===== Il paese dimenticato dal tempo ===== Ai confini estremi del mondo vi è un piccolo paese, alla periferia del paese vive un uomo solitario, senza amici nè parenti. Schiva tutti, tutti aborrisce e tutti se ne tengono in disparte. L'unico essere che, ogni tanto, va a fargli visita è una ragazza dal cuore d'oro e dagli occhi di fuoco. Nessuno sa come i due si siano conosciuti o come mai il solitario accetti di buon grado la compagnia della ragazza, anzi qualcuno sospetta che vi sia sotto qualcosa di strano o di losco.
Il solitario ogni tanto compare in paese, sempre con un buon motivo, quando deve comprare qualcosa, quando deve vendere qualcosa, quando deve spedire qualcosa o quando deve ritirare qualcosa. Nessuno sa come faccia a vivere in quel modo, sembra non mancargli nulla eppure nessuno sa cosa faccia per vivere.
Come in ogni paese, anche in questo, ci sono le comari che chiaccherano tutto il giorno e sparlano di tutto e di tutti. Fanno le ipotesi più strane sul solitario, sulla ragazza dagli occhi di fuoco e su cosa i due si raccontino o cosa i due covino. Sulla ragazza non hanno appigli, non possono ipotizzare granchè, essa appare limpida come l'acqua, gioviale sempre con tutti anche se qualcuno, a volte, la vede intristita o con lo sguardo un po' spento subito dopo ricompare allegra e con lo sguardo vivo.
L'unica cosa che hanno notato è che quand'essa termina la visita al solitario i suoi occhi bruciano con l'intensità d'un cratere di lava ed il sorriso, peraltro mai spento, l'illumina il come le perle di lago ben lucidate.
Le comari sussurrano, ipotizzano, spettegolano. Spettegolano sul solitario. D'altronde un uomo sempre solo e grigio e triste e rabbioso deve avere un qualche segreto. Lo spiano ma non scovano niente. E, quando delle pettegole non hanno niente di nuovo da dire, inventano.
Così, inventano storie macabre e sporche e tenebrose sull'uomo solitario. Come si sà le voci corrono, se poi son raccontate da delle pettegole corrono ancor di più, e giungono alle orecchie delle forze dell'ordine che, ovviamente, devono investigare.
Non trovano niente. Niente sul suo passato, niente sul suo presente, niente sulla sua storia, niente sulla sua vita. È un uomo come tanti che fa un lavoro normale, che vive normalmente, che paga le tasse, tutte le tasse. Quest'ultima cosa, in effetti, li mette un po' a disagio, nessuno paga tutte le tasse ma, quest'uomo sì. Quindi non hanno motivi di sospettare alcunchè.
Un giorno come tanti altri le comari, come tanti altri giorni, sono sedute davanti un'uscio nella piazza del paese seguendo l'ombra del sole e, dal posto in cui si trovano, notano che dal camino dalla casa dell'uomo solitario esce uno strano fumo rosa.
Spettegola spettegola, sbraita sbraita, ciancia ciancia, accorre tutto il paese a vedere la novità. Che sarà mai quello strano fumo rosa? nessuno ha mai saputo che in qualche modo il fumo potesse venir fuori rosa; bianco, nero o grigio sì, tutti lo hanno visto ma rosa mai nessuno.
Anche la ragazza dagl'occhi di fuoco appare perplessa ed un poco stupita ma, interpellata, tace senza dir niente.
L'uomo solitario dopo alcune ore compare in paese. Stranamente si ferma nella piazza a bere alla fontana, mai prima d'ora qualcuno l'aveva visto fermarsi in piazza. Dopo aver bevuto si siede sul bordo della fontana stessa, manda un sospiro e guarda intorno a se.
Gli astanti lo guardano smarriti.
Passano alcuni minuti, l'uomo si alza e si dirige verso la casa della ragazza dagl'occhi di fuoco, nessuno credeva che ne conoscesse la casa, quando la fanciulla compare le dice qualcosa che la rende perplessa, rientra e dopo pochi istanti ne esce con un fagotto e si dirige insieme al solitario fuori del paese in direzione della grande città.
Usciti dal paese i due svaniscono alla vista di tutti.
L'orologio grande della torre smette di scandire il tempo.
Il tempo passa e le persone non si stancano, non hanno fame, non hanno sete, non sentono il bisogno di dormire.
Il sole non accenna a calare.
Le persone cominciano ad essere perplesse.
Alcuni cercano di uscire dal paese ma non vi riescono, usciti da una direzione, ricompaiono dall'altra.
Il tempo, sembra, ha smesso di scorrere.

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