particolari.
Ian era un figlio della giada, del popolo dell'intersfera, e, se escludiamo la sua pelle diafana, perfettamente simile ad un umano; infatti, l'unica sua accortezza quando veniva sulla terra era di coprirsi bene o, semmai, venire di notte. Ian, quindi, da quando è divenuto adulto ha vissuto a stretto contatto con gli umani, nei suoi oltre 300 anni aveva visto molte delle nefandezze perpetrate sul pianeta. Morì giovane, fu ucciso da un uomo, Dorcas, per pura e semplice gelosia ne 1737.
Ma torniamo un attimo indietro. Era il 1735 in Persia. Ian conobbe Sadira, il cui marito era in guerra dall'anno precedente contro gli Afghani, che si sentiva sola ed abbandonata a se stessa. Quando Dorcas tornò, dopo 3 anni di lotte e battaglie per l'impero trovò Ian installato in casa sua e Sadira gravida. Non ci vide dall'ira ed uccise Ian. Avrebbe potuto uccidere anche Sadira ma, anche se tradito ed umiliato, l'amava troppo per compiere questo gesto.
Verso la fine del 1737 nacque, quindi, una bimba che, in onore alla sua pelle quasi trasparente fu chiamata Soraya: bella e splendente come il sole e la luna insieme. Soraya crebbe sana, bella e forte. Quando divenne una donna Sadira le disse chi era suo padre e da dove veniva. Come chiunque altro non aveva la più pallida idea che esistessero altre genti oltre gli umani anche se, in realtà, credeva di aver visto degli esseri fatti di terra e roccia in passato. Dorcas, Soraya e Sadira partirono per cercare il passaggio verso l'intersfera che aveva indicato Ian sul passo delle montagne del Toro. La marcia li impegnò per molto tempo e, lungo la strada, tutti gli uomini che incontravano chiedevano la mano di Soraya offrendo ori ed immense ricchezze ma, Dorcas, fu incorruttibile, aveva deciso di lasciare la figlia nell'altro mondo e così avrebbe fatto.
Arrivarono al passo nell'estate del 1755 e cercarono il passaggio nascosto. Lo cercarono a lungo ma non riuscirono a trovarlo. Quando però Soraya compì il suo 20° compleanno, lo vide.
Non lo avrebbero mai trovato. Era, per tutti, pura roccia ma ora Soraya vedeva anche una specie di serratura a combinazione, semplice per la verità ma andavano girate tre pietre per poter "aprire" la porta ed una volta fatto Dorcas e Sadira non vedevano altro che un muro di pietre dove Soraya vedeva un antro. Seguendo Soraya varcarono la soglia e videro gli esseri più strani che avessero mai visto: giganti di pietra che parlavano, alberi semoventi, piccoli gatti (non saprei come altro definirli) con il corpo da lombrico, uomini stecco alti 5 metri, demoni alati, angeli di fuoco, fatine alate con 10 braccia, e così via. Nessuno, però, che somigliasse a Soraya o ad Ian. Vagarono per la città, perché era una città, per alcune ore, piuttosto timorosi, finché Dorcas, prese il cuore in mano e si rivolse ad un tipo dalla faccia di topo ed il corpo di legno chiedendo "scusi, sono Dorcas, quella è mia figlia, sa dove posso trovare altri della sua specie?". Il rattodilegno guarda la fanciulla, guarda Dorcas e risponde scontroso "una giada? sarà un secolo che si sono tutti trasferiti nell'infrasfera". Dorcas alquanto perplesso "ma suo padre veniva da qui… comunque come possiamo andare nell'infrasfera?". La risposta, oramai scorbutica, del rattodilegno arriva dopo una risata mal soffocata "chiedete laggiù" ed indica un locale dall'aspetto malfamato chiamato "Antro di Gatto".
I tre, dopo aver ringraziato il rattodilegno entrano nell'Antro.
L'interno non ha niente a che vedere con l'esterno. Se di fuori sembra una bettola di quart'ordine, anche per i canoni del 1750, all'interno ha qualcosa di regale e non è nemmeno un locale, è una libreria. Al bancone un'alta ragazza azzurra, con i capelli di fumo, sfoglia distrattamente una qualche rivista tenendo al contempo d'occhio i nuovi arrivati. I tre si avvicinano al bancone e lei, in un sussurro, "qual buon vento porta una real giada nel mio locale?" I tre si guardano perplessi e Soraya "reale?"
