Angolo della poesia

Data: 28/05/2015
**Autore: ** KillerBoy
**Titolo: ** la caduta

nel mezzo del cammin della mia vita
mi ritrovai per una selva oscura
nononononono questa l'hanno già scritta

un dì, press'un bosco camminando
quando doveo della vita già esser depredato
un rivoletto diaccio vi trovai
dell'esistenza sua io non sapevo
sì che verso la fonte lo seguii
quando, dietro un'ansa che facea,
svoltai un gran fosso vi trovai
senz'un qualch'avvertimento
fitto fitto dentro ci cascai

cadi cadi cadi
la caduta un terminava
ebbi il tempo d'istudiar 'sta fiaba
or cadendo da sì tanto tempo
temeo di finir in uno sfracello
ma sì tosto un certo istante
la caduta si fé bastante

sospeso mi parea d'esser
e guardando ben sospeso l'ero
aere sopra il capo
aere sott'i piedi
ohibò, sì che io pensai,
oh come gl'è che son per aria?

un gran peto si sentì
tanto che parea un trombone
sì che ci sarà una grand'eco
ma ohibò chi sarà 'sto puzzone?
almen non v'era odore
ma all'occhi vennemi un gran bruciore

quando la vista ristabilii
innanzi trovommi 'na donna
otto braccia e tutta blu
chi altri potea esser se non Kalì?
o te, ni dissi, che ci fo io qui?
ovviamente non ni chiesi
se fu lei a far il petone

girommi a destra e a manca
poi m'accorsi che sul sodo aveo i piedi
boia mondo c'è un terreno
son vivo o all'altro mondo?
non sapendo io che fa'
e che mettermi a guarda'
posai il cul'a terra
e dal basso la guardai

or comprendo la sua effige
il cerchio di luna chiar'ora io vedo
dal basso ov'io sto seduto
vedo 'l tunnel dietro al suo capo
e la luce in fond'ad esso
le fa rilucer tutt'il cranio

dop'un tempo che un saprei
a Morfeo m'arrendei
nel sonno che mi colse
sentii con quelle braccia la m'avvolse
nel mio tantrico rispetto
le feci un sorrisetto

mi svegliai in un'ampia sala
pietra e roccia a tutto tondo
steso su un letto anch'esso rotondo
all'intorno completo vuoto
sol s'un tavolo di pizza un ruoto
non sapendo cosa fare
la mi misi a mangiare

satollato il mio intestino
misimi a pensar di fino
che ci fò io quaggiù?
come posso tornar lassù?
son vivo o cadavere?
se morto perché dovrei mangiare?

tal quesiti affollavan il mio cranietto
finché mi venne un gran sospetto
anni orsono nell'inferi ero sceso
fors'a quel tempo il signor del luogo aveo offeso
se sì era sorgea un gran problema
come finirà questo poema?

vagai nei corridoi
finché trovai la sala degli eroi
statue d'ogne lato
belle da mozzar il fiato
d'oro, di marmo, di broz e ferro
donne, omini, bestie strane coi trofei
parea l'antro degli dei

boia d'un mondo che ci fo io qui?

dop'aver per ore camminato
ed altre sale esaminato
in una stanzetta piccina piccinina
incontrai una nera micina
un occhio azzurro ed uno verde
del cor mi spezzò tutte le corde

andammo innanzi io e la gattina
finché d'un tratto nella prima porta incocciai
ammazzateò com'era grande
di là tranquillo ci passava un gigante
chi la smove un lo so
a bussar però io oso

cigolando piano piano
la porta sapre e vedo un divano
la micetta veloce corre
e un quesito mi vien da porre
che ci fa quaggiù un sofà
senz'un culo da posà?

mi ci siedo riverente
con la micetta sorridente
attendo qui l'eventi
con i piedi miei gaudenti
la micina fa le fusa\ mentr'il pel le metto alla rinfusa

il Tempo passa lentamente
per tutti è inclemente
e poi fugge velocemente
ahhh che vecchio incoerente

Kali compare un cert'istante
una sua parola m'è bastante
per seguirla nelle sue stanze
che strano il suo ambiente
sembr'arredato da un demente
chiacchieriam del più e del meno
quand'il suono viene meno

nel silenzio più completo
la mi sveglio al suon d'un peto