Il nipote di Geppetto

C'era una volta…
- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
- No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.

Sfido chiunque a dire di non aver mai letto questo incipit.
Come sfido chiunque a dire che non si ricorda questo finale:
…e come ora son contento di essere diventato un ragazzino perbene!…

Ovviamente si tratta del grandissimo e famosissimo Pinocchio di Collodi.
Pinocchio, una volta divenuto bambino visse insieme al babbo Geppetto e la fata Turchina divenuta la sua mamma.
Certo era un bambino un po' scavezzacollo ma con un cuore d'oro quindi mise la testa a posto, crebbe e divenne un uomo rispettabile.
Come il babbo divenne un falegname dopo aver appreso i rudimenti del mestiere sia da Geppetto che dal buon vecchio mastr'Antonio.
I due vecchietti anche se si beccavano sovente con i rispettivi soprannomi: Polentina e mastro Ciliegia; erano due paste d'uomo e sapevano fare il loro mestiere quindi Pinocchio imparò ben presto l'arte del legno e, dato che i due erano piuttosto anziani, rilevò entrambe le botteghe creando la famosissima bottega "Dal Legno al Legno".
Il lavoro andava bene, Pinocchio era un asso con ascia, martello e chiodi, il lavoro non lo spaventava ed era in grado di fare meraviglie, i suoi prodotti erano così rinomati da ricever commissioni anche dall'estero, sia i re di francia che quello di spagna volevano le sue meravigliose sedie.
In breve, il suo nome e la sua arte divennero famose in tutta europa.
Questa fama avrebbe potuto portarlo ad essere presuntuoso ma, memore delle disavventure patite come burattino, riuscì sempre a rimaner saldamente con i piedi per terra.
Gli son sempre piaciute le maschere ed ebbe, in quel ramo, molti amici, da Arlecchino a Fagiolino, da Burlamacco a Pulcinella, Rosaura, Colombina, Stenterello e Gioppino, quasi tutti erano suoi amici.
Un giorno, tra le maschere vide Giurlabina, la figlia di Tartaglia, che chiaccherava con Rosaura e Colombina.
Non l'aveva mai vista prima, il padre da buon Campano, la teneva praticamente nascosta ai più ma fu, per Pinocchio, potremmo dire un colpo di fulmine: d'un tratto divenne come di cera, gli si sciolsero le gambe e non si reggeva più in piedi.
Tocco come non mai cominciò a fare il cascamorto, cioè, non è che gli ci volessi chissacché aveva uno sguardo da pesce lesso e non riusciva a connetter due parole di fila, ed ecco il morto se ci aggiungiamo il fatto che non si reggeva in piedi e quindi cascava… ecco il cascamorto.

Non chiedetemi come fece ma, dopo un bel po po di tempo la Giurlabina cedette alle sue lusinghe.
Ommamma avresto dovuto vederlo, faceva salti più alti di tutti quelli che avesse mai fatto, anche da burattino, dalla gioia. Abbracciò il buon vecchio Mangiafoco e, come quand'era un burattino, lo baciò su tutta la barba. Andò a cercare il Gatto e la Volpe e li parteciò della sua gioia tanto da farli rincitrullire.
Bhè… ma bando alle ciance Pinocchio e Giurlabina si sposarono e, dopo un'annetto nacque il loro primo figliolo…
Cioè… nacque il loro primo burattino…