Il caldo abbraccio della morte

Si narra che gli dei mandarono, molto tempo fa, sul mondo, per punirlo delle sue malefatte, una pestilenza che doveva sterminare tutta l'umanità.
Nessuno avrebbe dovuto sopravvivere ed il mondo sarebe dovuto rinascere dal proprio dolore e sopravvivere all'uomo che l'aveva contaminato.
La dea della morte, che correva sul mondo a decretare la fine degli uomini, era bellissima: slanciata, bionda, esile ed al tempo stesso robusta, tenera ed al tempo stesso dura, vestita solo d'un abito bianco, non toccava terra con i suoi piccoli piedi nudi eppure velocemente vagava sulla terra. Tutti gli uomini che la vedevano rimanevano estasiati da tanta bellezza e tutte le donne ne ammiravano il candore senza esserne gelose.
Estasiati le persone accettavano di buon grado la morte come un dono.
Un uomo, quando la dea arrivò per donargli la morte non la degnò di uno sguardo. Invero stava lavorando nel suo giardino e, quando la vide arrivare, alzò lo sguardo sulla dea, la guardò dalla testa ai piedi e si rimise al lavoro.
La dea era perplessa. Nessuno, in quel mondo corrotto, sarebbe dovuto essere in grado di resisterle. Tutti, o almeno questo era quello che credevano gli dei, erano corrotti e per questo avevano decretato la fine dell'umanità. Eppure, quest'uomo, la ignorava.
La dea lo interrogò: "chi sei tu, uomo, che ignori la dea della morte? come puoi tu non vedere la sua bellezza e rimanerne abbacinato?"
L'uomo, con calma, si alzò, la guardò nuovamente dalla testa ai piedi, si voltò, si sedette su un ceppo rivolto verso la dea e rispose: "ohhh ma io ti vedo dea, sei molto bella, non c'è che dire, la tua bellezza fa a botte con l'ambiente circostante e proprio per questo non m'incanti"
La dea rimase perplessa e basita: "come sarebbe a dire, uomo?"
L'uomo, prese la pipa dal taschino, la riempì di tabacco, l'accese con un fiammifero che accese sotto il tacco della scarpa, tirò un paio di boccate e, espirando il fumo, rispose, guardandola negli occhi: "se davvero sei una dea non vedi che il tuo aspetto, il tuo corpo, seppur bellissimo è nulla in confronto ad un fiore? anche solo un fiore di pomodoro? con tanta bellezza nel mondo perché mai il tuo aspetto dovrebbe "abbacinarmi"? hai, semplicemente, l'aspetto di una bella donna, niente di più niente di meno"
La dea, ancor più perplessa rimase in silenzio. I due si guardavano vicendevolmente in silenzio, l'uomo fumando la sua pipa la dea persa nei suoi pensieri.
Quando l'uomo, finito di fumare, stava per rimettersi al lavoro nel suo orto la dea gli si avvicinò sorridente ed abbracciatolo gli disse: "per la tua innocenza e saggezza ho deciso di salvare te ed il tuo mondo", sempre tenendolo stretto nel suo abbraccio, lo guardò dritto negli occhi, lo baciò e gli disse: "va, vaga nel mondo e cerca, cerca una donna che condivida la tua visione, solo allora sarai libero, libero dal suggello che questo bacio t'impone, e solo allora troverai la felicità e la pace che anela il tuo cuore".
Quell'uomo vaga ancora nel mondo cercando, cercando ciò che la dea gli promise, cercando colei che gli donerà la pace e gli insegnerà cos'è la felicità.