Kerres, nascita di una Dea

Vi era un tempo in cui le genti ignoravano tutto e non facevano altro che girovagare, cacciare poco e male e raccogliere erbe e frutti e pregare degli dei tiranni e funesti.
Kerres aveva un desiderio, emancipare i popoli e liberarli dagli dei tiranni, e per questo camminava tra gli uomini.
Divina matrona, severa e maestosa, bella, dignitosa e affabile venne tra le genti con in mano una torcia ed un canestro di grano.
Ai popoli insegnò come coltivar tutto ciò ed i segreti del fuoco loro rivelò.
La dea aveva altresì un dono, non poteva darlo a chiunque perché non molti erano in grado di sopportarlo.
Per dare il suo dono doveva trovare anime pure, anime inquiete, anime buone anche se tenebrose e coperte dal buio, anime che ancora non avevano accettato ingiustizie, crudeltà ed altre nefandità.
Tra le genti v'era un uomo schivo e solitario. Più gli insegnamenti della dea imparava più le sue idee rinfocolava.
Ma non solo… quest'uomo viveva nascosto alle genti a lui più vicine, poche riuscivano a veder in fondo alla anima sua ed ancor meno potevano con mano toccarla.
Nessuno, credeva, poteva arrivar, infine, a toccarlo.
Kerres gli fece il suo dono: un sorriso.
Fu sconvolto, dissolto, una strana luce l'aveva avvolto.
Il cuore nel petto a battere iniziò, ed a lei ogni suo pensiero da quel momento andò.