In una valle sperduta, circondata da alte montagne fitte di boschi, s'innalza, solitaria e maestosa, una torre di pietra nera di solida fattura.
Tutto attorno, per alcune centinaia di metri, il terreno è completamente secco e arido.
Nessuno sa chi l'ha costruita, quando, come e perché. Un giorno è comparsa ed a tutti è parso come se ci fosse sempre stata.
Sembra completamente disabitata ma, comunque, nessuno ci si avvicina, non si sa bene il motivo.
Qualcuno dice che sia infestata da fantasi, ma, si sa, nessuno sa nulla di preciso.
Un viaggiatore solitario si ferma ad un ruscello nel bosco per riposarsi e rifocillarsi un po'. Sta viaggiando non sa più nemmeno lui quanto tempo alla ricerca di ciò che chiama "l'attimo" ma che non sa come definire.
Il viaggio glielo ha imposto una vecchia megera dicendogli di partire e non fermarsi finché non trova "l'attimo" e che avrebbe capito cos'è quando l'avrebbe trovato.
Caccia una lepre e pesca qualcosa per la cena, accende il fuoco e, mentre la cena arrostisce, si fa un bagno nel ruscello.
Ahhh che bella sensazione di pace.
Notte.
Qualcosa sveglia il nostro viaggiatore.
Da prudente quale è ha già le armi pronte.
Silenzio assoluto.
Non è normale, non si sentono i rumori degli animali del bosco, lo scorrere del ruscello, il frusciare delle fronde.
Silenzio totale.
Una flebile melodia, un tenue lamento sembra provenire da qualche parte al di là della foresta.
Sembra attrarlo irresistibilmente.
Prende il suo sacco, che usava come cuscino, le sue armi, daga e spada, e segue la voce.
Dal limitare della foresta scorge la torre nera illuminata da una gigantesca luna piena.
Il canto sembra provenire da quella torre, è una triste voce di donna. Non ne comprende le parole, sembrano provenire dall'altissima vetta.
Scruta la torre dal basso verso l'alto. Ci gira attorno.
Non vi sono porte, entrate, aperture. Non si può entrare.
Le pareti sono lisce e verticali. Non si può scalare.
Sembra impenetrabile.
Il canto continua ad ammaliare il nostro viaggiatore solitario.
Si siede su una roccia vicina ad ascoltare. Ora riesce a comprendere le parole.
Ascolta una storia molto triste. Nel buio, lascia scorrere le lacrime che bagnano il terreno.
Si addormenta, ancora piangente, sulla nuda terra.
Quando si sveglia è ormai giorno fatto.
Ritrova la torre nera e silenziosa, un rampicante è avvinghiato alla torre ed arriva a metà della stessa, come abbia fatto a nascere e crescere così tanto in una notte è un mistero.
Decide di rimanere lì per ascoltare ancora il canto della fanciulla.
Durante il giorno non ode altro che il gracchiare dei corvi lontani.
Cala la notte.
Quando la luna è alta nel cielo, ricomincia lo straziante canto.
Il viaggiatore dal cuore tenero piange sommessamente ascoltando la triste ventura della fanciulla.
Al mattino il rampicante raggiunge la vetta della torre. Ormai non è più nera.
Il nostro indomito decide di tentar la scalata alla vetta.
Rischia più volte di cadere ma, sul venir della sera, giunge alla vetta.
Non vi sono ingressi, finestre alcunchè per penetrare nella torre.
Sul tetto vi è una stretta apertura, un'intercapedine, che gli permette di entrare.
Il buio è quasi assoluto. Il flebile fascio di luce che entra dalla fessura riesce a penetra per pochi pollici appena.
Abituatosi al buio, scorge una bambola di porcellana poggiata su di una sedia ed un corvo appollaiato su una trave che segue ogni suo passo con lo sguardo.
Della fanciulla che canta la notte non vi è traccia alcuna.
Non può essersi sbagliato. Lui ha sentito quella bellissima e triste voce.
Decide di attendere lì la notte.
Quando il raggio della luna illumina la stanza e colpisce la bambola essa s'illumina ed un fascio di luce la unisce al corvo.
Il corvo sembra impagliato e la bambola prende sembianze di una splendida fanciulla.
L'uomo guarda l'evento stupito.
La fanciulla sorride.
In un'attimo la pace lo pervade completamente, gioia e felicità si fanno un tutt'uno e penetrano nel profondo della sua anima.
La torre si sgretola davanti ai suoi occhi e si ritrovano in una casa in un giorno di sole sulla riva di un fiume.