La condanna

Era un'epoca dove uomini, dei, angeli e demoni, fantasmi e spiriti vivevano in comunione.
Era un'epoca dove i miti camminavano tra di noi.
Era l'epoca dove le leggende non erano raccontate ma erano vive e nascevano ogni giorno.
Era un mondo dove la magia non aveva limiti.
Era un mondo senza leggi ma dove regnava la giustizia.
A quel tempo avvenne un fatto senza precedenti e che sconvolse tutto e tutti. Da quel momento il mondo cambiò.
Un uomo qualsiasi ebbe l'ardire di apprendere di desiderare una dea. Non era vietato anzi spesso avvenivano queste unioni quindi non era strano di per se.
Il problema fu che desiderava divenire un tutt'uno con lei e non già possederla od amarla, bramava di comprenetarne l'anima.
Ma, anche questo, in realtà non era un problema perché, tanto, non era possibile le anime non potevano fondersi, quindi anche se il desiderio dell'uomo era un po' "strano" nessuno ci badò più di tanto.
L'uomo ottenne tutto ciò che poteva ottenere dalla dea: amore, possesso, compassione, complicità, etc. etc. ma non gli bastava. In realtà anche la dea, dopo aver assaggiato ed assaporato quell'uomo voleva di più.
Ma non c'era magia sufficientemente grande per fondere le due anime.
Non erano soddisfatti, erano felici ma tristi allo stesso tempo. Erano due anime in pena.
La loro determinazione, la loro brama, il loro desiderio era tale che non poteva essere spenta neanche dalla morte.
Ed infatti, quando la dea morì l'uomo non riuscì a lasciar andare l'anima della sua dea ed invocò tutte le magie note ed ignote al fine di poter avere l'anima della sua amata.
L'anima della dea rimase nel mondo ed occupò un nuovo corpo pur di rimanere col suo uomo.
Nessuno: uomini, dei, angeli, demoni, fantasmi, spiriti, miti, leggende, fate, streghe, fattucchiere, maghi, stregoni, folletti, etc. etc. potè tollerare questo affronto alla natura. Anche se i morti possono rimanere nel mondo non hanno il diritto di occupare altri corpi.
Si riunirono in concilio plenario: tutti gli esseri parteciparono, nessuno escluso. Tutti fecero sentire la propria voce e la propria indignazione. Nessuno escluso. Anche i due amanti si espressero.
Ma tutto ciò a nulla valse.
Tutte le forme di vita, che avevano sempre vissuto in comunione, cominciarono ad accusarsi l'un l'altra, nacquero dissapori e liti.
Il mondo fu sconvolto e, per questo, i due furono condannati.
L'uomo fu condannato a vivere in una valle di eterno dolore e di eterna solitudine, a non trovare mai la pace. Per quante vite possa egli continuare a vivere non avrà mai più la felicità.
L'anima della dea fu condannata a vagare di tempo in tempo in corpi mortali per donare gioia, dolcezza ed amore a tutti coloro che incontra e ad essere cieca e non riconoscere l'uomo che osò sfidare la natura e che la bramò fin oltre la morte.