"Vi farà morire l'Angelo della Morte, a voi preposto, poi al vostro Signore sarete ricondotti" 1)
Che s'interessano della morte vi sono più angeli, ma anche arcangeli se è per questo, e poi vi sono anche schiere demoniache preposte allo scopo.
Anche loro devono sottostare a delle regole.
Ogni anima da prendere ha un padrone preposto, il proprio Signore appunto: quello di sopra e quello di sotto.
Le anime, appena nate, sono pure e linde e non hanno alcun padrone.
La vita ha una scadenza fissa e predeterminata alla nascita e, sempre, un angelo si deve presentare a riscuotere.
Durante la vita (o le vite, dipende) ogni azione compiuta od incompiuta, ogni parola detta o non detta, ogni pensiero aggiunge o toglie peso all'anima sì da valutarne il valore.
Se risulta leggera verrà presa in carica dal signore di sopra.
Se risulta pesante da quello di sotto.
Quando c'è un dubbio, quasi sempre per la verità, l'anima viene "riscossa" da un angelo superpartes e reinviata sulla terra per una nuova vita.
Secondo queste regole, anche singole azioni possono riportare l'equilibrio l'anima e portarla da una parte o dall'altra.
Ogni regola, però, ha le sue eccezioni, anch'esse codificate.
Esiste però, un essere, che ha sfidato sia le regole che le eccezioni.
Compiendo azioni che azioni non sono, proferendo parole che parole non sono, ed avendo pensieri che pensieri non sono.
In quest'unico caso sono sorti dubbi e litigi, tutti gli angeli lo volevano prendere ed il superpartes voleva reinviarlo sulla terra.
Fatto stà che quest'anima, la cui vita doveva esser terminata, continua a vagare e non viene riscossa oramai da quasi oltre due anni.
La diatriba continua imperterrita.
A questo punto è probabile una dilazione, anche se le regole lo vieterebbero, e la vita di questo "sfidante di eccezioni" durerà fino alla marcescenza del corpo o che faccia un'azione tale da propendere irrimediabilmente da un lato o dall'altro.