In un luogo non troppo lontano, in un tempo abbastanza vicino viveva una bambina con un cuore grande grande ma così grande che non si poteva contenere.
Le piacevano tutti gli animali anche i più brutti, i più grandi ed i più pericolosi, non faceva alcuna distinzione.
Nel villaggio dove abitava divampò un'incendio che rase al suolo molte e molte case.
C'era, nel villaggio un allevatore di elefanti, ohhh lo trattava con cura e diligenza, non li maltrattava, li trattava con grande amore.
Il recinto era di fianco alla casa dell'allevatore. Anche la sua casa prese fuoco.
Gli elefanti, impauriti, ovviamente abbatterono il recinto e si diedero alla fuga nella foresta retrostante.
Tutti tranne uno, era un cucciolo, e rimase impietrito dalla paura, aveva perso da poco la madre, oramai vecchia, e quindi era tutto solo.
La nostra bambina lo vide di lontano, solo, impaurito ed indifeso… ovviamente accorse in suo aiuto.
Gli parlò, lo coccolò, lo vezzeggiò e lo aiutò ad uscire dal recinto ed a mettersi in salvo nella foresta.
Passarono gli anni sia l'elefante che la bambina crebbero e non si videro mai più.
L'elefante rimase nella foresta e la bambina divenne una fanciulla.
Nel villaggio divampò un nuovo incendio. Anche la casa della fanciulla andò a fuoco e rimase intrappolata nella sua camera.
L'elefante, pur stando nel bosco bazzicava ancora attorno al villaggio e sentì le urla della fanciulla.
Ricordava la voce della fanciulla ed accorse, rapido come una saetta, ad aiutare la sua amica.
Ormai cresciuto lanciò un barrito formidabile, tanto possente da impaurire una tigre, con le zanne, oramai cresciute, sventrò parte della capanna asportando il tetto di paglia sì da veder la fanciulla.
Con la delicatezza di mille e mille fiori la cinse in vita con la proboscide e la depositò a terra incolume.