Una lepre, una lepre. Dagli alla lepre. Pigliala. Oggi si mangia lepre… forse.
La lepre è veloce, rapida e agile, non è facile acchiapparla specialmente se non mangi da così tanto che comincia a vedere doppio.
E poi… bisogna stare attenti a dove si corre si può sempre finire in un pozzo o, peggio ancora, in una cloaca.
Ahi, che botta, fa male cadere di testa e che puzza, che tanfo.
Come ci son finito quaggiù? Accidenti, sono oltre due metri, come risalgo? Queste pareti sono lisce e umide, appiccicaticce, che schifo.
Non resta che andare da una parte e sperare di riuscire ad uscire da qualche parte, magari aggrappandosi a qualche radice che sporge, ma… da che parte andare?
In salita? Ci dovrebbe essere sempre meno roba sotto i piedi e, quindi, dovrebbe essere più facile uscire ma… è salita.
In discesa? Ovviamente. Che domande è più facile camminare e si fa meno fatica e poi… più roba c'è più è facile ci siano sterpi o radici che crescono a cui aggrapparsi.
Quindi via in discesa.
Cammina cammina cammina… che stanchezza, riposiamoci un po'.
Cammina cammina cammina… ohhh ma che noia non c'è verso d'uscire? Anzi… laggiù sembra scendere ed interrarsi… e, se si interra, forse si può uscire.
Accidenti, non c'è verso neanche qui… entrare nel tunnel o tornare indietro? Riposiamoci e pensiamo.
Se è una fogna interrata significa che siamo vicini ad una città dove, forse, ci sono accessi con scale e scalette per entrare a controllare e, se ci sono accessi per controllare, allora c'è anche uno spazio asciutto per camminare. Quindi si cammina bene.
Tornare indietro? Bisogna rifare tutta la strada che già fatta, in salita questa volta, ed andare ancora più oltre, magari poco ma magari molto, chissà.
E poi dentro è discesa, qui è tutta salita.
Meglio entrare, da qualche parte, poi, uscirà.