Angolo della poesia

Data: 14/04/2014
**Autore: ** KillerBoy
**Titolo: ** l'errore

in un giorno senza sole
scivolando feci tre capriole
quando mi rialzai
solo bianco io notai
cieo, terra, tutto era sparito
restai un po' sbigottito
a destra, a manca, sopra e sotto
perplesso assai or l'ho detto
non sapendo cosa far
me ne stetti un po' a pensar

ad un tratto apparve un sovrano
riconoscerlo non sapevo
Ploutōn udii alle mie spalle
dispensator di doni e di ricchezze
ed altre scelleratezze
degl'inferi il sovrano
al suo cospetto mi trovavo
fors'avevo da dir due balle
me ne stetti silenzioso
ed ancor più pensieroso

che volea da me re Ade?
attesi per veder che accade
colla voce sua tonante
congedò la folla astante
quando il volgo se n'andò
si volse e chiese a me
Sai di che regno sono il Re?
Degl'inferi sei il sovrano
ma non t'aspettar il baciamano.
sorridendo mi squadrò

Non temer, tonando disse,
Thanatos non ti mandai
il momento è lontano assai
qualcuno tempo addietro
la fine tua predisse…
Il tempo ormai è passato,
interruppi il suo parlato
Già, riprese infastidito,
t'ho graziato e lì è il quesito,
perché la fin ti rimandai?

Nettun, Bacco e Venere
chiamommi a riunione:
le Moire avean sbagliato
e il fil tuo avean allungato
Che vuoi che importi a me,
l'interruppi nuovamente,
se voi fate confusione?
Taci screanzato
e fai finir il beato
o ti farò io ben vedere

degli Dei il sovran era arrivato
tonante come al solito
il fulmine già pronto sul suo dito
lo guardai dal basso in alto
Però, ni feci il verso,
quanto sei alto, di lassù non mi sarei perso
com'hai fatto sì possente
sulla gente a perder mordente
la tua ira leggendaria
persa s'è nell'aria

rapido Hermes lo bloccò
ed il fulmine da me deviò
li guardai tutti e tre
Ma che volete voi da me?
Se un errore avete fatto
bellamente me ne sbatto
Non siete voi i potenti
bhè, me la rido tra i denti
Il biancore si dissole
ed il consiglio mi avvolse

Afrodite con voce suadente
la mi disse: sii clemente,
se pazienza tu avrai
cosa vogliamo tu saprai
Su una panca m'asseggiai
e, nell'attesa, la rimirai
Attendo quì paziente
ma un piacer farmi potresti:
orsù, mettiti le vesti,
così mi fai divenir demente

Apollo con Helios ridea
Dioniso, l'estatico Bákkhos, bevea
Poseidone con Anfitrite avevan lasciato
l'umido reame ed eran lì a parlar del figlio
Zeus imbufalito sul trono stava
con Hermes di chissà che brontolava
le Moire il telaio abbanbonato
con le Arpie parevan in idillio
finchè Nike arrivò
e con Atena confabulò

il conciliabolo terminato
Pallade dal padre spese il fiato
silenzio scese fra tutti
l'attesa era cominciata
strane espressioni sul volto del re
ed ogni tanto guardava le Moire e poi me
in pensiero ristette
e Plutone lo mise alle strette
del mio fato avean pensiero
o del proprio error fors'è vero

Afrodite non s'era coperta
m'almen Nike m'avea distratto
l'ali sue lucenti parean d'alabastro
tanto che anche la Pallade parea un'incanto
attendeo silente e pensieroso
che s'abbattesse il maroso
d'Hermes le scarpe alate
erano un po' infangate
d'Helios il carro fermo
la quadriga parea d'inferno

dopo un po' di questo tormento
mi sollevai ed in un sol momento
Hermes stoppò ogni mio movimento
Orsù rapido dal piede alato
fammi sgranchir le membra
prim che perda la pazienza,
zitto e muto ho qui aspettato
ma il culo mio ha perso baldanza,
se il futur non so cosa mi serba
almen fatemi sgrachir su quell'erba

lascionmi sgranchire un po'
Afrodite mi s'avvicinò
Boiadè, ni dissi, oh mettiti un telo
almen copri quel pelo…
Ohhh umano scellerato
com'è che a rimirar 'ste grazie
il senno non t'ha lasciato?
Stai bona, stai lontana
se non vuoi far l'umana
che mi vien un'idea strana

Ade arrivò suadente
e non era perdente
Umano sii contento
finito è il tuo tormento
da Caronte tu andrai
e sulla terra tornerai.
Ohi te sior divino
io l'obolo non ho nel taschino.
Sei vivo e sei sano
il pagamento è assai vano

da Caronte me ne andai
e l'Acheronte attraversai
di nuovo ero sulla terra
giù nei pressi di Volterra
questi Dei son dei bastardi
tutta 'sta strada, mi faran far tardi
avviamoci piano piano
e vediamo dove annamo
ohh che palle 'sti divini
mi potean dar du' vini?