===== L'isola del teschio rosso ===== Alla locanda di Fowley a Portsmouth, in una tetra serata invernale del 1563 fa la sua comparsa un uomo con una benda sull'occhio destro.
Indossa un pastrano marrone bagnato dalla pioggia. Emana il classico odore del marinaio, gin, salsedine e sudiciume.
Con fare spavaldo si butta su una panca. Fowley accorre portando, come di consueto, un boccale di birra per chiedere se vuole mangiare lo stufato.
Conferma con un grugnito l'ordine ed ordina una bottiglia di rum ber bagnarsi l'ugola, rifiutando quella schifosa birra calda da, parole sue, smidollati piediasciutti.
Quasi immediatamente il ragazzo, figlio dell'oste, porta una ciotola piena di stufato, una bottiglia di rum ed un bicchiere non troppo pulito.
L'uomo scaglia il bicchiere contro il camino e si attacca direttamente alla bottiglia.
Mentre il giovane Fowley sta per allontanarsi si sente artigliare il braccio dallo sconosciuto che, tirato un sospiro di soddisfazione sguarda il ragazzo e gli fa: "sai dove si nasconde quel verme di Rigley? un tizio segaligno con una mano mozzata"
Il ragazzo impaurito e tremante risponde: "non conosco nessuno che corrisponde alla vostra descrizione"
Con un grugnito di risposta ed allungandogli una moneta: "mh tieni orecchi e orecchi aperti e spargi la voce, se me lo trovi ti darò due scellini d'argento per il disturbo, mi troverai alla locanda dei tre assi. portami un'altra bottiglia che questa è quasi vuota" e lo lascia così sgarbatamente che quasi cade a terra.
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Le voci, si sà, sono più veloci del vento e quindi non c'è da meravigliarsi se la notizia giunse a Rigley prima ancora che il guercio avesse finito il suo stufato.
La notizia lo allarmò alquanto, tanto che volò alla sua capanna per raccogliere le sue cose in un fagotto e sparire quanto prima.
Arrivato alla capanna nota, sul tavolaccio, un biglietto, lo apre e vi trova una impronta rosso sangue.
Oddio, la maledizione del sangue, allora è condannato, il tradimento e la strage di cinque anni fa è venuto a galla e lo hanno scovato, deve scappare immediatamente, il guercio non è sicuramente solo.
Raccoglie tutto in un fagotto e, non appena esce dall'uscio sente una voce rauca che gli dice: "vai di fretta Rigley?"
Nel buio non riesce a capire da che parte arriva la voce: "sei tu Jhon? come mai da queste parti?" portando la mano alla pistola nascosta sotto il bavero
"non pensarci neanche Rig, sei sotto tiro… ma non sono qui per la tua condanna…"
"ah noo? e cosa vuoi allora?"
"la mappa… ho riunito gli altri sette frammenti, manca solo la tua per poterla decifrare. Il vecchio Barbagrigia aveva fatto le cose per bene… puoi venire anche tu, se vuoi, divideremo equamente."
"vuoi andare sull'isola del teschio rosso? sei matto? non tornerai mai indietro è piena di spiriti"
"non esagerare Rig. sai benissimo che i fantasmi non mi spaventano"
"a me sì invece… se mi lasci andare ti darò la mappa ma… non qui"
Un colpo di fucile rimbomba e fa esplodere la testa di Rigley. Cala il silenzio più totale.
Dal buio compaiono due uomini: "dove avrà la mappa?"
"idiota", questa è la voce di Jhon, "dovevi chiederglielo prima di sparargli… come gli altri, l'avrà tatuata sulla schiena… ma, con questo buio non si vede niente… portalo dentro, io faccio luce"
Nella capanna due lampade ad olio ed il camino acceso permettono di vedere qualcosa.
I due spogliano il cadavere e lo sbattono prono sul tavolaccio per guardare i segni cha ha sulla schiena.
Oltre tutta una serie di cicatrici notano il tatuaggio, prendono un coltellaccio ed asportano il brandello di pelle.
Jhon: "andiamo via prima che arrivi qualcuno" ed escono confondendosi nelle ombre della notte.
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Alla taverna dell'uncino al porto di Dover, in una soleggiata mattina della primavera 1564.
La taverna ha questo nome per via del proprietario che ha una mano mozzata sostituita da un'uncino ed una benda sull'occhio, per aumentare l'aura piratesca, un grosso pappagallo multicolore sta appollaiato sul suo trespolo in un angolo del locale.
Il giovane Fowley entra nel locale insieme a Lord Troxon, lo ha accompagnato perché vuole imbarcarsi sulla nave che sta armando in cerca di avventure.
Non appena entra il pappagallo strilla "Jhon Blackeye Wood".
L'oste arriva dal retro bottega e, squadrando i nuovi arrivati, con un sorriso "cosa posso offire a lorsignori? rhum? birra? the?"
Lord Troxon, con una voce baritonale, "birra e informazioni, buonuomo"
Deposita due boccali di birra e risponde "2 penny per le birre, le informazioni ve le regalo" e poi, rivolto al ragazzo, "bel cappello, tempo fa entrò qui un uomo senza una gamba con un cappello uguale che diceva fosse unico… che bugiardo" poi tornando al lord "in cosa posso esservi utile?"
"Cerco marinai, conoscete degli uomini fidati?"
