===== Il sopravvissuto =====
Una guerra imperversa da tempo immemore.
Vi sono intere generazioni che non sanno cosa sia la pace.
Interi popoli che non conoscono altri che le atrocità che la guerra comporta.
In questa terra vive (o viveva o vivrà, il tempo è irrilevante) JJJ.
JJJ è nato in una famiglia comune, come molti suoi vicini non avevano granchè per vivere, si arrangiavano cercando di sopravvivere giorno per giorno alla guerra ed alle barbarie, sperando che la prossima raffica di mitra o la prossima granata sia destinata a qualcun altro.
Il tempo passa, JJJ cresce. Oramai ha una decina d'anni. Ha un fratello di 13 ed una sorellina di 8.
Il fratello viene "arruolato" dall'esercito per combattere, oramai è grande abbastanza per maneggiare un arma. E viene inghiottito dalla guerra, dalla polvere e dal tempo.
Ci sono altri ragazzi nel quartiere, sempre che così si possano chiamare quelle tre case ad angolo mezze distrutte. Quindi JJJ hanno con chi giocare.
JJJ è esile gracile, sembra più piccolo della sua età quindi spesso i ragazzi più grandi e grossi se ne approfittano.
Un giorno, mentre torna dal rigagnolo che chiamano fiume, dov'era andato ad acchiappar ranocchi, una prelibatezza se ben arrostiti, trova la sorellina tutta impiastricciata ed insanguinata e con i pochi stracci che ha come abiti mezzi strappati, che piange a dirotto.
JJJ non sa cosa fare, non sa cosa sia successo e la sorellina non dice niente, piange soltanto.
Non ci sono grandi in giro. Molla i ranocchi si carica la sorellina in braccio e la porta a casa.
Per tre giorni e tre notti la bimba piange a dirotto, non si dà pace e non spiccica una parola.
JJJ, da buon fratello, cerca di consolarla come può, la conforta, la tiene stretta, fa tutto quanto sia in suo potere.
Deve, però, andare a procurarsi qualcosa da mangiare, altrimenti muoiono entrambi di fame e, tutto sommato, non gli sembra proprio il caso.
Quando torna trova il silenzio.
Ancor prima d'entrare s'accorge che qualcosa non va. C'è troppo silenzio.
Quando arriva nella camera dove ha lasciato la sorellina la trova con i vestiti completamente stracciati ed in un lago di sangue.
Le urla di dolore di JJJ si sentono in tutta la città, sovrastano il ritmico tatatata dei mitra ed il fragoroso tuonare delle esplosioni.
La rabbia acceca JJJ ed il dolore lo trasforma completamente.
Una volta ripresosi comprende cos'è successo alla sorellina, dei ragazzi l'avevano adocchiata ma la sua presenza l'aveva sempre protetta.
Con fredda lucidità pianifica la sua vendetta.
È gracile e debole, non può affrontarli direttamente, soccomberebbe senza ottenere nulla.
Li tiene d'occhio mentre cresce, si fortifica e si tiene a distanza dalle milizie. Non vuole essere "arruolato" come il fratello, non prima almeno di aver vendicato la sorellina.
Segue, comunque, i militari ed i rivoluzionari osservandoli e raccogliendo armi, proiettili e tutto quanto possa essergli utile, raccoglie anche informazioni, impara le loro tecniche e, con calma, tenacia ed allenamento trasforma il suo corpo.
Sono passati 3 anni, ormai JJJ ne ha 13 ma ne dimostra almeno 16.
Uno per uno fa sparire i "ragazzi" rei della fine della sua sorellina.
Li porta nel sotterraneo di un magazzino abbandonato, dove ha, nel tempo portato alcune sue armi e li fa confessare.
Una volta ottenuta la confessione si fa giudice e giustiziere.
I ragazzi non compaiono più.
Poi sparisce anche JJJ. Nessuno ne ha più avuto notizia.