Sfuggito alla morte

In un mondo di fame e di tormento nacque un giorno un uomo fatto di luce e di brace.
Non era un uomo normale, quest'è palese e naturale ma, com'ogni essere che nasce in un mondo qualunque un'obiettivo gli nasce dal cuore e fino alla fine non gli da pace.
Ordunque nel tempo vissuto quest'essere abnorme niente fece per esser deforme.
Voleva come ogn'altro vivente nel mondo di fame soddisfar le sue brame.
Pian piano il tempo passava ed il suo cuor sempre più forte bruciava.
Aveva scoperto all'albor del suo tempo che dolore doveva provare tanto da farne il suo tormento.
Niente poteva placare la brama profonda di luce che desiava il suo cuore di brace.
Di lenire il dolore non era capace se non con l'artiglio di un rapace.
Ora con calma suprema sapendo non poter placare il suo cuore decise con fredda e pacata coscienza di nascoder per sempre le brame alla sua mente.
Ogn'esser vivente nel mondo del tormento sa che prima o poi arriva il suo momento.
La vecchia strega immortale vaga nell'ombra cercando coloro che la fame han placato ed il tormento han consumato.
Con la penna di crine, quand'ella un mortale ha trovato, iscrive il suo nome su un taccuino dorato.
Se il testo rimane, ella vaga da sera a mane.
Se il nome scompare al mortale ella appare.
L'uomo di luce e di brace incontrò la vecchia strega immortale innumerevoli volte ma non avend'egli la fame e la brace sopita il suo nome sul taccuino sempr'è scomparso.
Si narra che dopo mille e mille anni ancor quest'uomo vaghi bramando la luce e pregando la strega d'aiutarlo a sopir la sua brace.