====== Chiusura ======
Oggi, citando Lord Chersterfield ("La conoscenza si acquisisce leggendo i libri; ma quello che è veramente necessario imparare, la conoscenza del mondo, si può acquisire soltanto leggendo gli uomini e studiando tutte le loro diverse edizioni.") e pensando a qualcosa che mi hanno detto, ho ricordato una cosa che ho appreso parecchi anni fa: non esiste testo scritto (libro, saggio o articolo che sia), parlato o situazione vissuta o vista (anche films o… fumetti o cartoni animati) che non permetta di apprendere qualcosa.
Ho ricordato anche quando ne ho preso consapevolezza, si trattava, dei tempi delle scuole medie, per la precisione all'estate tra la prima e la seconda, quando lessi un libro (all'epoca ogni tanto ne prendevo qualcuno alla biblioteca comunale) di Jules Verne ovvero "L'isola misteriosa" e, per la precisione, quando appresi la tecnica come poter "distillare" la nitroglicerina (ovviamente non ho mai verificato se la tecnica descritta fosse corretta nè, tantomeno, oggi verificherei se la mia memoria non m'inganna sui passaggi senza prima verificare).
Questo per dire una cosa: apprendere non significa studiare, significa avere la mente aperta a recepire le informazioni ed affinare il proprio spirito d'osservazione ed il proprio spirito critico.
Questo mi ha fatto ricordare una cosa che sapevo parecchi anni fa e avevo dimenticato da tempo: tutti possono insegnarti qualcosa anche le persone peggiori.
E che forse, le persone peggiori, possono insegnarti le cose migliori. Perché?
Perché hanno un punto di vista diametralmente opposto al tuo e, quindi, osservare criticamente il loro atteggiamento ti darebbe informazioni che non acquisiresti altrimenti.
Negli anni ho affinato il mio mio spirito di osservazione ed oggi mi sono reso conto che, negli anni, ho fatto sempre più spesso, presuntuosamente, affidamento sulle mie capacità deduttive dettate dalla pura osservazione che utilizzare gli altri sensi per assimilare nozioni utili da tutte le fonti.
Ci sono persone che "ho tagliato fuori" solo perché dalla mia osservazione ho dedotto che non avessero nessuna informazione da offrire e non potessero, in alcun modo accrescere la mia fame di sapere. Sbagliando.
Oggi, in effetti, so… che non so.
Insensato vero?
Non molto in realtà: so che così facendo mi sono privato di molte fonti d'informazione, probabilmente alcune di queste informazioni potrei averle apprese comunque in altro modo ma, comunque posso essermene perse molte altre che, magari, avrebbero potuto farmi comodo nelle situazioni errate/negative/fallimentari incontrate sin qui (od anche in futuro, chissà).
Che voglio dire con tutto ciò?
Nulla.
Nessuno può sapere se quanto ho scritto avrà senso od avrà un qualche impatto per qualcuno.
È una semplice constatazione: per apprendere chiudere qualcosa o qualcuno "fuori" è sempre errato, potrebbe, quella chiusura privarti di una informazione "vitale".