Il fiore dell'apocalisse

Il fiore in questione, tutti lo sanno, è formato dai quattro petali rappresentanti i quattro esseri dell'apocalisse (uomo, acquila, toro e leone) inscritti in un cerchio… ma non ci interessa.
Una veggente, una praticante della vecchia religione, una maga, una negromante che nulla ha da dimostrare a nessuno un giorno, alcuni secoli orsono, mi narrò la storia del fiore di sangue.
Prima di questi tempi, prima del regno degli uomini, il mondo era popolato dai giganti.
I giganti erano spietati, lottavano continuamente tra loro, le guerre erano all'ordine del giorno e, di conseguenza, l'ambiente era in costante mutamento.
All'epoca terremoti ed eruzioni erano all'ordine del giorno, le stagioni non esistevano o, quantomeno, non erano cadenzate ed identificabili come lo sono ora… un giorno diluviava ed il giorno dopo c'era un'arsura da far impallidire una manticora.
Principalmente i giganti si dividevano in liberisti ovvero coloro che non volevano sottostare ad alcuna regola di condotta, lealisti ovvero quelli che sottostavano alla volontà di un gigante eletto re ed idealisti ovvero coloro che pensavano di dover sottostare alle sole regole da alti ideali.
Ovviamente le tre fazioni non trovavano mai alcun accordo e, conseguentemente, le guerre erano all'ordine del giorno ed oltretutto gli alleati di oggi erano i nemici di domani e, tra le varie fazioni, si creavano facilmente sotto-fazioni e sotto-sotto-fazioni così che era difficile alla fine sapere chi fosse nemico e chi no e, di conseguenza, guerreggiavano l'un l'altro senza tregua e senza soluzione di continuità.
Una giovinetta, una giovane idealista cercava di fare proseliti tra i giovani della zona, solitamente le ragazze, specialmente se giovani, non venivano nè attaccati nè perseguiti per le proprie azioni, certo, venivano tenuti d'occhio dagli esponenti delle altre fazioni ed inviavano, spesso, provocatori per zittirli.
Un giorno Janna, questo era il nome della giovane idealista, era salita su una panchina e stava tenendo un comizio improvvisato sull'ideale dell'amore e della pace. Era nei pressi di un parco mentre, dall'altra parte c'era una battaglia piuttosto cruenta.
Le principali armi dei giganti erano daghe, archi, frecce, dardi, cerbottane e fionde.
Durante il discorso un dardo di rimbalzo colpì Janna alla tempia sinistra trapassandole il cranio.
Cadde a terra morta sul colpo. Il sangue defluì lentamente e cadde a terra goccia a goccia.
Caddero solo quattro gocce che formarono i quattro petali di un fiore.