sembra il giorno dei ringraziamenti, chi ringrazia a destra, chi a sinistra, chi di qua, chi di la…
i romani conoscevano tre grazie: Aglaia (lo splendore), Eufrosine (la gioia) e Talia (la portatrice di doni)
gli sparnati solo due: Cleta (l'invocata) e Faenna (la lucente)
gli ateniesi: Auxo (la crescente) ed Egemone (lei che procede)
…
io, che non mi sento di ringraziare chicchessia…
ho chiamato ed implorato Cleta ed Egemone che mi han presentato Eufrosine e Talia ma non posso ringraziarle perchè non si sono tramutate in Auxo e Aglaia… ahimè, così non è stato: son rimaste Cleta ed Egemone.
—
ovviamente, andrò controcorrente e non ringrazierò niente e nessuno perché se ognuno è artefice del proprio destino non è possibile ringraziare chicchessia nè, tantomeno, dargli colpa di qualcosa…
e non posso ringraziare me medesimo perchè… bhè… chi sa chi è Sè stesso?
magari forse qualcuno è in grado di definire l'Io come qualcosa che non sia un cumulo, un accozzaglia, un coacervo di sè parziali ma non sono io ne sono in grado nè, tantomeno, credo che lo sarò mai, quindi…
certo, qualcuno è stato presente oltre le aspettative altri oltre le premesse, qualcuno, altrimenti è svanito ma, come dicevo, non gli se ne può far nè merito nè colpa…
chi c'è c'è e lo sa, chi non c'è… pace.
Suppergiù siamo qui.
In un mondo desolato e triste.
Su una terra squallida e polverosa.
Vomitante di umanità incontrollabilmente incrollabile e…
E andiamo avanti.
Sì, andiamo avanti.
Sballottati dagli eventi e da un destino infame.
Ingiuriati da un tempo inclemente che piove sempre appena appena pensi di esserti asciutto.
Scrollati, scapicollati e dirottati costantemente dalla propria rotta.
E andiamo avanti.
Andiamo avanti, imperterriti ci diciamo: domani è un altro giorno, andrà meglio.
Ma il domani, quel domani, non arriva.
Non arriva mai.
Quella pia illusione è, appunto, pia, piena di speranza, di credo e di nostalgia per un qualcosa di sognato ed agognato che è un'illusione, appunto, inesistente come tutte le illusioni ma che ci fa credere che possa essere… ma non è.
Non è perché ciò che è non ha bisogno d'illuderti nè, tantomento, di farti credere piamente e ciecamente in sè.
E andiamo avanti.
Puntando ancora avanti e oltre ciò che ci è concesso e ciò che ci è dato.
Sempre e continuamente oltre, al di più, al resto.
Finchè…
E andiamo avanti.
La forza e la determinazione non ci mancano mai per proseguire questo cammino impervio e ci crogioliamo nell'illusione, sempre quella, di un tempo prossimo diverso, migliore.
Ma…
E andiamo avanti.
Avanti, avanti, avanti…
Il destino è quello, non si comanda, non si decide, non c'è arbitrio, non c'è scelta ma solo l'illusione della scelta, l'illusione del libero arbitrio.
Il libero arbitrio è un'illusione, non esiste l'unica cosa che facciamo è rialzare la testa, scrollarci di dosso la polvere ed il fango ed andare avanti.
E andiamo avanti.
Piegandoci al vento ed alle intemperie che ci piovono addosso.
Perché siamo solo…
…illusi.