L'azzurrafumante con sincera sorpresa "come? ma da dove venite? dalla terra? sarà un secolo che le giade sono saliti al trono"
Soraya, flemmatica "appunto dalla lì veniamo, sareste essere così cortese da indicarci come arrivare nell'intrasfera?"
"Mia signora" risponde l'azzurrafumante inchinando la testa "io sono Shabnam la Piangente, la porta può essere aperta solo da una giada e si trova al di là della Valle del Buio a sud della città. Questa mappa è un dono da parte mia" e le porge una pergamena fitta di simboli e disegni "le consiglio, però, di attendere domani per attraversare la valle, la notte è piena di Troll vaganti".
Dorcas, Soraya e Sabira si guardano in volto perplessi, ringraziano Shabnam ed escono in strada.
Passano la notte all'addiaccio presso una "fontana" che sprizza un liquido verdognolo.
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Prima dell'alba vengono svegliati da una… una formica con tre scope in mano che ripulisce la piazza.
"Strano posto questo, non avevo mai immaginato esistessero esseri del genere" dice Dorcas sbadigliando e stirandosi. I tre, oramai svegli si dirigono verso la Valle del Buio. Il nome è proprio azzeccato, pur essendo giorno sembra notte. L'attraversano ed arrivano ad una parete di roccia. Sabira e Dorcas sono perplessi e guardano la figlia che, con sguardo attento, osserva attentamente un tratto di roccia. "Figliola cosa c'è? Qualcosa non va? Non c'è la porta?" chiede Sabira, Soraya sorride alla madre "sì madre ma… qui dice che solo una pura giada può attraversarla pena la morte…" "E allora?" la interrompe Dorcas "tu non sei una giada? o come cavolo si dice, dov'è il problema". Smunta e rattristata abbassa lo sguardo "padre io sono mezza giada e voi siete umani, cosa ci succederà?"
Sabira abbraccia la figlia e la stringe a se. Dorcas le guarda entrambe ed aspetta che passino i lacrimoni poi, perentorio "figlia, apri quella porta, ho giurato di portarti tra la tua gente e, cascasse il mondo, ti ci porto".
La porta viene aperta e varcata. È proprio un'altro mondo: la strada è lastricata d'oro, gli alberi ed i prati risplendono di luce. In lontananza vedono un castello e s'avviano in quella direzione.
Arrivano ad un paese e tutti, proprio tutti, hanno la pelle diafana, Soraya, ora, si trova tra i suoi simili.
Tutti li guardano perplessi, non tanto Soraya ma i due che l'accompagnano. Arriva quella che sembra una guardia e li ferma "chi siete? dove andate? chi vi accompagna?" chiede a Soraya
Soraya, intimidita guarda il padre ma risponde "Sono Soraya, figlia di Ian" guarda la madre come a chieder conferma "Ian Lapislazulo Biondo, vengo dalla terra, questi sono i genitori che mi hanno cresciuto" indicando Sabira e Dorcas "cerco i parenti di mio padre"
Mentre parlava la guardia così come gli astanti a portata d'orecchio erano sempre più stupiti ed alcuni cominciarono a parlottare tra loro, la guardia, riscossasi, dopo aver guardato ben bene Soraya, balbettando "i, i La, lapislazuli so.. sono a ca, castello, vi a… accompagno"
I quattro si dirigono verso il castello.
La guardia apre il portone d'ingresso e li accompagna fino alla sala del trono.
Nella sala un uomo ed una donna anziana stanno parlottando ma, non appena entrano cade il silenzio.
Sabira è stupefatta quell'uomo, seppur più anziano, è identico al suo Ian ed infatti non riesce a trattenersi dal pronunciarne il nome.
L'uomo scatta in piedi imperioso "che nessuno pronunci quel nome in mia presenza! Chi siete? Che volete?"
Soraya ripete quanto affermato alla guardia. I due si guardano stupiti poi guardano la ragazza e piangenti l'abbracciano.
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Lasciamo la scena successiva privata.
Soraya si è scoperta la prossima erede al trono in quanto Ian era l'unico figlio.
Sabira è rimasta a palazzo per dare man forte alla figlia.
Dorcas dopo esser tornato nell'intersfera asciuga le lacrime a Shabnam che, oramai, non è più chiamata la Piangente.