La favola della pioggia di fiori

In un luogo d'un grigio infinito ove anche l'ombra di un sorriso è svanito.
Comparve un giorno un cavaliere con la sua corazza di roccia, aveva bardato il nero cavallo di spine come il suo crine.
Nessuno sapeva di dove fosse venuto, alcuni lo credevan dal mare arrivato, altri dai monti lontani sceso tutto d'un fiato, taluni che da un regno vicino s'era infiltrato.
Ovunque silente potevi vederlo, ad ogni reato er'egli presente, sempre completo e di tutto bardato, nessuno comunque sentì mai il suo parlato.
Nessuno lo vide quando comparve, nessuno poi seppe quand'egli svanì.
Dal monte non troppo lontano le genti sentiron dei grandi boati.
Rombi di tuono e un grande frastuono.
Dopo giorni e giorni dove ogni cosa era silente nel cielo comparve un nero grande pallone volante.
Dal monte una freccia di fuoco venne scagliata ed la tela del nero pallone squarciata.
Niente pareva avvenuto e l'arciere nessuno aveva veduto.
Un raggio di sole comparve nel cielo che aveva tagliato il grigio mantello.
Cadde una pioggia di molti colori che accese la speranza in molti cuori.
A terra arrivata la pioggia caduta, tutti scopriron che la terra di fiori aveva ammantato ed il terreno dal grigio ne venne mondato.