Il mondo era sconvolto da guerre e battaglie, i fumi, le bombe, le distruzioni avevano lasciato un paese morto.
I pochi superstiti vivevano in un deserto, niente animali, solo qualche raro rettile od insetto, niente piante, niente erbe.
Niente di niente.
Le persone non vivevano, sopravvivevano di stenti e la fame regnava ovunque.
Ogni granello di cibo era combattuto, ogni animale intravisto, anche il più piccolo ed insignificante insetto era ambitissimo, si uccideva anche per una sola formica e poi ci si cibava del cadavere prima che marcisse.
Le leggi non esistevano più.
L'etica non esisteva più (oddio non è che di quella ce ne sia granché anche oggi).
Un giorno comparve, dal nulla, proveniente da lontano un uomo. Per il periodo era piuttosto in carne, per i canoni di oggi sarebbe magro e longilineo.
Portava una sacca sulla spalla.
Trovò un posto isolato e tranquillo.
Costruì una palizzata alta due metri e così fitta che nessuno poteva vederci attraverso. Lui rimase all'interno.
Passarono alcuni anni ed una mattina, chi stava la intorno, non vide più la palizzata.
Al suo posto un albero con dei fiori rosa sopra.
I fiori di cilieio diedero una nuova speranza alle persone che ritrovarono il sorriso.
Il paese nacque a nuova vita.