Se considerate già il titolo blasfemo… forse non dovreste leggere questa storia.
Vi sono molte divinità nel mondo, troppe oserei dire.
Esse altri non sono che una rappresentazione… gli uomini hanno paura, paura di essere dei semplici animali buttati su un semplice sasso che vaga in un semplice universo, soli e senza alcuno scopo.
Senza un'obiettivo a lungo termine.
Questa paura ha attanagliato l'essere umano da sempre, da che mondo e mondo e sempre lo farà.
Ci sono e ci sono stati un'infinità di culti e religioni e che venerano dei, dee, idoli e fantocci. Come ci sono anche culti che mettono l'uomo come signore e padrone di tutto. Irrilevante.
Ma veniamo alla storia in se.
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In un mondo popolato da dei feroci e sanguinari, da genti che venerano il sangue, la guerra e la morte, i popoli bramavano un eroe, un campione che potesse portare pace e giustizia nel mondo.
Non nacque un eroe, non nacque un campione, nacque un uomo che divenne re.
Fu re di una terra lontana dove venivano, appunto, venerati molti dei, dove si facevano sacrifici umani per avere la grazia di un raccolto migliore l'anno seguente, dove gli dei assumevano forme di animali feroci e rapivano i fanciulli nelle culle delle loro case.
In questa terra il re sottomise le genti a suon di guerre e battaglie vinte in prima persona, non si tirava mai indietro quando c'era da "menare le mani", non si tirava mai indietro quando dei predoni minacciavano il suo popolo, non si tirava mai indietro quando doveva giustiziare gli ingiusti, non si tratteneva in battaglia e versava molto del proprio sangue nelle guerre tanto che non c'era posto nei suoi domini che non avesse assaggiato il suo sangue.
Questo re conquistava col sangue ma dominava con la giustizia e la saggezza, non era un tiranno, non era un despota.
Le genti lo rispettavano per questo.
Il suo regno si estese per un territorio molto ampio, più ampio di qualsiasi altro regno venuto prima di allora e, ora possiamo dirlo, anche di qualsiasi altro venuto dopo.
Questa sua popolarità, questa sua magnanimità, questa sua saggezza, questa sua giustizia non era, ovviamente, ben vista da tutti. Ma, questo, non ci interessa.
Col passare del tempo sembrava che il potere del re non dovesse mai scemare ed in effetti non faceva altro che aumentare.
All'epoca le persone morivano giovani, intorno ai 30/40 anni, vuoi per le guerre, vuoi per le carestie, vuoi per le malattie e le carenze di metodi di cura.
Il regno del re durò oltre 60 anni ed il re sembrava immune alla vecchiaia.
Il suo regno aveva già superato la memoria umana e quella degli avi, si vociferava che fosse un immortale.
Quando il re aveva 70 anni diede ordine di costruire quella che sarebbe stata la sua ultima dimora ai confini del regno e lo fece chiamare "altro regno".
Diede disposizioni e fece ordine per la successione suddividendo il regno tra i suoi nipoti e, quando oramai aveva superato gli 80 anni entrò, con le proprie gambe nella sua nuova sontuosa dimora.
Ogni giorno all'ingresso venivano depositati doni e cibarie per il re che aveva varcato le soglie dell'altro mondo ed ogni giorno esse sparivano inspiegabilmente. Si diceva che il re in persona uscisse a prenderle.
Molte generazioni dopo l'usanza di depositare cibarie per il re dell'altro mondo cominciò a scemare, nessuno più credeva che il re abitasse in quella vetusta dimora, i discendenti si erano divisi il regno e le guerre fratricide imperversavano ovunque quindi, come dargli torto, come potevano credere che il legittimo re stesse ancora vegliando sul popolo?
Il sangue scorreva a fiumi nel regno, dopo molti anni la guerra arrivò anche alle porte della dimora dell'altro regno.
Quando il sangue bagnò la soglia dall'interno si sentì un urlo disumano e, lentamente, le porte, cigolando sui cardini, si aprirono.
Dall'interno uscì un uomo vetusto vestito da un'armatura di cuoio ed impugnate una mazza ferrata, come le raffigurazioni rimaste del re.
Urlò parole e frasi in una lingua ormai morta, che solo alcuni sacerdoti ancora ricordavano.
Quello che gli astanti capirono fu solo qualcosa come "Io Sono Dio" ma nessuno gli badò.
Varcò la soglia e cominciò a menare colpi da orbi a destra e a manca abbattendo guerrieri di ogni schieramento.
Continuò nella sua furia fino ai confini del regno, tutto il regno sottomise nuovamente.
Le genti inneggiarono al Dio-Re sceso tra gli uomini per portare la pace nel regno.