Basta una parola

C'era una volta Bayou, era un ragazzo simpatico, carino, gentile ed intelligente.
Tutte queste caratteristiche non erano apprezzate a quel tempo lontano, lo consideravano troppo simpatico, troppo carino, troppo gentile e troppo intelligente e, per questo, lo attaccavano continuamente, si sentiva una pecora nera in un branco di pecore bianche. Anelava con tutto il cuore di far parte delle pecore bianche e, per questo, si sforzava in ogni modo, accettando molte angherie ma non ci riusciva. Riusciva solo ad attirare altre angherie tanto che dovette combatterle. Combatteva, combatteva, combatteva e nel suo intimo soffriva ma, ancora ed ancora, combatteva.
Se aveva un patema e lo esternava veniva attaccato, quando aveva un dubbio veniva rispedito nel baratro, quando si apriva ad un amico questi usava ciò che aveva appreso a suo vantaggio e contro di lui. Succedeva tanto sovente che credeva la cosa normale e, via via, andava sempre più escludendo il mondo da se stesso e, nel tempo divenne antipatico, stronzo e cattivo tanto da isolarsi da tutto e da tutti.
Apprese che il branco attacca due elementi: gli estranei ed i deboli.
I deboli li emargina tanto da renderli estranei e poi lo lasciano in pace, lui non era debole.
Gli estranei li attacca finché non se ne vanno. Questo è quanto successe a lui. Bayou fu così tanto attaccato che se ne andò. Ma non se ne andò troppo presto, anzi forse fu questo il suo vero problema, attese a lungo, tanto a lungo che il branco si disgregò, solo a quel punto Bayou se ne andò.
Non andò fisicamente lontano, si rifugiò in un mondo diverso, un mondo tutto suo, un mondo in cui poteva essere se stesso ma, allo stesso tempo, visse in questo mondo, estraneo ad ogni branco, ed imparò a sopravvivere. Per sopravvivere imparò a risultare distante, scostante, cinico, sicuro, tenebroso, enigmatico ed accidioso.
Anche per superare i propri dolori aveva imparato a non aprirsi a nessuno e li gestiva a modo suo. Fino ad un dato punto lottava e sperava, poi, nel bene o nel male abbandonava ed accettava. E col tempo divenne più facile abbandonare ed accettare che lottare e sperare.
Tanto era distante dal mondo normale che nessuno lo conosceva, tanto che anche lui cominciò a pensare di essere così. Anzi, se ne convinse a tal punto che era certo fosse così.
Fino a quel giorno.
Quel giorno conobbe qualcuno che non sembrava notare le sue manifeste antipatie e cattiverie, sembrava riuscire a vedere oltre questa sua maschera oscura. Bayou cercò in ogni modo di allontanarlo, cercò in ogni modo di non cedere al desiderio di potersi fidare, cercò, in ogni modo di dimostrarsi inetto ed irraggiungibile ma, a quanto pare, non ci riuscì. Bayou si scoprì a fidarsi di questa persona e se ne scoprì amico ma, allo stesso tempo, aveva paura. Era certo di essere cattivo dentro, di portare il buio in se e temeva, quindi, il momento in cui avrebbe detto o fatto qualcosa che avrebbe allontanato questa sua nuova amicizia.
Il tempo sembrava dargli torto. Anche se, ogni tanto, cercava di allontanarla questa persona non si faceva intimidire e continuava a fidarsi.
Alla fine Bayou accettò di buon grado di scoprirsi un amico.
Ahhh quale gioia per Bayou, quale grande piacere. Pianse e ringraziò ogni divinità a lui nota, nascosto nel suo mondo, più e più volte di gioia per aver incontrato questa persona. Ma temeva, sapeva, presentiva che tutto ciò non sarebbe durato. Temeva, e non a torto, che la sua visione nera del mondo, la sua visione distorta l'avrebbe portato, un giorno, a ferire questo suo amico.
E non si sbagliava. Ahhh come avrebbe potuto: la sfiducia in se stesso era così radicata che nemmeno un santo avrebbe potuto resistere per sempre, figurarsi un essere umano.
L'amico di Bayou aveva i suoi dilemmi ed i suoi patemi. Bayou ha sempre cercato d'esser fidato e dare speranza ma, ahimè dovette fallire nel modo più atroce.
Un problema insormontabile incontrò il suo amico e Bayou non fu all'altezza, e come avrebbe potuto? Sapeva di essere un essere del buio.
Non avendo mai ricevuto conforto non sapeva come darne e, come faceva per se, fece per il suo amico. Quando arrivò il momento fatale, invece di continuare a dare speranza, cedette all'abitudine e l'abbandonò all'accettazione. L'errore fu grave, forse irreparabile, forse no, non sapeva. Già dopo poche ore cercò di rimediare all'errore ma non fu in grado di far niente. L'amico aveva visto il nero dell'anima di Bayou e se ne scostò.
Bayou se ne rattristò, non sapeva se l'errore fosse fatale, sperava di poter rimediare ma sapeva di non esser capace: l'assenza dal mondo l'aveva indurito a tal punto che non sapeva come rientraci.
I suoi pianti nel buio risuonano anche da quel mondo lontano per chi, nel suo piccolo, riesce a vedere oltre le stelle. L'unica cosa ch'era in grado di fare era dimostrarsi presente e sperare di poter riparare. Ma temeva Bayou d'aver perso l'amico tanto agognato.