Il demone stranito (ed il ficcanaso incenerito)

Era un giorno qualsiasi, con un tempo qualsiasi, il demone faceva il suo lavoro qualsiasi in un ufficio qualsiasi (oddio, visto che c'è un demone tanto qualsiasi non deve essere).
Quel giorno, però, il demone era strano (cioè, essendo un demone, diciamo più strano del solito).
Cioè, non sembrava facesse niente di diverso dal solito, si comportava come sempre, parlava come sempre, lavorava come sempre (sì, anche i demoni lavorano, più o meno)…
però, un occhio attento e vigile avrebbe visto che c'era qualcosa di strano.
Ovviamente guardare attraverso un demone non è facile, anch'io, conoscendone qualcuno, fatico, a volte a vederli bene.
Quindi l'intervistai e quest'è il discorso:
"ahiò demoniaccio, il che tu c'hai oggi? la tu sei strano"
"aho taci mortale, un dì fregnacce, son demone noo? che ti par normale?"
"bhè ovviamente no, ma anche se sei sempre strano, oggi sei più strano del solito… il che tu c'hai?"
"che cacacazzi che sei mi homo… ma che sapiens e sapiens tu doversti far parte dei ficcanasus, altro che…"
"minchia che reticente, suvvia spiccica verbo"
"se ti cheti ti dirò favella, ma non mi rompe' più le budella…
vidi… ohhh che vidi… vidi du occhi che parvemi devini e nun seppi che dì fosse o se ero ancor di fianc'a Morpheus, l'amico vostro…"
"boiadè mi homo, o che occhi tu vedesti?"
"taci, t'ho detto, marrano ch'artrimenti ti cavo i denti… fammi continuà co carma e pazienza…
che dicevo? ahh l'occhi devini…
poi che vidi… ohhh che vidi… vidi 'n sorriso che non parvemi naturale, sicuramente, pinsai, d'un'immortale ci dev'esser lo zampino…"
"stica ma i che tu dici e mo l'immortali si scombinano per questo?"
"bestia dannata t'aveo avvertito…" un boato immenso mai prima sentito "…tiè mo' sei incenerito chissà se vai da Satana a chiaccherà… …però come puzza l'uman bruciato"