certo che, pensavo, voi (cioè noi) umani siete (cioè siamo) completamente assurdi, incomprensibili
cioè no, non tutti incomprensibili ma nel complesso assurdi sì
per quanto vi analizzi, studi, smonti i vostri processi mentali (a qualcuno vorrei proprio smontargli la testa per capire cosa c'è di marcio) c'è sempre quella parte di gente che non comprendo
tendenzialmente vi si può suddividere in alcuni macrogruppi:
- i semplici: hanno 2/3 argomenti di conversazione e si fermano lì non c'è tanto margine di manovra o scelta e non sono in grado di fare più cose contemporaneamente o pensare lateralmente
- i complessi: non hanno i limiti dei semplici, gli argomenti di conversazione possono essere vari e riescono, solitamente, ad avere pensieri laterali e connettere stati ed informazioni differenti
inutile dire che questi mi piacciono le persone che preferisco fanno parte di questa categoria
- le novae: scusate il nome assurdo ma mi è venuto così, potrei chiamarle speciali ma non rende bene allo stesso modo;
non so esattamente come definirli in quanto, solitamente sono persone complesse che vanno completamente al di là della mia capacità di comprensione, magari inizialmente li ho visti come complessi ma poi vuoi per mia incapacità (su alcuni di questi mi si pone come un velo davanti agli occhi e non ci capisco più nulla) o per loro complessità intrinseca non riesco più ad inquadrarli e comprenderli;
solitamente sono contrastanti le azioni e le parole o tra i fatti e le teorie od ancora fanno sempre qualcosa di imprevisto ed imprevedibile
queste persone, anche se non le comprendo, solitamente le adoro ma sono così poche e rare (credo di averne incontrate nella vita non più di quattro o cinque) che, in effetti, vorrei ve ne fosse molte di più
- le supernovae: in realtà non è una categoria a se stante ma uno stadio temporaneo; possono essere sia persone semplici che complesse che hanno sprazzi di luminosità estrema divendendo "speciali" (solitamente le novae non hanno sprazzi, sono speciali sempre ma, sarà anche per la loro rarità, non ho mai visto una nova illuminarsi come supernova; ho visto altre esplosioni di novae e non è quasi mai un bello spettacolo)
ammetto che mi piace osservare alcune di queste esplosioni non tutte allo stesso modo ma sono sempre interessanti
per questo pur comprendendo la maggior parte delle persone dico che siamo assurdi
se una persona "semplice" può trasformarsi, anche se temporaneamente in una nova… perché non lo è sempre? ne ha le potenzialità, cos'è che lo trattiene?
Dianzi (prima, ieri, oggi, domani è uguale) pensavo alla percezione di se.
Nel senso che ciò che una persona percepisce, pensa, vede, sente di se è necessariamente diverso da quanto gli altri percepiscono, pensano, vedono e sentono di te.
Sì, sì, concetto un po' astruso, lo ammetto ma mi perdonerete, spero.
Ma pensate un attimo, chessò, ad un pittore che fa un autoritratto: esso è necessariamente diverso da quanto farebbe un ritrattista esterno, così come un biografo scriverebbe una storia completamente differente da un autobiografo.
Ciò che ognuno sente, vede, pensa e suppone di se stesso è differente da quanto viene percepito dagli altri e non intendo il concetto di uno, nessuno, centomila Pirandelliano. Certo è vero che all'esterno la percezione è differente per ogni osservatore ma mai è come quella interna, autoctona, autoformata.
Provo (sicuramente male) ad illustrare il concetto in maniera empirica e semplicistica.
Poniamo il caso che si possa riassumere il concetto, l'opinione, il pensiero e tutto quanto concerne una persona qualsiasi con una valutazione completa da 1 a 10.
Ovviamente il concetto che ognuno ha di se può essere sia ottimistico che pessimistico: un ottimista si autovaluterà con una votazione alta, diciamo 10, mentre un pessimista con una votazione tendenzialmente bassa, anche se probabilmente tendente almeno alla sufficienza, diciamo 6/7. Ovviamente, ci saranno le eccezioni che si autoflagelleranno dandosi voti pessimi (chessò, un 4, non credo esistano autocritici di un livello più alto) ed altri che si autoincenseranno dandosi voti altissimi (almeno la lode) ma, tralasciando gli estremi; l'autovalutazione sarà, probabilmente tendenzialmente positiva (anch'io che mi reputo un emerito stronzo/bastardo/e compagnia bella tenderei a darmi quantomeno la sufficienza o forse più… anche se non credo che dall'esterno sarei mio amico o riuscirei a sopportarmi).
Quindi pensavo no… se l'autopercezione è così, passatemi il termnine, autoincensante e quindi non può essere presa criticamente in considerazione quanto astrazione valida per una valutazione dell'essere in se l'unica cosa valida sarebbe un mediare sulle valutazioni esterne.
Ma anche lì… siccome ognuno ha una percezione diversa di chiunque altro: data dalla propria storia personale, dal proprio carattere, dalle caratteristiche del valutato, dalla situazione di percezione, dall'istinto del percepente, dalla situazione di conoscenza, dalle situazioni di prosecuzione valutazione e compagnia bella…
Questo significa che ogni valutazione, ogni percezione, ogni idea su un qualsiasi essere, oltre essere naturalmente soggettiva… non può essere valutata empiricamente né caratterizzata obbiettivamente.
Ergo a parte considerare l'autopercezione come tendenzialmente ottimistica e inutile… niente e nessuno può essere valutato né autovalutarsi… in quanto, statisticamente parlando di un campione adeguato, è plausibile incontrare sia l'opinione estremamente positiva che quella estremamente negativa.
Ergo soggetto/oggetto ed oggetto/soggetto sono rispettivamente soggettivamente/oggettivamente differenti da una visione oggettivante/soggettivante.
Ne consegue che la percezione è una semplice illusione e la realtà non esiste.
Cioè… che niente è reale ma pura percezione ergo un'illusione irreale e soggettiva di una realtà oggettiva che non esiste in sè.
via, anche se so che i cambi di paradigma non funzionano voglio farvi i miei auguri di buon anno
buon anno
a chi crede di sapere tutto
ed a chi invece sa tutto
buon anno
a chi sa di non sapere nulla
ed a chi invece ancora non lo sa
buon anno
a chi mi conosce o crede di conoscermi
e a chi vorrebbe conoscermi
buon anno
a chi è testardo e quando si mette in testa una cosa non lo smuovi nemmeno con le cannonate
ed a chi non riescie fargli entrare un concetto nella testa
buon anno
a chi è facile al compromesso
ed a chi non lo è
buon anno
a chi vuole comprendere
ed a chi non interessa
buon anno
a chi si sente superiore
ed a chi invece si sente inferiore
buon anno
a chi può festeggiare
ed a chi non può
buon anno
a chi vuole festeggiare
e chi non vuole
buon anno
a chi ha un sogno
ed a chi non ne ha
buon anno
a chi mi vuole bene
ma specialmente a chi mi vuole male: vi auguro proprio che ogni vostro desiderio si avveri
ma, alla fin fine, buon anno a te
te che hai letto 'sto robo fino in fondo
e che hai tanta pazienza e costanza
te che, semplicemente, ci sei