Molti anni fa ci fu un momento in cui la luna venne tramutata in gigantesco smeraldo.
La magia era bandita, combattuta, messa al bando.
Maghi, stregoni, fate, streghe e fattucchiere nascondevano i loro poteri ed i loro riti per non esser mandati al rogo.
Il mondo era triste e noioso.
Tutto era grigio e brutto, anche la luna, meta di molte fantasie umane non attirava più sospiri e pensieri di pace e amore ma vi si vedevano soltanto dei Seleniti brutti e cattivi che volevano conquistarci e distruggerci.
Un ragazzo come tanti, senza alcuna capacità particolare, senza alcun potere speciale fece, un giorno, una scoperta molto importante.
Scoprì che chiunque poteva fare magie, non solo maghi, streghe, fate, stregoni ed alchimisti, ma proprio tutti e non ci voleva niente di particolare per compiere magie ma bastava un semplicissimo ingrediente alla portata di tutti.
Ma partiamo dall'inizio, cioè non proprio.
Il ragazzo conobbe una fanciulla, una come tante altre pensò all'inizio, poi, però, col tempo e conoscendola meglio se ne innamorò perdutamente.
A quel punto cominciò a corteggiarla ma a lei non interessava minimamente.
Il ragazzo ne fece una malattia, pensava continuamente a lei, giorno e notte, notte e giorno, non riusciva più nemmeno a lavorare, a badare alle sue faccende od altro: era completamente assorbito dal pensiero di lei.
Decise di sconvolgerla, di donarle qualcosa che nessuno mai prima o dopo di lui ha mai regalato a nessuna donna. Ma cosa?
Chiacchere a parte, cosa poteva mai fare? Era un poveraccio, viveva in miseria, non aveva il becco d'un quattrino.
Capì che non c'era possibilità alcuna allora partì. Partì per un viaggio allo sbaraglio nella speranza di dimenticarla, nella speranza che il suo cuore perdesse baldanza.
Viaggiò a piedi, a dorso di muli e asini, in groppa a cammelli e dromedari, su rinoceronti ed ippopotami, su elefanti ed in braccio a dei gorilla.
Viaggiò per tutto il mondo finché arrivò in un paese che conviveva con la magia.
Tutti praticavano la magia, chi in un modo, chi in un'altro, chi ne traeva profitto, chi no, chi era veggente, etc. etc. etc.
Assetato si dirisse alla fontana della piazza per bere un po' dell'acqua dei muli. Vi era una vecchia là presso che, appena vide che si era dissetato gli disse: "figliolo, come mai sei venuto così lontano a cercare quello che hai sempre avuto con te?"
Il ragazzo, oramai era diventato un uomo, rimase sconcertato: "signora ma io non cerco nulla, viaggio per viaggiare"
"non raccontar balle ad una povera vecchia. tu non respiri, sospiri. tu non bevevi, assaporavi. tu non viaggi, cerchi."
L'uomo rimase perplesso e senza parole, la vecchia continuò: "cerchi la chiave di tutto. vedi qui tutti praticano la magia perché conoscono la chiave. la chiave l'hai con te, nel tuo cuore. se ami puoi compiere l'impossibile e questa è magia. torna a casa tua e sappi che l'impossibile non esiste, se tu operi bene."
L'uomo si sedette e appoggiò la testa tra le mani per pensare.
Quando rialzò la testa la vecchia era sparita ed era sparito anche il sole, era calata la notte.
Si stese a terra e dormì.
La notte portò dei sogni strani nell'animo dell'uomo e, la mattina, aveva compreso ciò che doveva fare.
Riprese il suo viaggio, questa volta verso casa.
Arrivato che fu, andò alla sua abitazione, rimasta vuota per tanto tempo ed accese un fuoco.
Si fece vedere da tutti in paese che andava nei boschi e ne tornava con erbe e pietre strane che portava nella sua casa.
Per tre giorni e tre notti andò avanti così.
Andò alla casa della sua bella e trovatala le disse: "stasera guarda la luna piena, vedrai cosa posso fare per te."
Ed andò via senza attendere alcuna risposta.
La voce si sparse, tutti, alla sera, si aspettavano chissà che cosa. Ma l'uomo non si vide.
La sua casa era buia.
Sulla collina, lontana alcune miglia, brillò un fuoco, un fumo denso oscurò il cielo, nascondendo la luna e le stelle tutte.
Il fuoco si spense, il fumo si diradò.
La luna apparve in tutto il suo splendore. Verde lucente e riflettente.
La luna divenne di smeraldo.