No, vi fermo subito, se pensate alla genesi biblica avete sbagliato completamente strada.
Adam & Eva, secondo la legenda, sono due alberi millenari e non si sa bene dove si trovino.
C'è chi dice si trovino in una valle sperduta su una qualche montagna inaccessibile, una specie di mondo perduto.
Altri credono si nascondano in una foresta fittissima al pari di El Dorado.
Altri ancora suppongono si trovino agli antipodi e magari uno su una montagna ed uno in fondo al mare.
Ma, dovunque si trovino, ci è irrilevante.
Anche il loro contributo allo sviluppo della specie umana (si dice che Adam abbia dato un asilo ai primi uomini ed Eva li abbia nutriti con il frutto della curiosità) in questo momento ci è indifferente.
Infatti vorrei raccontarvi la loro origine.
A quel tempo il pianeta era sconquassato da catastrofi ambientali d'inaudita potenza.
Le terre si muovevano su un mare di magma fuso.
Ogni tre per due gigantesche meteore colpivano il pianeta cambiandone la formazione.
Anche la luna non era ancora al suo posto, anzi era un protopianeta che, in un'altra situazione, avrebbe potuto ospitare un'altra vita.
Tra una catastrofe e l'altra, due comete si scontrarono al di sopra del pianeta provocando una pioggia incandescente di acidi.
Gli acidi polverizzarono parte della crosta del pianeta che, con l'aiuto dei venti generati dalle eruzioni, si sollevò in aria facendo sorgere il buio.
Lo so, detta così sembra che prima non ci fosse alternanza di giorno e notte e parrebbe piuttosto assurda ma… in effetti non è così assurdo. Il moto di rotazione era così veloce che, se ci fossimo stati e qualcuno si fosse presa la briga di cronometarlo, non avrebbe fatto in tempo a leggere questa storiella che eran già passati tre o quattro giorni.
Comunque, le polveri si alzarono sul pianeta ed oscurarono il sole.
I fumi delle eruzioni non facevano in tempo a salire che già si raffreddavano e ripiombavano al suolo.
Cominciò un periodo di freddo immenso. Anche il nucleo si raffreddò alquanto, i moti connettivi interni rallentarono e, di conseguenza anche il moto di rotazione rallentò, col tempo, ci vollero molte migliaia di anni, fino a portarlo a quello attuale.
Il freddo intenso permise alla crosta di riformarsi. Le rocce assorbirono parte degli acidi presenti nell'atmosfera ed i ghiacci acidi si ricoprirono di di ghiacci "puliti".
L'atmosfera si ripulì e la temperatura si alzò un po'.
Nel mentre la luna finì di formarsi e prese il suo posto proteggendoci da molte meteore.
Forse vi starete chiedendo… ma… e gli alberi dove sono finiti? Ancora un attimo, ci stiamo arrivando.
Sul pianeta non c'era ancora nessuna forma di vita, né animale né vegetale, né macroscopica né microscopica, il pianeta era completamente sterile anche se si era formata dell'acqua e cominciava ad esserci un'atmosfera.
Oddio non era di certo un'atmosfera respirabile, l'aria era satura di solfiti, acidi, ammoniaca e tante altre schifezze nocive alla salute, quindi non c'è di che meravigliarsi se era una pietra morta.
All'epoca anche la luna aveva un satellite, un satellite molto piccolo per la verità che poi è scomparso.
Questo minuscolo satellite, in origine era una roccia che vagava nello spazio cosmico. Fu attirata dalla gravità della luna e rimase ad orbitarvi attorno per un po'.
Non ci è dato sapere per quanto tempo abbia vagato nel vuoto prima di arrivare qui, quindi non sappiamo dove si sia formato o quando.
Nel suo nucleo era nascosto un seme congelatosi nel freddo cosmico.
Un meteorite, nemmeno tanto grande, il quel periodo colpì Venere, cioè quello che oggi chiamiamo Venere ma che all'epoca era un pianeta in formazione, e ne staccò un frammento che urtò la roccia che orbitava intorno alla luna.
I due vennero distrutti e la polvere si sparse nel vuoto.
La granparte della polvere si riversò sulla luna però, alcuni frammenti caddero sulla terra.
Tra i frammenti che caddero sulla terra vi era il seme congelato.
La terra oramai si era scaldata, il seme riuscì, caso fortuito, ad attecchire e crebbe.
Germogliò è produsse l'albero Eva, alcuni lo chiamano albero della luce.
Le radici, per la precisione un fittone, di Eva entrarono in profondità nella crosta, tanto in profondità da raggiungere il nucleo della terra.
Per colpa dei moti connettivi interni dalla radice si staccò un pezzo che fu trascinato, dal magma fuso, altrove.
Questo pezzo di radice attecchì e ne nacque l'albero Adam, che alcuni chiamano l'albero del tempo.