====== Storie dal medioevo: L'inquisizione ====== "È una strega: è troppo bella ed ha un gatto nero" con quest'accusa viene istituito un processo d'inquisizione.
A presiederlo è Frà Gualdino, un ciccione che mangia tutti i giorni. Guarda la strega (ovviamente presunta colpevole) e, guardando quegli splendidi occhi nocciola e quei denti bianchissimi afferma: "in effetti è bella come un'angelo bruno, quindi dev'essere opera del demonio. che confessi la sua colpa. portatela nelle segrete che dobbiamo interrogarla."
La strega viene presa e sbattuta nelle umide e fredde segrete del castello.
Dalla sua cella può vedere i più abominevoli strumenti di tortura che mente umana abbia mai concepito: dal gatto a nove code alla ruota, dallo stivale spagnolo alla vergine di Norimberga, dalla pera alla figlia dello spazzino, dalle strappaseni alla forchetta, dalla culla di Giuda al triangolo del peso… tutti ma proprio tutti gli strumenti peggiori mai ideati da un uomo per infliggere dolore erano presenti nella sala della tortura di fianco alla cella della strega.
Fu lasciata lì, legata al muro, con i topi che le "circolavano" tra i piedi, senza cibo nè acqua per due giorni e due notti.
Frà Gualdino comparve una mattina, insieme al suo attendente scrivano, mentre mangiava un cosciotto di pollo, davanti la cella:
"Strega, sei pronta a confessare le tue colpe? Parla e ti donerò una morte rapida"
addenta il cosciotto, lo spolpa ben bene e getta l'osso ai piedi della strega.
"Non vuoi parlare? Bene" e, rivolto, al boia "preparatela, tenetela sul triangolo con due pesi alle caviglie per un po', dopo la passeggiata, vedremo se vuol parlare" e si allontana, con il suo attendente, per una breve passeggiata per il parco antistante il castello, solo 5 ore di tempo.
Quando Frà Gualdino rientra nelle segrete nota, con sadico piacere, che il boia ha steso della segatura sul pavimento per assorbire umori e sangue della strega. I pesi, legati alle caviglie, sembra quasi che ne allunghino il corpo.
Anche in quello stato pietoso, nuda, legata per i polsi al soffitto, emaciata, denutrita, sudicia, con gli occhi chiusi ed il viso spento, Frà Gualdino resta stupefatto dalla sua bellezza ma, è un'attimo: "allora? siete pronta a confessare le vostre colpe? a pentirvi dei vostri peccati?"
La donna, lentamente, apre gli occhi. Che sguardo! Frà Gualdino è impietrito, il suo attendente è impalato a bocca aperta invece di scrivere tutto. Quegli occhi nocciola farebbero innamorare un orco, scioglierebbero un cuore di ghiaccio, finalmente apre bocca: "fratello" dice "come posso confessare se non mi interrogate neanche?".
La voce della strega è un'attentato da quanto è dolce e suadente, anche al boia, sebbene abituato a tutto, da sotto la maschera spuntano le lacrime agli occhi. L'attendente del frate incespica e cade, indegnamente, di culo a terra.
Frà Gualdino, alla caduta dell'attendente, si riscuote: "no, non serve, abbiamo già tutte le prove che servono, dannata emissaria di Satana. Chi altri, se non una strega potrebbe scuotere così dei servi del signore e pur'anche un boia senza cuore. Boia: usate il gatto a nove code su di lei finchè non appaia più una donna e bendatela che non possa incantarvi con quegl'occhi dannati. Tu: rialzati, contieniti e va a fare innalzare la pira. Voglio che sia arsa stasera stessa."
Alcune ore più tardi la pira è pronta, il popolino si è radunato, la strega viene portata al rogo e legata al palo, il popolino la ingiuria, la infama. Arriva Frà Gualdino. Impone il silenzio alzando le mani: "popolo di … questa donna è stata trovata colpevole di stregoneria e verrà arsa viva così scenderà nelle fiamme eterne dell'inferno." silenzio assoluto, prorompe una spendida voce di fata: "fratelli e sorelle, sono solo una donna… perdonatemi… " mormorio tra la folla "…non voglio morire…" dal popolo si eleva una voce stridente di donna "cerca di irretirci, al rogo, al rogo" il popolo tutto "al rogo, al rogo".
Frà Gualdino fa un cenno al boia che accende la pira. Il fuoco scoppietta rapido ed aggredisce la donna che, con voce alterata, ma pur sempre stupenda: "perché? cosa vi ho fatto?"
Il fumo avvolge ogni cosa; puzzo di carne bruciata.
La fine è giunta.

Tra le note sul registro dell'inquisizione a margine Frà Gualdino ha aggiunto le seguenti parole:
le ho offerto la salvezza se avesse voluto servirmi in tutto e per tutto, ha recisamente rifiutato dicendo "preferisco la morte ad essere la vostra schiava", indubbiamente è una strega, come si può rifiutare un impiego del genere?

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