La sconfinata taiga è una terra di miti e leggende molto particolari.
Si narra che, quasi parallalela alla transiberiana, una volta ci fosse un'altra ferrovia che attraversava tutte le russie di cui, però, non esistono tracce nè, tantomeno, documenti.
La lggenda dice che fu costruita in soli due anni dal 1837 e che ha svolto il suo servizio per soli 5 anni, anche se si sussurra che i suoi treni attraversino ancora le nevi siberiane di quando in quando.
La locomotiva era quanto di più avanzato avesse mai visto la luce, con un solo carico di carbone (1250 libbre) era in grado di attraversare gli oltre 9000 km del suo tracciato nella miseria di 7 giorni di viaggio.
Ammetto che questi dati sembrano piuttosto poco credibili ma, si sa, le leggende sono leggende anche per questo.
Il magnate che finanziò l'opera non badò a spese. Lo sfarzo delle cabine era impressionante, persino gli appartamenti dello Zar a mosca impallidivano a confronto. La comodità a bordo era ineguagliabile, si dice che fosse il primo ed unico treno mai prodotto che non solo montava ammortizzatori sulle ruote ma anche sui giunti di ogni singolo vagone e di ogni singola cabina; si dice che un bicchiere pieno posato sul pavimento del vagone ristorante non subisse oscillazioni di sorta tanto da non veder alcun tremolio nel liquido contenuto.
Nessuno sa cosa successe davvero, nessuno sa se il treno sia mai esistito però, mi dicono, che i venti gelidi che sferzano la taiga raccontano l'ultimo viaggio del treno.
Era febbraio (deduco del 1844), a bordo oltre parecchi personaggi illustri, molte poche persone potevano permettersi il costo del biglietto, era presenta anche il magnate a cui si doveva la costruzione.
Non si sa bene a che altezza fu scoperto il cadavere del macchinista nel vagone ristorante. Nessun'altro conosceva il treno o come manovrarlo. Oltretutto arrivare alla locomotiva era praticamente impossibile col treno in marcia, non c'era una passatoia per superare il carro col carbone, anche se era quasi vuoto.
Il capotreno cominciò le indagini ma, quasi ogni ora, veniva trovato un nuovo cadavere in un vagone diverso ed in situazioni diverse: il macchinista nel vagone ristorante, uno in cabina, uno in corridoio, uno nel vano di collegamento tra due vagoni, una signora, con il suo cagnolino da compagnia, fu trovata morta nel bagno.
Dopo non si sa bene quanti cadaveri nello scompartimento del capotreno fu trovato il seguente biglietto: "la morte prende tutti, belli e brutti, non fa distinzione tra signore e garzone".
Qualcuno sentì il magnate pronunciare la seguente frase "se la morte vuole tutti il treno verà con me" mentre andava verso la locomotiva con cavi, funi e catene.
Dice che quando il vento sferza la taiga da ponente si possa ancora sentire il fischio della locomotiva attutita dalla neve.
Qualcuno ha visto i vagoni col loro carico di fantasmi affacciati ai finestrini ma nessuno è mai riuscito a dire dove… solo al di là dell'ultima neve.