Sì, è il primo maggio, sì è la giornata dei lavoratori e, di conseguenza del lavoro, lo so ed infatti, oggi, lo scrivo.
Ma diciamocelo chiaro:
- chi non ha un lavoro lo vorrebbe… principalmente per avere uno stipendio
- chi ce l'ha… si lamenta del suo lavoro o dei suoi colleghi o del suo capo o … (mettete qui quello che vi pare)
Certo, ci sono le eccezioni:
- quelle persone che non hanno un lavoro e non lo vogliono o perché hanno soldi di famiglia e non gli interessa o perché preferiscono lavorare quanto basta per avere il sussidio di disoccupazione
- quelle a cui il proprio lavoro piace e si divertono a farlo.
Queste sono le persone che accumulano ferie su ferie da fare (fino al limite consentito dal datore di lavoro e/o dal contratto) e non si sentono mai stanche di lavorare.
Quelle che pensano al proprio lavoro od alle problematiche relative anche quando dormono.
Quelle che, quando "sono sul pezzo", non si accorgono del tempo che passa ma glielo ricorda lo stomaco od il proprio corpo o, se sono fortunati, sono richiamati all'ordine dai propri compagni.
- quelle che sentono il proprio lavoro come un impegno od un dovere ed anche queste persone, non "staccano" se non è necessario, perché sentono il proprio lavoro come un onere ed un onore.
Ecco, secondo me, la festa dei lavoratori dovrebbe essere solo per queste persone ultime due eccezioni e questo perché…
- i primi (quelli a cui piace il proprio lavoro) perché lo fanno con entusiasmo e, per quanto tu le possa pagare, l'entusiasmo non ha prezzo
- i secondi (quelli d'onore) perché fanno un lavoro, per quanto magari ad altri non piaccia, degno di lode e lo fanno col cuore
Quindi, a queste due categorie, Buon 1° maggio, per tutti gli altri: quando vedete uno di questi salutateli e festeggiateli perché sono loro, imho, i veri lavoratori.