Era un giorno buio e tempestoso, nei campi imperversava una bufera di tuoni e di fulmini. Se ne vedevano di tutti i colori diretti, indiretti, ramificati, multipli, globulari, a stella… e chi più ne ha più ne metta.
L'orticello di J.R. non faceva eccezione ed infatti, anche su quello si stava scatenando il finimondo.
Però ci fu una differenza sostanziale in un punto preciso, esattamente dove aveva piantato dei pomodori rosa, sembrava che i fulmini della peggior specie ci si riunissero tanto che, in un dato momento ci si abbatterono contemporaneamente un fulmine globulare uno diretto ed uno ramificato.
Pareva che il cielo si stesse spezzando.
Dopo la tempesta tornò il sereno ed i contadini si riversarono nei campi per constatare i danni subiti dalle piantagioni.
Tutti avevano subito danni, chi più, chi meno le varie piantagioni avevano subito perdite.
J.R. non era ancora uscito, non gli importava granché, coltivava l'orticello giusto per uso personale e perché, essendo disoccupato, non aveva niente di meglio da fare.
Quando andò a controllare, un paio di giorni dopo, non trovò nulla di strano, anzi i suoi pomodori parevano cresciuti a dismisura. Quindi, controllato che il terreno fosse sufficientemente umido si dedicò ad altro.
Il tempo passava ed i pomodori cominciavano erano pronti per l'insalata.
J.R. andò, quindi, a coglierne qualcuno per la cena, li affettò, li condì e… li mangiò. Mmmm che gustosi, che polpa, una goduria per il palato; dei pomodori così al supermercato te li sogni, con tutti quei diserbanti, concimi, ed addittivi che gli danno mangi più veleno che altro ed hanno tutt'altro sapore.
Dopo cena, andò a letto.
Il giorno dopo un commesso viaggiatore passò dalla casa di J.R. sperando di vendergli chissà quale nuovo apparecchio di utilità estrema. Il campanello non c'era, J.R. non aveva elettricità, quindi bussò all'uscio che si aprì cigolando. Un cigolio sinistro creeeeeck gniiiii creeeeeck. "C'è nessuno? J.R. sei in casa?" nessuna risposta. Girò intorno casa e, da una finestra lo scorse supino sul letto col ventre squarciato e grondante sangue.
Terrorizzato corse verso la sua auto e… telefonò immediatamente alla polizia "venite, venite ho trovato J.R. morto… aiuto, ho paura".
Diede tutte le informazioni al centralinista ed attese l'arrivo della polizia che, ovviamente, raccolse la deposizione e cominciò subito le indagini.
J.R. non aveva nemici, non aveva soldi né tantomeno oggetti da rubare, nella casa non sembrava mancare niente, d'altronde non possedeva niente, la casa e l'orto non erano nemmeno suoi ma "prestati" quindi non c'era un movente per un crimine così efferato. Oltretutto squarciare così un cadavere indicava un delitto "passionale", una vendetta… si pensò… non si pensò a niente, non aveva neanche delle "amiche" o "amici" particolari quindi… niente movente, niente indiziati, niente piste.
Le uniche tracce esistenti erano macchie di terra e di sangue che, vista la zona agricola, non portavano ad alcunché.
Alcuni giorni dopo il proprietario del terreno passò a cogliere dei pomodori, perché sprecarli?
Ed anche lui fu trovato il giorno dopo morto col ventre squarciato, senza tracce.
La notizia circolò velocemente e si sparse la voce che i pomodori di J.R. avevano preso vita e si vendicavano di coloro che li mangiavano. Nessuno andò più a cogliere i pomodori di J.R. e, da allora, di anno in anno, crescono rigogliosi senza che nessuno li accudisca.
Nacque così la leggenda dei pomodori assassini, ricordate… se vi trovate a passare dove viveva J.R. e vedete un campo di pomodori rosa… non avvicinatevi.