Una delle risposte che do, sul lavoro, quando mi fanno domande del tipo "ma si può fare?", "è possibile farlo?", "l'ho pensata così, è fattibile?" è: "tutto è possibile, basta chiedere alla persona giusta, e se ne ha voglia", sottintendendo, modestamente ovviamente, che la richiesta è stata fatta alla persona giusta… che poi ne abbia voglia è un'altro paio di maniche.
Ma da cosa deriva quest'affermazione?
Sono davvero così presuntuoso?
Bha… forse sì, forse no… non saprei… come mi disse un saggio molto tempo fa "chi sa fa, chi non sa insegna" ed a me non piace granché insegnare, se gli allievi comprendono subito, non c'è gusto: che gli spieghi? se non capiscono ti deprimi perché la spiegazione non è stata sufficientemente chiara e ti tocca inventarti discorsi differenti o metodi diversi… sai che palle.
Ma, tralasciamo questa digressione immotivata e veniamo a noi.
Siamo in un paese dove vige il cinismo più sfrenato, dove la logica la fa da padrone su tutto e tutti, dove la fantasia soccombe e l'immaginazione si deprime ad ogni passo, le scienze sembrano dominare ogni cosa e nessuno sonda l'insondabile.
Mamma mia che paese noioso. (Bhè, in effetti…)
Quando un uomo, un vecchio uomo con delle scarpe blu camminò fin sulla luna 1) qualcosa cambiò nell'animo delle persone. Molte si dissero "ma se camminare nel cielo non è possibile, come mai quel vecchio ce l'ha fatta? forse non è impossibile".
L'immaginazione cominciò a far capolino nelle menti delle persone, dapprima dei bambini che conobbero anche la fantasia, poi negli adolescenti e poi anche negli adulti.
Il mondo era cambiato, una speranza era sorta.
Le persone cominciarono, così, a pensare di poter fare ciò che ritenevano impossibile. Certo, ci volle del tempo, non fu una cosa immediata.
Dapprima ci fu quello che voleva "controllare il passare del tempo" ed imparò a non sprecarlo.
Poi fu la volta di colei che credeva di non poter giocare ed imparò a tornar bambina.
Quelli che volevano volare nel cielo e costruirono un aereo per volar come gli uccelli.
Quello che voleva correre più veloce del vento e costruì delle protesi per correr più di un ghepardo.
Chi non voleva faticar a spostarsi da un luogo all'altro ed inventò le macchine.
E così via dicendo… avevano riscoperto a sperare e ad osare.
In questo paese un giorno arrivò un demone del silenzio.
Ohhh non parlava molto, ma quando parlava tutti ascoltavano le sue parole, pareva incantar tutti gli astanti ed irretirli con le sue parole melliflue.
Il demone desiderava una cosa, una cosa soltanto, ma sapeva che non poteva ottenerla.
Se avesse parlato avrebbe distrutto il desiderio.
Se avesse osato prenderlo avrebbe ottenuto una fine orrenda.
Se avesse cercato di ottenerlo avrebbe prodotto un danno mortale.
Ma, stando in quel paese, fu contagiato dall'idea che tutto era possibile.
Cosa fece ordunque? Osò, osò tentar di soddisfare il proprio desiderio e fallì.
"Un semplice fallimento, niente di grave" così parve pensare un primo momento "potrei ritentare, o cambiare maniera".
Attese paziente di partorir un'idea nel suo cervello demente.
Ma, come sapeva ancor prima di osare, un danno mortale doveva avvenire.
E così fu, infatti. Una morte prevista ma inattesa arrivò a ferirlo nel profondo.
Così ricordò la condanna millenni orson ricevuta e si arrese al potere superiore del fato.