C'era una volta un vecchio signore che viveva solo nel bosco.
Aveva una capanna che aveva costruito con le sue mani, aveva degli attrezzi che si era costruito da solo, coltivava un orticello in un terreno che aveva dissodato da solo, beveva acqua di fonte raccolta nel ruscello con dei secchi di legno.
Tutti i giorni s'inoltrava nel bosco per trovare il cibo di cui sfamarsi, non aveva bisogno di molto, quando uno scoiattolo, quando una lepre, quando delle more, quando delle erbe aromatiche o delle bacche. Si accontentava di ciò che gli passava la stagione e ne era molto contento.
Un giorno, mentre era nel bosco e cavar funghi, un lupo rosso gli si para davanti digrignando i denti.
Il nostro buon uomo non ne aveva alcun timore ogni tanto incontrava animali pericolosi e gli bastava non infastidirli o difendersi se era necessario, in questo caso semplicemente lo ignorò e proseguì per la sua strada. Ma il lupo non voleva essere ignorato, gli si parò nuovamente davanti e ringhiò nuovamente.
"Suvvia" disse il vecchio "scansati vecchio lupo, non voglio nulla da te, fammi raccoglier funghi e va per la tua strada". Ma il lupo non si scansava. Perplesso il vecchio guardò oltre il lupo. Sembrava esserci una luce laggiù nel bosco, che fosse un incendio? Il vecchio s'impensierì "cosa non vuoi che veda lupetto? ci sono i tuoi cuccioli là dietro?" per tutta risposta il lupo ringhiò nuovamente, si voltò e corse nel folto del bosco.
"Strano lupo" pensò il vecchio "devono essere tempi strani se i lupi si comportano così".
Continuò a raccoglier funghi dirigendosi verso la luce nel folto.
Era solo la luce del sole riflessa in una pozzanghera. S'avvicinò alla pozzanghera e con somma meraviglia notò una sfera bianca al centro della stessa. Se non fosse sempre stato nel bosco avrebbe pensato ad una perla ma non sapeva cosa fossero e, comunque, le perle non si trovano nelle pozzanghere.
Stava per allungare la mano quando la sfera si aprì a metà e l'acqua svanì in una nuvola di vapore. Una volta dissolto trovò un cucciolo, non sapeva bene che animale fosse, sembrava tanto un cucciolo di gatto quanto di lupo, di procione, scoiattolo o di chissà che cosa. Era tutto pelato e roseo e si capiva solo che era una specie di animale. Intenerito il vecchio raccolse, con immensa delicatezza, il nascituro e lo depose nella cesta insieme ai funghi. Oramai la raccolta era terminata e s'avviò verso casa.
Ogni tanto dava uno sguardo alla cesta e, tutte le volte, gli pareva che l'animale fosse sempre più grande ma, comunque, non capiva cosa fosse.
Arrivato a casa, preparò un pagliericcio vicino al fuoco sempre acceso e ci depose l'animaletto. Nel mentre che si preparava la cena a base di funghi calò la sera. Nel bosco fa buio presto ma, quella sera, al vecchio pareva che fosse arrivata prima la notte.
Non aveva più badato all'animaletto dato che era silenzioso e doveva occuparsi della sua minestra di funghi finchè ad un tratto si voltò e vide l'animale. Cioè non vide l'animale, quello non era un animale era un bambino, appena nato certo ma un bambino: come poteva averlo scambiato per un animale? Comunque, dormiva.
Mentre cenava pensava "come posso accudire un bambino? dove lo trovo il latte?" oppure "a chi lo porto? come me ne disfo?" oppure ancora "chi mai lascia un bambino nel bosco? chi è così senza cuore?"
La stanchezza, alla fine prende il sopravvento, e si addormenta appoggiato sul tavolo. Nel pieno della notte si sveglia e si accorge che il bimbo deve aver freddo, così tutto nudo su un pagliericcio, prende dei vecchi stracci e lo copre e, nel mentre, pensa "ma non era più piccolo?"
Prima dell'alba si sveglia, vede che il bimbo dorme ed esce a guardare il sorgere del sole sì da sapere il tempo della giornata. Rientra e, sorpresa delle sorprese, il bimbo non c'è più ed al suo posto trova un cucciolo di lupo.
Gli sembra d'essere rincitrullito esce nuovamente di casa, va al ruscello ed affonda la testa nell'acqua gelata per scrollarsi ogni brandello di sonno di dosso. Torna alla capanna, il cucciolo ormai sveglio, saltella da tutte le parti e guaisce dalla fame finchè non fa cadere la pentola con i rimasugli della cena e comincia a leccarli.
Il vecchio lega il lupetto fuori della capanna e se ne va a controllare il suo orticello. Torna in casa, prende un cesto e s'inoltra nel bosco in cerca di cibo per la giornata. Al ritorno è già buio e trova un bambino legato alla catena che piange a dirotto.
Il vecchio non ci capisce più niente: lupo o bambino? bambino o lupo?
In ogni caso prende il bimbo in braccio, "però, pesante" pensa, e lo porta in casa.
Di notte in notte il bimbo cresce e, in una decina di giorni, diventa un bel giovanottone più alto e robusto del vecchio.
Di giorno in giorno il lupacchiotto diventa un bel lupo dal manto lucente di luna.
Oramai il vecchio c'ha preso gusto ed al mattino si porta appresso il lupo come compagnia e, a dirla tutta, come aiuto per procacciarsi la cena ed alla sera istruisce il giovanotto.
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Oramai sono passati alcuni anni e vecchio e ragazzo/lupo convivono allegramente tanto da considerarsi padre-figlio finchè un giorno, nel bosco, incontrano un lupo che ringhia. Guardandolo bene il vecchio riconosce il lupo rosso che incontrò prima di trovare suo figlio.
"Tho, vecchio lupo ci si rivede" ma il lupo non bada al vecchio ma guarda storto il lupo grigio al suo fianco. I due lupi si scrutano digrnignando i denti finchè il lupo rosso si accoccola sulle natiche ed ulula, ulula e ulula ancora. Al terzo ululato la luce del sole lo illumina e si tramuta in una donna dai capelli rossi e gli occhi verdi.
Vi lascio immaginare lo stupore del vecchio.
Il lupo grigio annusa l'aria sospettoso.
La donna guarda dritto negli occhi il vecchio e gli sussurra accennando al lupo "la notte della stella rossa potrà scegliere la via da intraprendere". Una nuvola copre il sole nel cielo, la donna torna lupo e fugge via.
Il giorno dopo il vecchio lascia il lupo alla catena e s'avvia verso la città. Sono anni che non ci va, probabilmente le cose sono cambiate. Ma di sicuro una cosa non è cambiata, la cartomante del paese ed infatti si dirige da lei e le chiede della stella rossa.
Fa la gnorri ma, alla fine, gli racconta una storia che parla di Marte, Athena e Giove.
Athena, a quel tempo, è la compagna di Giove ma concepisce con Marte un giovane, Brotolo. Giove, furioso e geloso, condanna il fanciullo a vivere da uomo e perire da lupo per l'eternità a meno che nella in cui Marte è più forte nel cielo decida di vivere da lupo, in tal caso vivrà e perirà da lupo tra i lupi.
Il vecchio torna a casa pensieroso, il giorno in cui Marte è in perigeo, sempre stando alla cartomante, è il successivo. Quindi, se è vero, il ragazzo deve scegliere la vita da vivere. Come raccontaglielo? Come spiegarglielo?