Nella nebbia

In un mondo dove la nebbia avvolge ogni cosa le genti vivono come dall'ovatta ammantati.
Una leggenda metropolitana narra che nelle nebbie si aggiri un demone assetato di sangue umano.
Gli abitanti, nascosti nelle proprie case, non ci credono ma comunque raccontano la sua storia ai bambini per evitare che escano da soli. In ogni caso, però, non escono neanche gli adulti perché, ogni tanto, qualcuno non ritorna e se ne perdono le tracce nella nebbia.
Nella nebbia vaga, uno strano essere, tutto testa ed occhi, che guarda in ogni dove, scruta in ogni anfratto e, quando incontra qualcuno, lo trattiene interrogandolo sui quesiti dell'esistenza. Le sue domande sono così pressanti, così inquisitorie, così intriganti che, dopo un po', le menti dei malcapitati esplodono ed al nostro tuttocchi non resta che asportare il cadavere, ci penserà la nebbia a ripulire il sangue.
Un giorno, o notte chissà, nella nebbia si perde la cognizione del tempo, si avventurò nella nebbia una fanciulla con un mantello di stelle e rugiada.
Il nostro, ovviamente, l'avvicinò e la interrogò ma la fanciulla non rispose alle sue domande se non mostrando il mantello e sorridendo di quando in quando. All'ennesima domanda alzò il suo sguardo sul volto dell'inquisitore e sorridendo beata con gli occhi ridenti semplicemente rispose "così è". Lasciandolo così di sasso ella tornò a casa.
Rimase imbambolato per un tempo infinito, la nebbia si diradò, ed il sole nel mondo tornò.
Si dice che sia ancora lì ad interrogarsi sulla risposta della fanciulla e che non sia riuscito a comprenderne il significato.