Un giorno ti insegnerò a non aver paura del buio

"Un giorno ti insegnerò a non aver paura del buio" 1)
Questo è quanto disse il babbo al bambino che, però, rispose "insegnamelo ora".
"Sono con te, figlio mio, insieme possiamo affrontare qualsiasi pericolo, vieni andiamo."
Fu così che lo prese per mano e s'inoltrarono negli antri più bui.
Il bimbo tremava, la paura lo attanagliava, lo prendeva alla gola e gli toglieva la voce.
Il padre sentiva tutto questo e disse: "il buio nasconde soltanto le cose che si vedono con la luce ma tu, se vuoi, puoi vederle ugualmente e non ti faranno più paura"
"ma come babbo? io non vedo niente"
"calmati, rilassati, ci sono io qui con te… apri gli occhi ed osserva, osserva attentamente"
dopo un attimo di silenzio, silenzio assoluto, continua
"anche nel buio più buio esiste un brandello di luce, una stella che brilla, una fessura che lascia passare un buio meno denso, cercala figlio mio e vedrai che il buio, buio non è"
non si sa come ma il bimbo trema sempre meno
"rilassati ancora, guardami"
"babbo, ma io non ti vedo"
"guarda bene, sicuro di non vedere nulla?"
"ma veramente… no, aspetta, comincio a vedere… cosa sono?… ma babbo sono i tuoi denti? stai sorridendo?"
"Vedi i miei denti?, bene e vedi qualcosa di pauroso?"
"no, niente mi fa paura" ed in effetti il bimbo non trema più.
"Allora non hai più paura?"
"No, babbo il buio non mi spaventa più."
Alchè il babbo accende una luce, la stanza s'illumina, su un tavolaccio sono pronti coltelli dalle forme più strane, brani di carne sono sparsi ovunque; da una parte: un paio di teschi semi smembrati.
"Bene figliolo, ora mangiamo" e con una mannaia stacca un brano ad un cadavere.

1)
We are what we are