"Dipende signore, da queste parti è pieno di marinai… fidati per cosa?"
Entra nel locale un tipo irsuto e grosso come un'armadio che sbraita: "Lord Troxon! Abbiamo bisogno di lei, la nave non si arma da sola"
"Va bene capitano… arrivo" e poi in un sussurro scolando la birra "accidenti quante rogne, e tutto per un teschio rosso" e rivolto al ragazzo "Fowley, guardate in giro se trovate marinai e mandateli alla nave ma, mi raccomando, non raccontate niente e non promettete niente"
Il Lord ed il capitano escono e si dirigono verso la darsena e la goletta che stanno armando.
Fowley resta da solo a finirsi la birra e, l'oste, ne approfitta per farsi dare un po' d'informazioni.
Quando, alcune ore dopo, il ragazzo esce dalla taverna è un po' alticcio e, scortato, anzi oserei dire sorretto dal taverniere si dirige verso la "San Cristobal", la goletta spagnola che stanno armando.
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Nel mese successivo Jack Spring, il taverniere, si dimostra essere un valido conoscitore di uomini e, grazie al suo aiuto, la ciurma è stata radunata e sono pronti a partire.
Lasciatemelo dire, una ciurma di tutto rispetto, non avrebbe fatto cattiva figura nemmeno sulle navi di Drake. Marinai della peggior specie, reclutati, principalmente da Jack che salirà a bordo, dietro insistenza di Lord Troxon, in qualità di cuoco di bordo.
Nessuno, a parte il capitano, Lord Troxon ed il giovane Fowley conosce meta e missione del viaggio ma già da pochi giorni dopo la partenza a bordo circolano voci riguardo alla meta ed all'obiettivo.
Le voci dicono che vanno a caccia del mitico tesoro del pirata "Occhionero", si dice che la stiva del suo galeone trasportasse almeno tre tonnellate tra oro e pietre preziose quando scomparve, che ha lasciato sull'isola del teschio rosso popolata di fantasmi dei suoi uomini che uccise per non far sapere a nessuno dove seppellì il tesoro.
Dicono ancora le voci che sia stato il ragazzo a rubare la mappa al guercio Blacky e, il fatto che indossi il cappello che il vecchio Occhionero aveva affidato a Blacky la dice lunga.
Queste voci rendono il ragazzo degno di rispetto da parte di quella marmaglia da forca e poi Jack, Jack Turow detto il cavadenti, lo tratta da amicone e questo dice tutto.
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Sono ormai tre mesi che vaghiamo tra le onde, l'isola tanto agognata non si trova.
I marinai sono sempre più irrequieti, le voci, che erano sussurrate, ormai parlano apertamente di ammutinamento e di omicidio.
Jack Turow, il cavadenti, oramai è uscito allo scoperto ma mite cuoco ha mostrato la sua vera indole inneggiando all'ammutinamento, apertamente sterminare tutti per impossessarsi della nave e della mappa, sfortunatamente non sa dove sia nascosta.
Col sorriso sulle labbra porta la voce del malcontento a Lord Troxon chiedendo, chiaramente, di dargli la mappa per aver salva la vita o di pugnare per aver, forse, salva la vita.
Lord Troxon cede.
Cede la parte di mappa che ha, 7 frammenti, manca il frammento centrale e dichiara di non averlo mai avuto e di aver confidato sulla fortuna.
L'ira di Jack è immensa ma, da furbo qual'è fa buon viso a cattivo gioco e da a intendere all'equipaggio di aver ottenuto tutto e, nella sua magnanimità di aver fatta salva la vita al Lord ed ai suoi uomini.
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Arrivano sull'isola.
È bellissima.
Arrivano all'ora del tramonto ed appare scarlatta, rossa, un rosso sanguigno, vivo.
Al centro dell'isola c'è una collina, tonda, vista da lontano e con la bassa marea può sembrare la calotta di un teschio… da qui deriva il nome "isola del teschio rosso".
Dove sarà seppellito il tesoro?
Come farà Jack il cavadenti a salvarsi?
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Avvengono varie peripezie nel mese successivo.
Lord Troxon, il capitano, il giovane Fowley ed altri 5/6 marinai evadono dalla nave e si nascondono sull'isola, sempre allerta e di vedetta aspettando il momento buono per andare a disseppellire il tesoro.
L'ottavo frammento ce l'ha e l'ha sempre avuto Fowley nascosto nella falda del cappello sottratto a Blacky ovvero Barton "Blackhole" Segny, il guercio.
Di nascosto e di soppiatto dissotterrano il tesoro e lo nascondono in una grotta al centro dell'isola.
Poi cedono l'ultimo frammento di mappa a Jack il cavadenti.
Mentre questi, con i suoi pirati, sono intenti nella spedizione di recupero del tesoro.
Fowley ed il capitano, di soppiatto, arrivano a nuoto sotto la San Cristobal e si issa a borto usando la catena dell'ancora.
A bordo era rimasto solo un marinaio che viene, prontamente, sgozzato e buttato ai pesci.
Grazie al buio della notte mettono una lancia in acqua e cominciano il trasbordo del tesoro.
Terminano ai primi rossori dell'alba.
Lord Troxon, capitano, Fowley ed i quattro marinai superstiti salpano l'ancora e partono per tornare a casa.
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Ma… non ci arriveranno mai… ma questa è un'altra storia.

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