Suppergiù siamo qui.
In un mondo desolato e triste.
Su una terra squallida e polverosa.
Vomitante di umanità incontrollabilmente incrollabile e…
E andiamo avanti.
Sì, andiamo avanti.
Sballottati dagli eventi e da un destino infame.
Ingiuriati da un tempo inclemente che piove sempre appena appena pensi di esserti asciutto.
Scrollati, scapicollati e dirottati costantemente dalla propria rotta.
E andiamo avanti.
Andiamo avanti, imperterriti ci diciamo: domani è un altro giorno, andrà meglio.
Ma il domani, quel domani, non arriva.
Non arriva mai.
Quella pia illusione è, appunto, pia, piena di speranza, di credo e di nostalgia per un qualcosa di sognato ed agognato che è un'illusione, appunto, inesistente come tutte le illusioni ma che ci fa credere che possa essere… ma non è.
Non è perché ciò che è non ha bisogno d'illuderti nè, tantomento, di farti credere piamente e ciecamente in sè.
E andiamo avanti.
Puntando ancora avanti e oltre ciò che ci è concesso e ciò che ci è dato.
Sempre e continuamente oltre, al di più, al resto.
Finchè…
E andiamo avanti.
La forza e la determinazione non ci mancano mai per proseguire questo cammino impervio e ci crogioliamo nell'illusione, sempre quella, di un tempo prossimo diverso, migliore.
Ma…
E andiamo avanti.
Avanti, avanti, avanti…
Il destino è quello, non si comanda, non si decide, non c'è arbitrio, non c'è scelta ma solo l'illusione della scelta, l'illusione del libero arbitrio.
Il libero arbitrio è un'illusione, non esiste l'unica cosa che facciamo è rialzare la testa, scrollarci di dosso la polvere ed il fango ed andare avanti.
E andiamo avanti.
Piegandoci al vento ed alle intemperie che ci piovono addosso.
Perché siamo solo…
…illusi.